Allungo argentino di Napoli e Juventus grazie ai gol di Higuain e Dybala mentre le altre rallentano. Il quintetto si sgretola

Allungo argentino di Napoli e Juventus grazie ai gol di Higuain e Dybala mentre le altre rallentano. Il quintetto si sgretola

Anche alla prima di ritorno, il Napoli e, soprattutto, la Juventus non mancano all’appuntamento della vittoria e continuano a marciare spediti, dopo aver raggiunto, superato e, probabilmente, staccato le altre tre avversarie delle quali, due (Inter e Roma), alla bene e meglio pareggiano, la terza (Fiorentina) viene seccamente battuta.

Questa prima di ritorno parla la lingua argentina perché gli artefici delle due vittorie in odor di fuga sono Higuain e Dybala che con le loro doppiette forse hanno dato una svolta al futuro di questo campionato.

Pipita d’oro. A Napoli è durata meno di un tempo l’illusione del Sassuolo, passato subito in vantaggio su rigore, perché prima Callejon e poi Higuain ribaltavano la situazione e il Pipita nella ripresa metteva il terzo sigillo alla vittoria, grazie alla settima doppietta stagionale, la quinta nelle ultime sei giornate per un totale di 20 gol in 20 partite. Il Napoli attuale è indubbiamente marchiato Higuain ma non è solo Higuain perché la squadra, oltre ad evidenziare anche altri fuoriclasse (Insigne, Hamsik e Callejon), ha gioco, ha carattere, appare sempre bene impostata e ben diretta da quel Sarri, al quale pochi avevano dato fiducia per le sue origini provinciali e, ora, forse è lui l’ autentica sorpresa del campionato. A Napoli città, atmosfera elettrizzante come negli anni di Maradona.

Juve 10, lode e…. Stavolta è toccata alla povera Udinese – la squadra che, alla prima di campionato aveva umiliato la Juve vincendo allo Juventus Stadium – pagare la “decima” e la vendetta, tremenda (4-0) vendetta, si è abbattuta nel nuovo, fiammante stadio friulano. E’ stata proprio una Juventus non solo da 10 e lode ma anche con una menzione d’onore: 10 partite, 10 vittorie, 30 punti tutti d’un fiato da fine ottobre scorso quando la vetta era distante 14 punti ed ora ne restano solo 2, dopo che una decina di squadre sono state seppellite dal gioco, dai gol e da una supremazia che non ammette discussioni. A Udine, con Pogba in panchina, ad esempio, sono andati a segno proprio tre dei nuovi arrivati, Khedira, Alex Sandro e quel diavoletto di Dybala (doppietta) che qualcuno già profetizza come il nuovo Messi non solo per le medesime origini della pampa argentina. Juventus ormai squadra da battere, perché sembra proprio imbattibile.

Inter, così non va. La sconfitta casalinga di una settimana fa col Sassuolo non era stata solo rocambolesca per l’Inter che, a Bergamo contro l’Atalanta (riveniente da cinque sconfitte di seguito) si è salvata solo grazie alle solite, grandi, parate di Handanovic. Al giro di boa si è capito che l’Inter di grande ha solo il portiere mentre la squadra, ormai, non riesce più neppure a mettere a segno quel golletto vincente che per ben 14 giornate l’aveva fatta balzare alla ribalta. Ora, con appena 4 punti acciuffati nelle ultime 4 gare, c’è solo da preoccuparsi e Mancini fa bene a strigliare i suoi giocatori. L’Atalanta avrebbe potuto e meritato di vincere e questo spiega l’ennesima frenata interista.

Spalletti non basta. Il ritorno di Spalletti, voluto e osannato da tutti, non è bastato alla Roma per svoltare, lasciando alle spalle il ricordo e le macerie di Garcia. Persino il Verona, ultimo in classifica da sempre, è riuscito a portar via un punto ai giallorossi e per loro, oltre ad aver perso notevole terreno rispetto alle altre quattro squadre di testa, ora, sta rinvenendo il Milan a -3. Urge una reazione sotto tutti gli aspetti per cercare di salvare almeno qualche posizione europea anche se domenica sera c’’è nientemeno che Juventus-Roma……

Milan-Fiorentina In questo importante incontro ci si attendeva di vedere quale delle due squadre avrebbe spiccato il volo verso l’alto e il campo, sia nel gioco che nel risultato, ha detto Milan. Di fronte ad una Fiorentina decimata ma comunque deludente al massimo, l’undici di Mihajlovic (che ha rafforzato la sua panchina) è andato subito in vantaggio con un bellissimo gol impostato da Bonaventura e concluso da Bacca ma ha confezionato il successo solo nel finale col redivivo Boateng. Milan in apparente miglioramento nel gioco ma adesso si attendono prolungate conferme se si vuole rientrare in zona Champions. La Fiorentina, l’ombra della squadra col miglior gioco, deve darsi una mossa dopo la seconda sconfitta consecutiva con 5 gol al passivo, se vuole aspirare a rimanere fra le grandi.

Le altre. Fra le notizie di maggior rilievo va segnalato il ritorno al successo del Torino, dopo cinque giornate di magra, grazie all’inserimento di Immobile, tornato in Italia dopo le infelici esperienze estere, il quale ha subito legato col giovane Belotti (2 gol) e se il buon giorno si vede dal mattino, questo neo duo di punte potrebbe costituire la sorpresa dei granata.

Ecco le conseguenze delle strampalate decisioni di Zamparini per il suo Palermo: sostituito Ballardini dopo una vittoria fuori casa, addirittura con due allenatori in panchina (l’anonimo argentino Schelotto più Viviani, già secondo di Iachini) rimedia un sonoro 4-0 a Marassi col Genoa, che lo scavalca, sprofondando al quart’ultimo posto a +4 da un pimpante Carpi (sei punti in due gare). Buon pareggio quello conseguito dall’Empoli col Chievo e ottimo quello della Lazio a Bologna dove ha rimontato due gol, svegliandosi solo nella ripresa.

Meglio che niente il punto del Verona sempre più staccato, ma va anche peggio al Frosinone la cui sconfitta ha consentito al Carpi di scavalcarlo e di ritrovare fiducia nella salvezza.

Incombe la Coppa Italia Settimana cruciale per le qualificazioni delle quattro squadre che disputeranno le semifinali: una c’è già ed è il Milan, la cui avversaria (di serie B o Lega Pro, meglio di così…..) uscirà da un incredibile Spezia-Alessandria, due squadre che sono arrivate agli ottavi dopo alcune clamorose eliminazioni; molto più arduo prevedere, invece,  quelle che si scontreranno dopo averla spuntata in Napoli-Inter e Lazio-Juventus. Scontri diretti, senza appelli, per cui solo chi vince prosegue l’aspro cammino rimanendo in gioco in quello che, tutto sommato, è pur sempre un torneo e un trofeo che solo da qualche anno in qua comincia ad essere considerato e valorizzato.

 

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