Renzi a caccia di statali. I fannulloni li caccio in 48 ore. È una bufala, complice l’informazione. Così cerca di nascondere i suoi guai. Non può durare

Renzi a caccia di statali. I fannulloni li caccio in 48 ore. È una bufala, complice l’informazione. Così cerca di nascondere i suoi guai. Non può durare

Se il buon giorno si vede dal mattino non c’è che dire. Il nuovo direttore di Repubblica ha subito lasciato il segno. In un sol giorno è riuscito ad eliminare dalla prima pagina tutto ciò che turba il presidente del Consiglio, sia per quanto riguarda gli avvenimenti nazionali che internazionali, la polemica che continua fra Renzi e il presidente della Commissione Ue non merita neppure un richiamo in prima pagina. Le iniziative politiche della sinistra, leggi Sinistra e libertà, Italiani a sinistra, non meritano neppure la pubblicazione di una notizia. Eppure, fra l’altro, per quanto riguarda Sel l’annuncio che l’assemblea nazionale aveva deciso di non aprire la campagna di tesseramento, era un fatto nuovo nella vita politica italiana, un segnale chiaro che si apriva un processo politico, per costruire una nuova forza politica, insieme a Futuro a sinistra, l’associazione che ha fra gli esponenti Stefano Fassina, tante associazioni, movimenti che stanno dando la loro adesione.

Come si eliminano le notizie non gradite al premier

Nuova forza politica, non una sommatoria di attuali sigle. Non è un caso appunto che Sel non apra la campagna di tesseramento. Nessuna notizia su una riunione di più di cento esponenti di Futuro a sinistra che stanno dando vita a comitati nei territori per la costituente della sinistra. Altra notizia: l’annuncio di 15 assemblee, una in ogni municipio di Roma, una consultazione per costruire e dare corpo al programma di Fassina, candidato sindaco di Roma. Niente di tutto ciò. Il grande quotidiano al quale anche noi siamo affezionati, preferisce i retroscena, al racconto dei fatti, certo in modo critico, perché l’informazione è critica nel significato originale del termine.

Grandi spot per il piano antifurbetti, la ministra Madia licenzia subito

Niente di tutto questo. L’apertura di Repubblica con titolone, grandi caratteri, recita: “Assenteismo ecco il piano antifurbetti. Stretta della Madia sugli statali. Chi truffa va a casa subito. Puniti i dirigenti che li proteggono”. Pagina due e pagina tre sono riservate ai furbetti. Pensate, perfino uno come il senatore Ichino, mai particolarmente tenero nei confronti dei lavoratori, dice che si tratta di uno spot che nega il diritto alla difesa. Se non fosse una cosa molto grave che prende il via per iniziativa di Renzi Matteo, il quale annuncia in televisione che i fannulloni del settore pubblico entro 48 ore verranno licenziati, se presi con le mani nel sacco, timbrature fasulle di cartellini, assenze non giustificate e via dicendo. Sarebbe da fare una risata se la cosa non fosse grave. Perché anche oggi si possono licenziare  e si possono punire quei dirigenti che accertati fatti gravi non emanano alcun provvedimento.

Gentile (Cgil). Il governo non può negare  al lavoratore il diritto alla difesa 

Dice Michele Gentile, responsabile del settore pubblico della Cgil: “Già il decreto 65 del 2001 prevede il licenziamento per assenze ingiustificate prolungate o per la falsificazione degli strumenti che registrano le presenze. Quello che il governo certamente non può fare è negare il diritto alla difesa del dipendente accusato. La difesa vale per i parlamentari come per tutti i cittadini”. Questa dichiarazione l’abbiamo ripresa proprio da Repubblica. Il giornale quindi era ben informato che le famose “48 ore” sbandierate dalla ministra Madia erano una bufala. Il dipendente sospeso può ricorrere al magistrato, il quale non gli può negare il diritto a difendersi con i tempi che sono necessari. Ci dice Gentile che la Cgil, nel caso che un suo iscritto venga sospeso dal lavoro, procede alla sospensione, garantendo il diritto alla difesa. Allora dove sta il problema? Perché la legge non viene applicata così come si prevede? Si dice che i dirigenti cui spetta il compito di prendere provvedimenti chiudono un occhio, ritardano l’iter delle pratiche, perché nel caso in cui il lavoratore venga reintegrato dal magistrato sono loro che devono far fronte alle richieste di indennizzo per i danni subiti. Il rimedio che si intenderebbe inserire nel decreto delle “48 ore” prevede che  l’indennizzo al lavoratore riconosciuto non colpevole lo paga l’ente di appartenenza e non più il dirigente. Geniale pensata: il lavoratore sarebbe in totale dipendenza del dirigente che potrebbe licenziarlo quando e come vuole. Senza alcun diritto.

Il retroscena di un preconsiglio dei ministri. Renzi ordina le “48 ore”

Perché tutto questo? Per una volta ci concediamo un retroscena. È in corso  una riunione, un preconsiglio   per discutere il decreto da portare alla approvazione del consiglio dei ministri, si discute per accorciare i tempi delle procedure di sospensione e licenziamento. Ad un certo punto interviene Antonella Manzione, presidenza del Consiglio dei ministri, Capo  Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi, già comandante dei vigili urbani di Firenze, “cerchio magico” renziano: “Il  presidente del Consiglio  vuole che entro 48 ore il dipendente venga licenziato. Lo annuncerà in tv”. Una via di uscita da situazioni imbarazzanti per Renzi Matteo nel tentativo di togliere dal fuoco castagne indigeste. Le elezioni sono un cruccio, Roma in particolare, l’economia non va. I dati istat, seppur ad arte montati, dicono che la ripresa non c’è. Siamo allo zero virgola qualcosa. Ci vuol ben altro. L’affare delle banche che hanno truffato i cittadini lo perseguita. I rapporti fra suo padre e quello della Boschi con faccendieri legati alla loggia massonica, P3, la legge salvabanche che la Ue non vede di buon occhio, le prospettive per il 20166 e ancor più quelle per il  2017  sono nere, non consentono al premier di mantenere la politica delle mance. Insomma due più due, come si dice, fa quattro e Renzi  ha una sola strada da battere. Parlare d’altro, trovando  giornaloni, tv e radio che glielo consentono. Ma non può durare a lungo. Come nei grandi “gialli” alla fine il colpevole, l’assassino, viene sempre assicurato alla giustizia.

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