Pritzker Prize 2016, è di Alejandro Aravena il Nobel per l’Architettura.

Pritzker Prize 2016, è di Alejandro Aravena il Nobel per l’Architettura.

E’ Alejandro Aravena, architetto cileno di 48 anni, il vincitore del Pritzker Prize 2016, il Nobel per l’Architettura nato nel 1979 per volontà del signor Jay Pritzker e della moglie Cindy. E’ in loro memoria che l’omonima Fondazione Pritzker oggi porta avanti le volontà dell’intestatario e, tra tutte, tale progetto di premiazione annuale per il settore dell’architettura. “Non ci credo ancora, ma certo che sono contento, anzi sono molto contento, anche perché per una volta si è voluto guardare a altre realtà, in qualche modo marginali”, così ha commentato Aravena nel suo consueto stile asciutto e diretto. Nel 2015, il Nobel era stato conferito all’architetto tedesco Frei Otto. Nella storia dei vincitori, invece, Aravena è il primo cileno e il quarto sudamericano, andando a ritroso sulla linea del tempo, ad essersi aggiudicato la vittoria, degno riconoscimento ad un uomo di grande talento. Prima di lui: il messicano Luis Barragán (1980) e i brasiliani Oscar Niemeyer (1988) e Paulo Mendes de Rocha (2006). Titolare dal 2001 dello studio “Elemental” (con Gonzalo Arteaga, Juan Cerda, Diego Torres), molto apprezzato e stimato anche in Italia, a luglio scorso Aravena si era meritato la nomina a direttore del Settore Architettura dal cda della Biennale di Venezia. Il suo compito sarà soprattutto quello di prendersi cura e carico dell’organizzazione della 15esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale, che avrà luogo dal 28 maggio al 27 novembre 2016. Ancor più lustro gli conferirà da adesso in poi il Premio, ambitissimo da tutti, ma conquistato da pochi eletti. Gli italiani che ne hanno avuto onore e merito sono stati Aldo Rossi nel 1990 e Renzo Piano nel 1998.

Per Aravena fare architettura significa svolgere un lavoro al servizio del prossimo, mettendosi a sua disposizione e ponendo in condivisione valori e prospettive: “La forma è importante, come è importante lo stile, ma l’architettura deve dare prima di tutto risposte ai problemi delle persone, soprattutto di chi è meno fortunato. Meglio un edificio meno bello, magari persino imperfetto, ma che serva davvero a qualcosa e che migliori la qualità della vita di chi ci abita”. Questo spirito e apertura di vedute hanno estremamente colpito la giuria, rapita dallo stile e dal modo di pensare dell’architetto, la quale ha commentato: “Abbiamo scelto Aravena perchè ha dimostrato di aver compreso cosa voglia dire oggi fare buona architettura. Il suo mix di collaborazione e di sfide non si dimentica dei meno fortunati, cercando di dare loro sempre e comunque nuove opportunità, un’idea di progetto innovativo ma sempre ispirato”.

Tra i suoi progetti più conosciuti vi sono: l’UC Innovation Center – Anacleto Angelini dell’Università di Santiago (2014), The Siamese Tower sempre a Santiago (2005), la Medical School (2004), la School of Architecture (2004), la Montessori School (2001), la Matematichs School (1999). Attualmente Aravena e il suo studio sono impegnati su un grande cantiere a Shanghai, in Cina, per la sede di una grande multinazionale farmaceutica. Alla domanda dei giornalisti sul modo in cui avrebbe festeggiato il grande successo, Aravena risponde con semplicità: “Con una grande festa in piazza, con tutti i miei collaboratori, i miei clienti e i miei concittadini, perché l’architettura è prima di tutto qualcosa da condividere”.

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