Primarie democratiche Usa, ora si fa sul serio. Hillary Clinton e Bernie Sanders al quarto confronto-scontro. Due riformismi, due personalità, due schieramenti, un solo partito

Primarie democratiche Usa, ora si fa sul serio. Hillary Clinton e Bernie Sanders al quarto confronto-scontro. Due riformismi, due personalità, due schieramenti, un solo partito

Le tensioni crescenti sul futuro dei Democratici americani sono emerse tutte nel corso del quarto dibattito televisivo di domenica notte (ora americana) tra Hillary Clinton e Bernie Sanders. I media Usa lo definiscono ormai come il confronto che divide tra pragmatici clintoniani e idealisti socialisti sandersiani. Chi sarà il vincitore delle Primarie, in un voto che si annuncia quanto mai di difficile lettura e previsione? Nel corso dei tre precedenti incontri televisivi, il pubblico aveva manifestato una sensibile predilezione per la Clinton. Ma per il quarto i due contendenti avevano sostanzialmente pari opportunità di ascolto, in partenza.

Bernie Sanders ha subito attaccato con i suoi due cavalli di battaglia: la proposta di legge per l’universalità del servizio sanitario e la riforma di Wall Street. Sulla prima ha dovuto subire la critica della Clinton che l’ha bocciata perché avrebbe distrutto la riforma di Obama, l’Affordable Care Act. Su questo punto, però, Sanders ha tenuto duro e con molta passione le ha risposto: “Ho contribuito a scriverla quella legge. Non distruggeremo la riforma Obama ma ci muoveremo per un sistema sanitario universale. Ditemi perché spendiamo quasi il triplo dei britannici, che garantiscono il sistema universale, il 50% più dei francesi e più dei canadesi”. È a questo punto che Hillary Clinton è andata vistosamente in crisi, perché il modello sanitario americano, con la prevalenza degli interessi delle assicurazioni, sia pure moderato dalla riforma Obama, non funziona più in tempi di crisi economica e di povertà diffusa, ed è molto più costoso rispetto ai modelli universali europei.

Sanders ha poi attaccato col suo secondo cavallo di battaglia, Wall Street da riformare. Il senatore del Vermont e leader dell’area socialista dei Democratici ha contestato alla Clinton i 600.000 dollari ricevuti dalla Goldman Sachs come parcella per il suoi discorsi annuali. “Io non prendo soldi dalle grandi banche, e non mi faccio corrompere dalle parcelle personali della Goldman Sachs”, ha detto Sanders, scoprendo, in realtà, il notevole conflitto di interessi che da sempre accompagna la vita pubblica di entrambi i coniugi Clinton. Insomma, per Sanders la strategia questa volta era chiara: presentare Hillary Clinton come la candidata delle elite finanziarie e di Wall Street, e pare esserci riuscito, data la reazione stizzita e nervosa della Clinton, che ha reagito solo con un “non è vero”.

L’unica questione sulla quale la Clinton si è mostrata davvero radicalmente alternativa – e che ha messo Sanders sulla difensiva – è quella relativa alla diffusione delle armi da fuoco negli Usa. Per la Clinton è stato gioco facile rinfacciare a Sanders il voto favorevole in Senato, accusandolo di aver promosso gli interessi dei produttori di armi e della loro lobby in molte occasioni. Naturalmente, Hillary ha omesso di dire agli americani che fu proprio suo marito Bill a firmare quella legge. Comunque, sul tema della diffusione delle armi, la strategia della Clinton ha avuto successo, perché in fondo Sanders si è ritrovato progressista sui temi dell’universalità delle prestazioni sanitarie e sulla riforma della rendita finanziaria, ma sostanzialmente vicino ai conservatori e ai repubblicani in fatto di diffusione delle armi da fuoco.

Sulla politica estera, il dibattito si è concentrato inevitabilmente su come sconfiggere l’Isis e il radicalismo islamista. La posizione della Clinton è sempre stata chiara: occorre uno sforzo militare massiccio, e se occorre mettere “boots on the ground”, gli scarponi sul terreno, ovvero far ricorso alla truppe di terra oltre che ai bombardamenti aerei, ebbene lo si faccia subito, impiegando migliaia di marines. Sanders, invece, sostiene le scelte caute di Obama, anzi le rilancia come le più sagge, attribuendo agli stati del Medio oriente la responsabilità della soluzione militare della crisi.

Chi ha vinto e chi ha perso nel quarto dibattito televisivo democratico a due settimane dal primo voto per le Primarie nell’Iowa? Gli spin doctors di Clinton sono molto preoccupati perché il tenore del dibattito è stato dominato dalle proposte del socialista Sanders, proposte che hanno già dato ottimi risultati nei sondaggi. Per questo, dopo il dibattito i direttori della comunicazione della campagna di Clinton hanno consigliato di spingere sul giudizio di “velleitarismo” delle proposte di Sanders, parlando di proposte generiche, prive di dettagli, e dunque idealistiche. La replica degli spin doctor di Sanders? “Sanders ha detto che illustreremo il nostro progetto di sanità universale prima del caucus dell’Iowa. Si tratta di una bozza di sei pagine, che contiene tutto il necessario. Ora abbiamo dato il tempo agli esperti della Clinton per prepararsi”.

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