Polonia. 500mila persone in piazza contro il regime liberticida dopo la legge sui media pubblici

Polonia. 500mila persone in piazza contro il regime liberticida dopo la legge sui media pubblici

La manifestazione più grande ha avuto luogo a Varsavia, dove più di 20.000 persone hanno protestato davanti alla sede della televisione pubblica al centro della capitale, secondo quanto scrive la France Press. I manifestanti portavano bandiere con i colori della Polonia, bianchi e rossi, e bandiere europee, e scandivano “Media liberi, Polonia libera”,”Media democratici!”, “Siamo a Varsavia, non a Budapest”, “No alla censura”, “I media liberi sono la voce del popolo e non del governo”, oltre ad altri slogan antigovernativi.

Jakec Kisielewski, uno degli organizzatori della protesta ha detto: “siamo qui per difendere i media pubblici contro il governo, ci ricordiamo ancora del regime comunista, della propaganda e della censura. Non vogliamo che i nostri figli e i nostri nipoti rivivano quel regime”. Ewa Stanislawska, presente alla manifestazione con la figlia dodicenne, che brandiva una bandiera dell’Europa, afferma: “oggi vogliono controllare i media pubblici, poi vogliono controllare i media privati, poi lo Stato intero. Vogliono controllarci, punto e basta. Ma non possiamo lasciarli fare. Un flash mob è stato poi organizzato dinanzi al Castello reale di Varsavia, dove i partecipanti hanno cantato l’inno dell’Unione Europea, l’Ode alla gioia dalla nona sinfonia di Beethoven.

Le manifestazioni sono state organizzate dal Comitato di difesa della democrazia, iniziativa della società civile e hanno avuto luogo in una ventina di altre città polacche, da Danzica a Wroclaw, da Cracovia a Poznan a Bialystok, soprattutto davanti alle sedi regionali della televisione pubblica TVP. Complessivamente, erano più di 500mila i polacchi che manifestavano per la libertà di stampa. Tutto è nato da una legislazione promulgata giovedì dal presidente polacco Duda sui media pubblici. La legge sottomette di fatto la televisione e la radio pubbliche sotto il controllo del governo conservatore. Il testo ha già dato modo al governo di cacciare i dirigenti più scomodi dei media pubblici, scatenando la reazione della Commissione europea. Per i partiti di opposizione, la legge non è altro che una nuova tappa del tentativo di controllo capillare dello Stato da parte dei conservatori, usciti vincitori alle legislative di ottobre. La prima tappa era stato il blocco della Corte costituzionale.

Molte organizzazioni internazionali hanno condannato il governo polacco, dall’Unione europea delle radiotelevisioni (UER) all’Associazione dei giornalisti europei e a Reporter sans Frontieres. Lo stesso commissario europeo ai diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa, Nils Muznieks, ha contestato la promulgazione della legge polacca sui media pubblici. Alcuni ministri europei hanno stigmatizzato la decisione del governo polacco, tranne quello italiano, che su questo tema, dopo la riforma della Rai, non può dare lezione di democrazia a nessuno. La ministra della Cultura francese, Fleur Pellerin, ha diffuso una nota durissima contro il governo polacco, in cui si dice che questa legislazione liberticida sui media pubblici “mette profondamente in discussione il nucleo dei valori europei”.

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