M5S. Il sindaco di Quarto si dimette, prima resa amministrativa. Si profila l’incubo Roma

M5S. Il sindaco di Quarto si dimette, prima resa amministrativa. Si profila l’incubo Roma

“Mi dimetto dalla carica di sindaco”. Così il sindaco di Quarto (Napoli), Rosa Capuozzo, in conferenza stampa. “Non è una resa ma un gesto di responsabilità per Quarto. Ho fatto giuramento e ho rispettato fin che ho potuto – ha aggiunto – gli altri quelli che si sono dimessi forse credevano di fare una gita fuori porta.  Questa è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra. Vado via perché mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese”, parole che sembrano quasi il tentativo di riaprire la porta, a quel Movimento che l’ha, di fatto, ‘cancellata’ politicamente. Senza pressioni da Roma, probabilmente la Capuozzo poteva ancora tentare di governare la sua città, ma tutto, in poche ore è cambiato, visto che tanti consiglieri pentastellati, sull’onda lunga delle richieste che partivano da Roma e Milano (Casaleggio & C), hanno deciso di rimettere il mandato provocando, di fatto, la fine della consiliatura a Quarto.

Le accuse formulate davanti ai parlamentari della Commissione antimafia

Ma la Capuozzo era stata già protagonista davanti all’antimafia poche ore fa. In quell’aula istituzionale, aveva dato fuoco alle polveri, chiamando indirettamente in causa anche alcuni dei big dell’ormai suo ex movimento, almeno così sembrerebbe: “Io già a luglio avevo chiesto l’espulsione di De Robbio dal movimento. La mia prima richiesta verbale fatta al direttorio”. Davanti alla Commissione parlamentare Antimafia la Capuozzo aveva ricostruito sette mesi (“a me sono sembrati sette anni”) di governo del piccolo comune flegreo.

La ricostruzione fatta sulla gestione dello stadio di proprietà del Comune e sulla sua prima richiesta del Consigliere che l’ha di fatto ‘disarcionata’

Capuozzo nella ricostruzione della vicenda collega la sua prima richiesta di espulsione dal Movimento cinque stelle dell’ex consigliere alla gestione dello stadio di proprietà del Comune. “La seconda richiesta di espulsione del consigliere – afferma nella sua ricostruzione – risale a novembre”, quando De Robbio le parla della foto sul presunto abuso edilizio nella abitazione costruita dal suocero del primo cittadino. “A novembre – dice Capuozzo – chiedo ancora espulsione di De Robbio dopo l’interrogatorio dai pm”. Sulle pressioni attorno alla sua Giunta e al suo operato Capuozzo dice: “Mi sono sentita un sindaco autoritario. Mi ero un po’ isolata. Non mi sentivo minacciata da De Robbio perché l’ho sempre considerato un guascone” ma “il confine era molto labile”.

De Robbio è indagato per un presunto ricatto ai danni del sindaco

Giovanni De Robbio è indagato dalla procura di Napoli anche per un presunto ricatto ai danni dello stesso primo cittadino e per voto di scambio. ”Solo dopo aver ascoltato le intercettazioni ho capito quello che era successo, la gravità della situazione, ho anche rischiato, aprendo lo stadio alle 22 da sola, non sapendo chi ci fosse dietro quegli imprenditori”, spiega Rosa Capuozzo. Poi ricorda: ”Sin dal giorno dopo la mia elezione sono iniziati i problemi sullo stadio, problemi con De Robbio che voleva incontrassi imprenditori privati, mentre io avevo fatto altre scelte”. Il sindaco: non ho subìto minacce “Non mi sono rivolta all’autorità giudiziaria perché non ho sentito le minacce. E forse questo è stato il mio errore, di cercare la figura giuridica della minaccia. Le minacce non c’erano”.

La Capuozzo espulsa per omessa denuncia di minacce che non ha mai ricevuto

“Io cercavo delle prove – aggiunge – ho detto la parola ricatto, e non lo nego. Ma come sfogo. Altra cosa è denunciare le minacce. Che non avevo”. Poi: “Sono stata espulsa per omessa denuncia. Non voglio fare analisi politiche sulla questione”. “Lei – ha chiesto la presidente Bindi – è stata espulsa perché non ha riferito di minacce che stasera dice di non aver ricevuto?”. “Sì”, è stata la risposta del sindaco. E ancora: “Non sto contestando l’espulsione. Non ho interessi politici. Volevo solo amministrare la citta’”.  Va detto, infine, che il Movimento che era la casa della Capuozzo, sembra, mai come in queste ore preda di una serie infinita di fibrillazioni. Chiamati in causa i big campani, che hanno rappresentato il movimento come proconsoli di Grillo e Casaleggio e che ad oggi, non hanno ancora fornito alcuna giustificazione sulle loro frequentazioni campane, il vertice dei 5 Stelle vede nero e cerca di correre ai ripari.

Casaleggio è in campo e cerca di dare consigli, ma è orfano di Grillo ‘costretto’ a fare un tour teatrale

Casaleggio è in campo, cerca di dare consigli per uscire dall’accerchiamento, Grillo, invece, preso dal suo nuovo spettacolo, dovrà saltare molte tappe del tour che voleva ‘inchiodare’ il Pd a specifiche responsabilità di governo locale, con Sindaci ed amministratori locali indagati. Probabilmente andrà nella Siena del Montepaschi e non mancherà l’appuntamento di Como, dove il Sindaco Pd è indagato. Quello che è certo è che mai, come in queste ore, si respira la sensazione di un Movimento che naviga a vista. Grillo e Casaleggio, spettacoli permettendo (anche il ‘profeta’ deve campare ndr) si incontreranno per cercare di dare continuità al movimento che hanno inventato. Sul piatto, tra pochi mesi, ci sono le amministrative, con città cardine per la politica nazionale come Milano e soprattutto Roma.

Dopo le certezze di una vittoria, a Roma ancora non ci sono certezze e candidature e tutto può trasformarsi in un incubo

Nella capitale per i 5 Stelle, che speravano di vincere in assoluta tranquillità, tutto rischia di trasformarsi in un incubo. Sembra ormai tramontare l’ipotesi di una candidatura pescata tra i consiglieri comunali uscenti, che hanno dimostrato una scarsa capacità di fare opposizione e soprattutto divisi sulle prospettive da dare alla città. La scelta del Direttorio, che tutto fa e tutto decide, potrebbe orientarsi su di un nome ‘terzo’, un perfetto sconosciuto o, perché no, una personalità da proporre alla rete senza rischiare di ricevere in risposta una risposta negativa. Di fronte a tutto questo, i sondaggi ci disegnano un movimento che, malgrado tutto, viaggia ancora ben oltre il 24%, anche se nelle ultime due settimane il contraccolpo su quanto accaduto soprattutto a Quarto ha tolto ai 5 Stelle, dai due ai tre punti percentuali. Ecco dunque il motivo di una serie di vertici, locali e nazionali, per trovare una quadra e disegnare una strategia il più possibile comune.

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