Libia. Non passa il governo di unità nazionale, sostenuto da Onu e potenze occidentali. I giochi si riaprono

Libia. Non passa il governo di unità nazionale, sostenuto da Onu e potenze occidentali. I giochi si riaprono

Il Parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale ha rigettato, lunedì 25 gennaio, la fiducia al governo di unità nazionale formato di recente nel quadro dell’accordo, siglato sotto l’egida dell’Onu, per mettere fine al caos nel Paese. Firmato tra i membri dei due Parlamenti libici rivali a dicembre del 2015 in Marocco, l’accordo non era stato ancora ratificato dalle due Camere rivali. Perché il governo di unità nazionale fosse nella pienezza dei poteri, avrebbe dovuto ottenere una maggioranza dei due terzi nel Parlamento riconosciuto a livello internazionale.

“Abbiamo votato contro la fiducia al governo e chiediamo che sia presentato un nuovo governo”, ha dichiarato il deputato Ali Al-Gaydi, al termine della sessione del Parlamento riunito a Tobruk, lunedì 25 gennaio. “Dei 104 deputati presenti, 89 hanno votato contro” un governo di 32 ministri proposto dal Consiglio presidenziale diretto dall’uomo d’affari di Tripoli Fayez Al-Sarraj (nella foto), ha proseguito il deputato Al-Gaydi. Per poter ottenere la fiducia, il governo di Al-Sarraj avrebbe dovuto ottenere 119 voti. “Il Parlamento ha rigettato il governo per l’alto numero dei ministri”, ha poi confermato il deputato Al-Salhine Abdelnabi. Ed ha proposto che venga votato un nuovo governo “più sobrio” e limitato.

Quattro anni dopo la caduta di Gheddafi, la Libia resta divisa tra un governo autoproclamato a Tripoli ed un governo riconosciuto dalla comunità internazionale, che ha trovato rifugio nell’Est del Paese, nei pressi della frontiera egiziana. I due governi sono sostenuti da ex ribelli e dalle milizie che hanno fatto piombare il Paese nel caos. I leader dei paesi occidentali, e tra questi soprattutto Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano, e Federica Mogherini, Alto rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune della UE, hanno premuto molto per la formazione di un governo di unità nazionale con l’obiettivo di stabilizzare la Libia e poter impegnare il Paese nella lotta contro le organizzazioni jihadiste e dei mercanti di morte. Le due questioni drammatiche, forte presenza jihadista e diffusione sulla costa libica dei trafficanti di esseri umani, sembrano così molto lontane dall’essere risolte, come invece, con qualche facile ottimismo, avevano affermato i nostri ministri.

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