“Giachetti Channel in solitaria”. Il candidato di Renzi occupa tutti i media possibili. Ha un’idea per Roma? No, ma ci pensa. E Verdini annuncia: noi “affiliati al Pd”

“Giachetti Channel in solitaria”. Il candidato di Renzi occupa tutti i media possibili. Ha un’idea per Roma? No, ma ci pensa. E Verdini annuncia: noi “affiliati al Pd”

Un tizio che si definisce giornalista, visto che fa interviste per un giornale, ha davanti a sé un caio. Il tizio è incuriosito per l’alto onore e onere che si è concesso al caio. Ci sarà qualcosa dietro? Potranno strumentalizzarlo, manovrarlo? Gli interrogativi gli frullano nella testa, al direttore deve pur dire qualcosa. Scatta la lampadina, quella di un personaggio, Archimede, del vecchio Topolino, il suo cervello elabora ed ecco la domanda: “Tutti i ras la sostengono. Altro che rottamatore. La preoccupa?”. “No. Nessuno può avere il retropensiero che io domani possa essere diverso”. Lo scriba ci ha preso gusto ed ecco la domanda col botto “ora a te ci penso io”. “Nel senso che non sarà manovrabile?”. Sogghigna lo scriba, questa ti mette ko. Risposta: “Esatto, sono come sono, ricordo che feci uno sciopero della fame contro la selezione della classe dirigente a Roma”.

Il prode Giac in pochi  giorni ha “conquistato” i media. Interviste prefabbricate. Così vuole Palazzo Chigi

E il prode Giac, da non confondere con il generale Giap, in tre o quattro giorni ha conquistato i media. Ha preso quota la “velina di Palazzo Chigi”, fate spazio a Giac e gliene fanno talmente tanto che Fratoianni, coordinatore di Sel, membro della commissione di Vigilanza, parla di un “Giachetti Channel in solitaria”. Senza “disturbatori” a far domande. Ma ci sono casi in cui il “disturbatore”  diventa un “facilitatore”, come quel genio che ha fatto le domande a Giac di cui sopra. Poteva mai pensare che uno al quale chiedi se è manovrabile ti rispondesse di sì? Tanto più se si tratta non di uno qualsiasi, ma del candidato sindaco di Roma, vicepresidente della Camera, tessera radicale e tessera  Pd, che ha annunciato di partecipare alle primarie, ammesso che si facciano, scelto direttamente da Renzi Matteo. Esempio di “selezione della classe dirigente” contro la quale lui, Roberto Giachetti, ricorda che fece uno sciopero della fame. Ma ora che tocca a lui lo sciopero della fame è solo un ricordo. Repubblica titola così l’intervista: “In campo senza padrini, i grillini si possono battere”. Non c’è solo lo scriba a fare domande che hanno già risposte. Anche il titolo è della stessa razza. Qualcuno può pensare che Giac confessi che un padrino c’è, il presidente del Consiglio? Certo che no, ci mancherebbe.

Le manovre di Rutelli e dei poteri forti, palazzinari in primo piano. Potrebbe spuntare Marchini

Eppure il giornale, ora diretto da Calabresi, un giorno sì e l’altro pure, dava notizia così come tanti altri, che Renzi voleva Giac, uomo molto legato a Rutelli di cui fu capo di gabinetto, quel Rutelli che ha preferito non tornare in pista in prima persona. Ma ha riunito una accolita di personaggi che a Roma contano, lui sarà il loro Virgilio, quello che guidò Dante nell’Inferno, Giachetti una foglia di fico. Non lascia la vicepresidenza della Camera, se perde torna là, magari Marchini arriva secondo ed ecco l’accordo per il ballottaggio, l’esponente di punta dei palazzinari romani, dei poteri forti sostenuto dai voti del Pd. Non è un caso che in questa partita giochino un ruolo di primo piano le Olimpiadi. I Malagò, i Montezemolo, arriva anche Pancalli a sostegno, annusano l’affare della vita. Paga Pantalone, il pubblico, i cittadini, il Comune di  Roma e loro fanno affari d’oro.

Le Olimpiadi ben vengano, macché referendum anche se lo vuole il segretario nazionale dei radicali

 E Renzi si prende gli onori del caso. Il  generale Giac,  non può perdere l’occasione e si distingue subito: “Una classe dirigente – dice riferito alle Olimpiadi – non ha paura di sfruttare una opportunità così”. Un suo compagno di partito, già consigliere comunale, tessera radicale, segretario nazionale dei radicali, sconfiggendo il mitico Pannella, non la pensa così. Si chiama Maggi e sta promuovendo un referendum perché siano i cittadini romani a pronunciarsi come hanno fatto nelle altre città candidate a sede dei Giochi Olimpici. I cittadini hanno risposto no e le candidature sono cadute. Anche Stefano Fassina, candidato per Sinistra Italiana ha proposto il referendum, ha chiesto che venisse rinviato l’incontro con il Comitato olimpico, previsto per i prossimi giorni, prima il referendum. Renzi ha fatto orecchie da mercante. Ma allora visto anche che il segretario dei radicali, ex consigliere comunale, non risulta far parte del comitato di sostegno a Giachetti, vuol dire che neppure tutti i radicali sono d’accordo? No, ci viene spiegato, Maggi è segretario della “associazione dei radicali”. Chi sostiene Giac è il “partito Radicale nonviolento,Transnazionale e Transpartito”. Pannella, insomma.

Radio Radicale con la Rassegna stampa cassa di risonanza dell’operazione renziana

La  cassa di risonanza è la Radio radicale, in genere ottima per il lavoro che fa dando voce a convegni, dibatti, congressi, un archivio di grande importanza, unico nel suo genere. E per questo lavoro riceve un contributo pubblico. Peccato che il compito di cassa di risonanza per Giachetti lo abbia assunto un giornalista di lungo corso come Massimo Bordin, già direttore di Radio Radicale, poi dimissionario per contrasti con Pannella, e ora fa una rassegna stampa che sempre più assume le vesti di un comizio. In questi giorni Giachetti forever. Gli elogi si sprecano. Legge interviste, articoli, l’Unità in particolare che quando non era renziana non trovava troppo spazio. Diventa bravo anche Renzi, dove lo trovi uno come lui. Magari prima delle candidatura del prode Giachetti i suoi attuali supporters non erano molto teneri nei confronti del capo del governo nazionale. Già, ti dicono, ma si vota per il sindaco e Giachetti ce lo vediamo bene in Campidoglio , che c’entra Renzi, è la politica nazionale. Già che c’è, Bordin trova anche il modo di fare dell’ironia sulla candidatura di Fassina, sulle sue iniziative delle quali si  guarda bene dal parlare. In effetti non ci meravigliamo più di niente. Basta pensare a Verdini, il quale ha annunciato che la sua formazione politica non aderisce al Pd, ma sarà una “affiliata”. Dice la “ Velina rossa”: “Speriamo che ora non ci obblighino a rendere omaggio alla tomba del venerabile maestro…”.

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