Fassina lancia la campagna “Ascoltiamo Roma”. La capitale diventa la “madre di tutte le battaglie politiche”

Fassina lancia la campagna “Ascoltiamo Roma”. La capitale diventa la “madre di tutte le battaglie politiche”

Venerdì a Montecitorio lunga e importante conferenza stampa di Stefano Fassina, leader di Futuro a sinistra e candidato sindaco a Roma. Molti i punti toccati, dalla politica nazionale alle grandi questioni romane, che pure hanno una valenza generale. Intanto, l’elemento chiave è la presentazione alla stampa di una iniziativa, che nasce nella capitale, ma che vuole essere una sorta di apripista nella nuova metodologia di relazioni e di rapporti che la Sinistra intende ricostruire nei territori, dove lo scollamento tra cittadini e istituzioni è più forte ed evidente. La campagna della Sinistra lanciata da Fassina per la capitale ha dunque per titolo “Ascoltiamo Roma. Campagna d’ascolto dei Municipi”.

Di cosa si tratta? 15 incontri nei Municipi in cui è divisa Roma per ascoltare e costruire l’agenda delle priorità di governo della capitale. A partire da domenica 17 gennaio, “voglio provare a uscire dalla discussione astratta e incomprensibile, fatta di schemi politici che non riescono a comunicare nulla ai cittadini. Io voglio fare un discorso sulle priorità dei romani e sugli interessi di Roma”, ha detto Fassina in conferenza stampa. “A Roma c’è un patrimonio di solidarietà e di impegno civico, che è una base sulla quale costruire il progetto di governo per Roma. Spero che la mia candidatura sia anche l’occasione per poter riportare alla realtà la discussione politica nella capitale, perché, in queste ultime settimane, abbiamo assistito a una discussione surreale, astratta sul centro sinistra. Domenica vogliamo fare un passo nella concretezza”. “Ho coinvolto un mondo molto lontano da me. Ci saranno gli ex ministri Massimo Bray e Vincenzo Visco, Laura Pennacchi, Dario Vassallo, presidente della fondazione ‘Angelo Vassallo’ che si occupa di legalità e di contrasto alla criminalità organizzata; Massimo Marnetto, coordinatore romano di Libertà e Giustizia, Vezio De Lucia che introdurrà l’incontro programmato a Corviale sull’urbanistica”. A sostenere le iniziative sul territorio di Fassina candidato sindaco al Campidoglio “ci saranno tante associazioni: dal Social Pride a Libera, da Salvaciclisti ai ragazzi di Baobab, rappresentanti del sindaco e delle imprese, i due presidenti di municipio di Sel, Susy Fantino e Andrea Catarci, il gruppo consiliare uscente di Sel a Roma e tutti i parlamentari di Sinistra Italiana eletti nella Capitale”.

Sul piano dei rapporti politici, Fassina prosegue il suo personale forcing sull’arretramento politico del Partito democratico, e sullo smarrimento dei suoi elettori, colpiti dalle scelte in materia di politica economica e sociale di Matteo Renzi. Di questo arretramento, sostiene Stefano Fassina, la capitale è stata la prima vittima, a partire dalla vicenda delle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, dalla rottura con Sel in Campidoglio, e dall’appoggio ad alcune scelte che egli ritiene sbagliate, come ad esempio il lancio della candidatura olimpica per il 2024. Intanto, per chiarire, Fassina conferma che “Sel sostiene compattamente” il suo programma. Sulla candidatura olimpica, Fassina afferma: “Ieri siamo riusciti a far calendarizzare in Aula una mozione, che verrà discussa il 25 gennaio, in cui chiediamo al governo di fermarsi nella corsa alle Olimpiadi e aspettare un referendum dei cittadini romani a cui chiederemo se investire risorse per i Giochi olimpici o investire risorse pubbliche in metro, autobus ecologici ed emergenza abitativa”. Fassina ha poi proseguito sul tema della depenalizzazione della cannabis e della coltivazione di marijuana per scopi terapeutici, uno dei temi caldi di queste ore: “è un primo passo che va nella direzione giusta. In passato ne feci uso, sì”, ha risposto a una domanda specifica. “In questi giorni, insieme a circa trecento colleghi parlamentari abbiamo messo in discussione, in commissione Giustizia e in commissione Politiche sociali, una proposta di depenalizzazione dell’uso generale della marijuana e speriamo che il governo sostenga questa nostra proposta legislativa di depenalizzazione del consumo di marijuana perché faremmo un bene a tantissime persone e anche al bilancio pubblico perché riusciremmo a portare nella legalità un mercato nero enorme che oggi alimenta la criminalità organizzata”. “Non a caso – spiega Fassina – anche importanti figure come il capo della Dia insistono sulla necessità di arrivare a una depenalizzazione del consumo di droghe leggere, ridurrebbe anche la criminalità”.

E a partire dal comportamento politico del Pd romano, Stefano Fassina usa parole durissime per sottolineare la svolta conservatrice del partito di Renzi. “Fino a che Marino era in Campidoglio, Roma era la città peggiore dell’Universo. Naturalmente, una volta uscito di scena, i riflettori si sono spostati altrove. Non mi stupisco, era prevedibile che andasse così. Invece trovo abbastanza preoccupante che il Pd stia facendo fare a Tronca il lavoro sporco, senza che il Pd ne sia direttamente coinvolto”. E spiega: “Tronca vuole privatizzare gli asili nido comunali? Il Pd si limita a prendere le distanze con un comunicato. Tronca sfratta una serie di associazioni da spazi autogestiti e auto organizzati che rappresentano una parte di quel tessuto sociale e solidaristico della città? Il Pd si limita a una presa di posizione formale. Tronca cancella il salario accessorio ai dipendenti capitolini? Il Pd presenta un emendamento e poi il governo lo boccia. È un gioco delle parti. È in atto una manovra di deresponsabilizzazione della politica. I romani – conclude Fassina- lo capiscono che Tronca è stato messo in Campidoglio come esecutore dell’agenda politica del Pd”. Ecco che dunque il caso Roma diventa, nelle parole e nelle riflessioni di Fassina, elemento di giudizio politico più generale contro le scelte del Partito democratico. L’uso del prefetto, cioè di un terzo, servitore dello Stato, per organizzare e implementare il “lavoro sporco” che permetterebbe al Pd di ripresentarsi “immacolato” alle elezioni di giugno; scelte del tutto impopolari, come la privatizzazione di parte delle scuole comunali materne e dell’infanzia; la mancata corresponsione del salario accessorio ai ventimila dipendenti del Campidoglio sono solo la punta dell’iceberg di uno stile reazionario del governo della capitale. E come non ricordare le scelte incomprensibili e sbagliate, a ridosso del Natale scorso, sul traffico e la mobilità cittadina, in presenza dell’allarme smog? La battaglia su Roma, a partire da domenica 17, quando avrà inizio la campagna d’ascolto, diventa così “la madre di tutte le battaglie” della politica nazionale. Ora non sono più scaramucce tra candidati veri o presunti, ora si tratta di costruire modelli di città e soprattutto modelli politici coerenti di governo della complessità delle metropoli.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.