Family Day. Una giornata vista dall’interno chiacchierando con i partecipanti. La famiglia, uomo e donna. I diritti civili: a che servono?

Family Day. Una giornata vista dall’interno chiacchierando con i partecipanti. La famiglia, uomo e donna. I diritti civili: a che servono?

“Lasciatemi cantare con la chitarra in mano, lasciatemi cantare sono un italiano”. Vivere dall’interno del Family day richiama la bella canzone di Toto Cotugno. Basta sostituire la parola “cantare” con quella “parlare” e siamo a posto. Le chitarre non mancavano, accompagnavano le tante chiacchiere che animavano il Circo Massimo, persone che non si erano mai viste né conosciute, famiglie che si incontravano per la prima volta si raccontavano storie della loro vita, ragazzini che si perdevano fra la folla, la voce che fin dall’inizio annunciava “siamo un milione”, come da molti giorni affermavano gli  organizzatori, con i media che rilanciavano, poco dopo l’avvio della kermesse il numero raddoppiava  quasi per incanto, due milioni, i media facevano finta di crederci, non volevano rovinare l’incantesimo, una straordinaria giornata romana. Il giorno dopo si facevano i conti, il catino del Circo Massimo può contenere al massimo 340 mila persone. Il numero sale di molto se si occupano tutti gli spazi adiacenti e si va oltre, come  avvenne quando la Cgil di Sergio Cofferati promosse la manifestazione a difesa dello Statuto dei lavoratori, poi si ricorda la straordinaria serata per celebrare la vittoria a mondiali di calcio. Ma la guerra dei numeri ha un interesse relativo.

Un solo obiettivo: dire no al disegno di legge Cirinnà  perché “rottama le famiglie”

Erano tanti in quello spazio storico che avevano un solo obiettivo, dire “no” al disegno di legge sulle unioni civili, prima firma quella di Monica Cirinnà, Pd, dire “no” alla “rottamazione delle famiglie”, lo slogan lanciato dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”, presieduto da un tale Massimo Gandolfini per conto di forze ben organizzate del mondo cattolico-oscurantista i cui interessi sono ben diversi dalla “difesa delle famiglie”. Leggi, tanto per fare un nome, i razzisti di Casa Pound. Un comitato che fra le altre cose ha lanciato una parola d’ordine nel nome dell’idiozia intimando ai partecipanti di non parlare, non fare dichiarazioni, specie ai “giornalisti” novelli Satana da ricacciare all’Inferno. Idiozia perché, come si legge nelle cronache della manifestazione, in tanti hanno rilasciato dichiarazioni, raccontato storie. Se poi  trascorri con loro qualche ora, come se anche tu partecipassi alla manifestazione, avverti che hanno proprio la voglia di parlare, di fare amicizia, di spiegarti perché sono lì, marito, moglie, figli grandi e piccoli. Parlano molto le donne, raccontano quanti figli hanno avuto, sei, otto, fino a dodici, aprono gli zainetti, stendono una tovaglia, una coperta, consumano panini. Ecco la vera famiglia che si presenta. “Noi siamo qui – dicono – perché vogliono distruggere quello che abbiamo creato con tanti sacrifici”. Dici, per intavolare una chiacchierata, i vostri figli hanno fortuna di avere genitori così, ma quei bambini che vivono  in condizioni del tutto diverse, hanno diritto ad una famiglia? Non c’è verso. Non li smuovi, il matrimonio è il segno della famiglia, un uomo e una donna. Stop. Parla un uomo divorziato, sposato di nuovo, i suoi figli? Si, dice, ma sempre un uomo e una donna, la famiglia.

E se scopri che tuo figlio è gay, non ha diritto a farsi una famiglia? Problema inesistente

Provi a porre il problema, sempre chiacchierando come per passare il tempo, ma se scoprisse che suo figlio è gay non pensa che avrebbe diritto anche lui a farsi una famiglia? Glissa, non gli passa neppure per la testa la possibilità di avere un figlio gay. “È una questione di educazione”. Provi a far presente che il disegno di legge Cirinnà non “distrugge” il matrimonio, forse lo salva, che assicura i diritti dei bambini, che in Europa siamo ormai il fanalino di coda anche per quanto riguarda i diritti civili. Niente da fare. Non si va più in là del matrimonio fra due persone di sesso diverso. Tutto il resto non conta. Scopri che la campagna oscurantista che ha i suoi punti di forza nei partiti del centrodestra, a partire da quelli che sono al governo, ha fatto centro, complice parte del clero, i media che non hanno fornito informazioni adeguate, organizzazioni  che di cattolico hanno solo il nome, parrocchie che hanno provveduto a organizzare la “gita” a Roma.

Al Circo Massimo  c’era la politica  e della peggiore specie, clerico oscurantista

Scrivono alcuni quotidiani che c’era poca politica in piazza, non c’erano i partiti, c’erano tonache e passeggini. Non è vero, i partiti c’erano eccome. Sembra un ritorno al passato. È vero che rispetto al Family day del 2007, a quello che riuscì a fermare i Dico, ci sono molte differenze. È radicalmente cambiato il panorama politico, ma non la sostanza. I politici c’erano eccome. Non è un caso che un “urlatore” come l’organizzatore dell’evento, Massimo Gandolfini, sia stato ricevuto in pompa magna dal ministro dell’Interno,  Alfano, il numero uno dell’Ncd, il quale ha dichiarato che con il “cuore sono con voi”. Certo c’erano i soliti politici capeggiati da Giovanardi che si distingue per le sue dichiarazioni, “vorrei capire come farebbero due uomini su un’isola deserta a fare un figlio”. Poi già che c’era, inciampa in mattoncini con i quali un gruppo di bambini costruiva un castello che crolla, i bambini scoppiano a piangere. Ovviamente. Con lui altri “bei nomi” di conservatori, donne, la Binetti, che si fanno belle, si fa per dire, del  cilicio che portano in segno di penitenza, la Meloni che trova il tempo di annunciare che “aspetta un bambino”, la famiglia Gasparri al completo, Formigoni, Quagliariello, tutti già visti. Ma ci sono anche i gonfaloni di Regioni come la Liguria, il Veneto, la Lombardia, con il presidente Maroni, ci sono tante associazioni. Forse con le persone che hanno trascorso ore sul prato del Circo Massimo sarebbe il caso che forze politiche democratiche riuscissero a stabilire un contatto, un colloquio. Si tratta della legge sui diritti civili, ma non solo.

Un segnale allarmante, un paese che  guarda indietro e rischia di precipitare in una zona buia

Da questa giornata il segnale di un paese, in una sua parte non indifferente, che si muove come i gamberi  all’indietro, rischia di precipitare in una zona buia, nega al diverso da te diritti conquistati in tanti paesi europei e non, diventa prigioniera della peggiore destra che odia i migranti, razzista, pesca nel torbido. Bisogna far capire a quella donna che ha dato alla luce dodici figli che il matrimonio non è tutto. Lei non ha avuto altro. Non facile. È proprio uno di quei casi in cui il personale e il collettivo si identificano.

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