L’Italia si è svegliata. Decine di migliaia nelle piazze con i colori dell’arcobaleno

L’Italia si è svegliata. Decine di migliaia nelle piazze con i colori dell’arcobaleno

E’ stata un vero e proprio successo la mobilitazione nazionale sui diritti civili che ha coinvolto oltre 100 piazze in tutta Italia, centinaia di sedi di associazioni, movimenti e sindacati. L’iniziativa #Svegliatitalia era promossa da una serie di associazioni Lgbt. La manifestazione era stata organizzata alla vigilia della discussione in Senato, il prossimo 28 gennaio, del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, ddl che la comunità Lgbt considera il primo timido passo verso il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali. Attivisti e attiviste, che sono scesi in piazza insieme ad associazioni e cittadini, si sono dati appuntamento per un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per “sincronizzarli e – spiega in una nota Arcigay – suonare la sveglia al nostro Paese”. Ma le manifestazioni hanno coinvolto anche altre città europee.

La solidarietà e la partecipazione in Europa. Troppo piccola la piazza di Roma

Sostegno alla mobilitazione italiana è stato espresso a Bruxelles in Rue Emile Claus, a Londra in Grosvenor Square e nel North End Park a Boston. In Italia troppo piccola la piazza davanti al Pantheon, dove sono arrivate alcune migliaia di persone e solo in piccola parte sono riuscite ad entrare nella piazza davanti allo storico monumento. Il flash-mob era stato promosso dalle principali associazioni che si occupano di diritti degli omosessuali. “#svegliaItalia” è stato l’hashtag scelto per l’iniziativa. Molti dei manifestanti hanno portato delle sveglie che risuonavano per dire che “è ora di essere civili” come recitava il volantino distribuito in piazza, dove sventolavano bandiere arcobaleno, dell’Arcigay e del circolo Mario Mieli. “Se questa legge passa con un compromesso al ribasso a noi non interessa, perché non siamo popolo di serie B ma di serie A”, ha affermato nel corso della manifestazione la leader del movimento Lgbt Imma Battaglia, affiancata dall’attrice Eva Grimaldi. Alla manifestazione erano presenti presenti, tra gli altri, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, il presidente del Pd Matteo Orfini, il leader di Si Stefano Fassina, il vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio.

In piazza della Scala a Milano in migliaia con il sindaco Pisapia

Stesso identico scenario a Milano, anche qui la partecipazione è stata di grande rilievo con alcune migliaia di cittadini che hanno riempito piazza della Scala. In piazza oltre insieme ai militanti di associazioni, sindacati e partiti, anche i candidati sindaci alle primarie del centrosinistra, Francesca Balzani, Giuseppe Sala e Pierfrancesco Majorino, insieme a loro Ivan Scalfarotto e numerosi assessori della giunta Pisapia oltre allo stesso sindaco che ha preso la parola alla manifestazione: ” Una piazza come questa, cento piazze come questa che ci sono in Europa non possono più lasciare che il nostro Parlamento non applichi la Costituzione. Bisogna far diventare realtà ciò che ha detto la Corte Costituzionale. Noi in Italia siamo fanalini di coda nei diritti civili”.Dal sindaco un riferimento anche alle iniziative della Regione per il Family Day e alla scritta illuminata su palazzo Pirelli al centro delle polemiche nelle ultime ore. “Oggi il Paese è con noi, in questa piazza, non è dall’altra parte dove si accendono le luci per spegnere i diritti”, le sue parole. Prese di posizione anche dai candidati alle primarie che sono intervenuti alla manifestazione. Per Sala “la mia presenza è un segno di adesione alla via che l’Italia sta prendendo. Sulle coppie non c’è ormai da discutere neanche, e sulle adozioni anche, perchè il lavoro va nell’ottica della tutela dei bambini. Non si può restare in una situazione in cui i singoli giudici si trovano a discutere su certe decisioni delicate. Meglio che ci sia una buona copertura normativa a livello di governo”. Majorino ha ribadito le sue posizioni e la volontà di celebrare le unioni civili anche nei luoghi come palazzo Reale dove si celebrano i matrimoni. Balzani ha insistito sul “primo passo” che rappresenterebbe la legge verso la parità dei diritti.

Napoli in corteo per i diritti. De Magistris e il Comune co-organizzatori

Anche Napoli ha dato il suo contributo. In questo caso non si è trattato di una manifestazione statica ma di un corteo che da Piazza della Carità ha raggiunto Piazza del Plebiscito. Grande la partecipazione ed alla testa del corteo il Sindaco De Magistris, va detto che in questo caso il Comune è co-organizzatore, ma insieme al primo cittadino anche Antonio Bassolino e Annamaria Carloni. Non ci sarà invece l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri che, impegnato a Genova con la squadra, ha però voluto incontrare i rappresentanti di Arcigay a Castelvolturno per “dare un calcio” alle accuse di omofobia. Ed anche in questo caso, dopo la schiarita con Mancini la pace è cosa fatta è fatta. Manifestazioni con una grande e soprattutto sentita partecipazione si sono svolte anche a Firenze, a Bari, a Palermo, a Cagliari ed in praticamente tutte le città capoluogo. Una risposta al Family Day, probabilmente no, ma una prova di forza e compattezza del fronte che vorrebbe l’Italia più vicina all’Europa, probabilmente sì. Infine da registrare la presa di posizione puntuale e decisamente condivisibile della Rete della Conoscenza, che vede in prima fila studenti ed insegnanti.

Laterza (Rete della conoscenza): “Basta discriminazioni. Pari opportunità per tutti”

“Più di 100 piazze in tutta Italia, per lanciare una sfida decisiva: mettere i diritti lgbt e la lotta a discriminazioni ed esclusione al centro di un’agenda programmatica comune per la trasformazione generale della società, per un modello basato su uguaglianza, pari opportunità per tutti, autodeterminazione dei singoli” – dichiara Riccardo Laterza, Portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – “Non ci limitiamo a chiedere un istituto giuridico per le unioni civili, strumento minimo di civiltà: riempiremo le piazze per non lasciare spazi di legittimazione alle spinte oscurantiste e alle forze omofobe e neo-fasciste che portano avanti da mesi un’offensiva, a partire dalla campagna contro la fantomatica Teoria Gender nelle scuole, e che stanno organizzando un nuovo family day strumentale a impedire qualsiasi avanzamento sui diritti lgbt. Lo diciamo chiaramente: il Ddl Cirinnà può costituire un passo in avanti verso la giusta direzione, ma non è la legge che i movimenti lgbt chiedono da tempo, né rappresenta per noi un avanzamento decisivo per l’affermazione della piena eguaglianza delle famiglie e per i diritti degli individui: il Governo ha una grave responsabilità nell’aver legittimato una mediazione al ribasso sul fronte dei diritti, che durante la discussione parlamentare rischia di mutilare ulteriormente il testo di legge, come nel caso della stepchild adoption.” – dichiara Camilo Vilagran, responsabile nazionale dell’Area Temarica Lgbt della Rete della Conoscenza –  “Per questo scenderemo in piazza con la volontà di aprire una nuova fase di mobilitazione per l’ottenimento di pieni diritti per tutte le famiglie, a partire dall’istituzione del matrimonio e fra persone dello stesso sesso e del diritto di adozione per le coppie omosessuali, e per un profondo cambiamento sociale e culturale, attraverso la promozione dei saperi e degli studi di genere, l’estensione del concetto di famiglia oltre gli schemi tradizionali, il ripensamento del welfare in ottica universale, perché nessuno sia più vittima di esclusione sociale e di discriminazioni. Come studenti e studentesse saremo presenti in tutte le piazze della mobilitazione di #SvegliaItalia e mettere in campo azioni lungo tutto l’arco della giornata per ribadire la necessità di una risposta di popolo che, oltre al supporto della libertà di orientamento sessuale e della volontà di autodeterminazione affettiva, pratichi una battaglia di tutte e tutti contro la subalternità” – concludono gli studenti nella nota – “A Bologna gli studenti hanno lasciato post-it sulla sede del PD per ricordare che il Ddl Cirinnà è un primo passo, ma che è insufficiente per rimuovere i meccanismi di esclusione e subalternità. A Roma siamo arrivati alla piazza del Pantheon con le maschere di personaggi omofobi o protagonisti delle mediazioni al ribasso di questi giorni. A Milano invece abbiamo inscenato davanti al Duomo diversi tipi di matrimonio che vorremmo fossero garantiti. Sono solo le prime azioni di una giornata che intende aprire una stagione lunga di conflitto per l’affermazione dei diritti di tutte e tutti”

 

 

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