Decreto Appropriatezza dal Ministero della Salute, in disaccordo Federconsumatori. Medici in sciopero a marzo

Decreto Appropriatezza dal Ministero della Salute, in disaccordo Federconsumatori. Medici in sciopero a marzo

Federconsumatori ha espresso le sue perplessità circa il Decreto Appropriatezza, anche detto “Decreto Lorenzin”, approvato in data 9 dicembre 2015 ed entrato in vigore dal 21 gennaio di quest’anno, che stabilisce le condizioni entro le quali le prestazioni specialistiche mediche possano essere coperte dal Sistema Sanitario. Tagli al ticket sanitario per 203 prestazioni specialistiche riguardanti Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare. I medici curanti, d’ora in poi, avranno le mani legate. Potranno “segnare” determinate prestazioni a carico della Servizio Sanitario nazionale, fra cui esami radiologici o analisi di laboratorio, soltanto se saranno soddisfatte determinate condizioni, cioè se il malato corrisponderà certi criteri che gli permetteranno di ottenere gratuitamente quel tipo di prestazione (salvo il ticket) dallo Stato. Fra questi esami ce ne sono alcuni molto comuni, e che, fino ad ora si era abituati a chiedere o a sentirsi proporre comunemente dal dottore, come per esempio il “colesterolo”, nelle sue varie declinazioni (Hdl, Ldl, totale). Ora, il medico curante può prescriverlo a cuor leggero soltanto nei casi di età avanzata o di trascorrimento di un lungo periodo dall’ultima esecuzione dell’esame. Lo stesso discorso potrebbe valere per una Tac della colonna vertebrale. Federconsumatori chiede proprio di fare maggior chiarezza, in particolare, su quali siano le prestazioni che potrebbero essere “poste a carico del paziente” con spese di cifra astronomica, difficilmente sopportabili, e su quali siano le cosiddette condizioni di erogabilità, che rischiano di compromettere i tempi necessari e utili per le diagnosi e le terapie. Tutto ciò mette in forte allarme i cittadini, preoccupati nel metter mano alle proprie tasche, a causa dell’aumento delle forti spese, e per i tempi di attesa, sempre più dilatati. “Il Decreto Appropriatezza non deve e non può significare rischio per la salute, cioè rinvio delle cure”, dichiara a gran voce Federconsumatori, “per questo”, continua, “è fondamentale che il Ministero della Salute garantisca al medico ed al paziente la possibilità di fare la cosa giusta nel momento giusto, senza intollerabili ritardi o ostacoli di sorta. Non esiste risparmio o logica di bilancio che possa mettere in discussione la salute dei cittadini”. I sindacati medici continuano a ribadire la loro perplessità e contrarietà soprattutto relativamente alla volontà di prevedere una sanzione pecuniaria per i medici che non dovessero rispettare i criteri di appropriatezza, definiti dal decreto stesso. Tale meccanismo rischia di rompere il rapporto tra medici e cittadini. E sono anche i medici stessi a dirlo. Netta è l’opposizione dei medici di medicina generale. Un portavoce della Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) spiega: “Il decreto è confuso nel definire il sistema di attribuzione delle responsabilità ed equivoco in alcune limitazioni di erogabilità, esattamente come nella sua prima stesura in bozza. Si sta determinando – prosegue- un’incertezza che compromette l’attività professionale dei medici e la fiducia dei pazienti nelle loro scelte, inevitabili saranno le contestazioni da parte dei cittadini ai medici prescrittori, lasciati soli nel proprio studio a dover giustificare scelte che non condividono e che non capiscono”. Tutto questo, secondo la Fimmg, avrà come risultato l’aumento della spesa privata. “Non è difficile prevedere che i medici, se le norme non verranno modificate, saranno costretti ad assumere d’ora in poi un atteggiamento difensivo nei confronti di possibili successive decisioni arbitrarie e sanzionatorie da parte di funzionari aziendali, che non si sono mai confrontati con il bisogno di assistenza del singolo individuale”. Dopo lo sciopero dei medici, avvenuto lo scorso 16 dicembre, Costantino Troise, segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l’Anaao-Assomed, ha dichiarato che da parte del governo non vi è stato alcun tentativo di dialogo, né alcuna risposta ai tanti interrogativi sul nodo della sostenibilità economica della Sanità pubblica, sul ruolo professionale dei medici e sulla garanzia del diritto di cura ai cittadini. Dunque la loro battaglia non si è ancora conclusa, all’orizzonte un nuovo sciopero, della durata di 48 ore, è previsto per le giornate del 17 e del 18 marzo. Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, si sbottona e promette: “Osserviamo con rispetto le posizioni dei medici e faremo di tutto per intensificare un dialogo con la categoria, affinché i problemi e le situazioni difficili si affrontino con metodi diversi dallo sciopero”.

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