BancaEtruria. Repubblica fa lo scoop su rimborsi e su telefonate scottanti. Il MEF rettifica parzialmente

BancaEtruria. Repubblica fa lo scoop su rimborsi e su telefonate scottanti. Il MEF rettifica parzialmente

Lo scoop sulle 4 banche nell’occhio del ciclone per aver costretto migliaia di risparmiatori ad acquistare obbligazioni subordinate lo aveva fatto Repubblica, nell’edizione del 2 gennaio, con un articolo a firma di Valentina Conte e Liana Milella. Nel’articolo, apparentemente ben informato, si parla  di un  anticipo di indennizzo prima del varo dei decreti che metteranno in moto l’arbitro Cantone e il fondo di solidarietà da 100 milioni. Secondo quanto anticipato dal quotidiano, l’ipotesi “sembra sparigliare l’iter previsto dalla legge di Stabilità e dunque il percorso certo non breve di eventuale risarcimento dei risparmiatori truffati”. Dell’anticipo, si legge, ne beneficerà “un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, sciolta dal decreto del 22 novembre, che verrà ristorato almeno in parte e a stretto giro non dal fondo di solidarietà (almeno non subito), né dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, nata dalle ceneri della vecchia e guidata da Andrea Nicastro, in attesa di superare poi l’arbitrato e dunque recuperare l’intera cifra”. Una mossa, scrive ancora Repubblica, “voluta dal governo per ‘attenuare la tensione’ esplosa soprattutto attorno all’istituto toscano – uno dei quattro salvati a scapito di azionisti e obbligazionisti subordinati – nell’occhio del ciclone delle proteste e delle polemiche politiche, visto il passato ruolo operativo del padre del ministro Boschi. Ma anche un chiaro tentativo – si legge – di arginare il minacciato deflusso di correntisti, sempre più decisi a spostare i soldi altrove, come testimoniato da molti nelle manifestazioni di Roma, Arezzo, Civitavecchia. Un’eventualità dannosissima per una banca ripulita e (ora) solida, in attesa di essere venduta”.

L’intreccio di telefonate non smentite tra Padoan, Cantone, Ignazio Visco e Nicastro. Ma è regolare? 

Nell’articolo si parla anche di un intreccio di comunicazioni telefoniche tra i titolari delle 4 autorità interessate al salvataggio delle banche e alla tutela dei risparmiatori, vale a dire tra il ministro Padoan, il responsabile dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, il governatore di Bankitalia Visco e il presidente della nuova Banca nata dalle ceneri di BanaEtruria, Cariferrara, Carichieti e BancaMarche, Nicastro. Secondo la ricostruzione del quotidiano, le telefonate intercorse avevano come finalità quella di “rassicurare” ad ogni costo. Le due giornaliste non lo scrivono, ma se questo fosse vero, sarebbe la conferma, a proposito di polemiche politiche, della condizione si soggetto di conflitto di interessi della ministra Boschi. Ricordiamo agli smemorati della maggioranza che l’hanno difesa in Parlamento che, per l’appunto, il conflitto d’interessi è una condizione, una posizione, non un’azione, non ciò che si fa. Non è certo un caso se nell’articolo si fa cenno esclusivamente alla Banca Etruria, dove fino a pochi mesi fa il padre della Boschi sedeva in qualità di vicepresidente.

Le parziali rettifiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze: “ma quali rimborsi?”

Poche ore dopo l’uscita del quotidiano con le indiscrezioni in seconda pagina, ecco che dal Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze, fioccano le indiscrezioni subito riportate dalla agenzie di stampa. Le fonti del ministero confermano che l’anticipo dei rimborsi a quei poveri risparmiatori che hanno perso tutto per responsabilità totale delle banche, dei banchieri e di qualche bancario è “ipotesi infondata finché non sono chiari i criteri per i risarcimenti”. E non solo: “le modalità per il ristoro dei risparmiatori delle 4 banche salvate dal governo saranno decise con il decreto” cui sta lavorando il Tesoro insieme agli altri soggetti coinvolti. La tempistica indicata con la legge di Stabilità per mettere a punto il decreto è di 90 giorni (entro fine marzo quindi), ma, si assicura, il testo sarà definito prima. Il ministero, precisano le medesime fonti del Tesoro, “è già al lavoro sui decreti attuativi delle norme salva-risparmiatori varate dal governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati” ed è “già in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per varare i decreti nel più breve tempo possibile”. Fino a quando non ci sarà la definizione dei criteri sui quali saranno poi assegnati gli indennizzi attraverso l’arbitrato “non può essere ipotizzato alcun intervento”, chiariscono al Tesoro.

Appare quindi difficile che le stesse banche possano già anticipare i fondi ai propri risparmiatori. Nelle indiscrezioni riportate dal quotidiano Repubblica, a valutare l’ipotesi dell’anticipo del rimborso sarebbe in particolare la nuova Banca Etruria, uno dei 4 istituti salvati dal decreto del governo. Oltre la metà degli obbligazionisti più esposti dopo il salvataggio è infatti cliente dell’istituto toscano. Si tratta, come indicato dallo stesso presidente delle ‘good bank’ Andrea Nicastro, di 683 dei circa mille risparmiatori che hanno investito meno di 100mila euro puntando però sulle obbligazioni subordinate (il cui valore è stato azzerato dopo i salvataggi) oltre il 50% del patrimonio. L’idea sarebbe stata quella di fornire a stretto giro a questi risparmiatori un ristoro almeno parziale, in attesa della definizione delle procedure dell’arbitrato.

Gli interrogativi politici

Insomma, la smentita del ministero è una sorta di “macchina indietro”, in cui tuttavia non si smentiscono le notizie riportate dal quotidiano Repubblica di contatti telefonici tra le principali autorità di controllo e di arbitrato, vera questione politica sul tappeto. Non risultano smentite neppure dall’abitualmente solerte Cantone, molto presente sui media. Perché l’arbitro Cantone è stato sentito al telefono su una iniziativa palesemente fuori legge per effetto dell’assenza di regole, che saranno emanate dal decreto? E perché vengono chiamati in causa sulla stessa iniziativa, il governatore di Bankitalia e del suo capo di gabinetto, per “rassicurare”? Cantone e Visco sono chiamati a vigilare, controllare, osservare le leggi, non a “rassicurare”.

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