Roma si toglie l’incubo del concertone di Capodanno, paga la Camera di Commercio

Roma si toglie l’incubo del concertone di Capodanno, paga la Camera di Commercio

Il cosiddetto ‘concertone’ di fine d’anno nella capitale si farà, ma il merito, va detto immediatamente, non è del commissario Tronca, ma della Camera di Commercio di Roma e del suo presidente Lorenzo Tagliavanti, che hanno messo a disposizione dell’amministrazione capitolina le risorse per l’evento. Tra Roma Capitale e Cciaa è stata raggiunta l’intesa per una collaborazione, dopo lo stanziamento dei fondi da parte dell’organo camerale che contribuirà alla parte finanziaria dell’organizzazione dell’evento. Nessuna parola a commento da Tronca, che si è liberato di un altro problema, delegando economicamente uno, o più soggetti, che affiancheranno l’Amministrazione nella parte decisamente più importante, quella delle spese per artisti ed impianti.

Tagliavanti: “Trovata la collaborazione istituzionale. Noi metteremo le risorse necessarie”

Ecco le parole di Tagliavanti che commenta così la fine di quello che per Roma stava per diventare un brutto scivolone: “Il ‘concertone’ si farà. È andata bene, abbiamo trovato una collaborazione istituzionale con l’amministrazione comunale al fine di garantire ai romani, così come tradizione di tutte le grandi capitali europee, il concerto di Capodanno. La Camera di commercio di Roma nella propria Giunta ha stanziato le risorse necessarie”. Il luogo ancora non è sicuro, “degli aspetti tecnici se ne occupa il Comune”, ha precisato il presidente della Cciaa capitolina. Ora bisognerà attendere qualche ora per sapere dove si svolgerà l’evento, ma restiamo della nostra opinione sul ruolo svolto fino ad ora dal supercommissario.

Preoccupa la gestione complessiva della città anche senza alcun condizionamento politico

A parte i festeggiamenti di Capodanno, che in momenti di crisi potrebbero anche essere messi in un angolo, quello che più  preoccupa è la gestione complessiva della città, che, visti i poteri in capo al prefetto ed ad i suoi subcommissari, doveva filare liscia come l’olio e senza alcun condizionamento politico. Andiamo  per  argomenti e partiamo proprio dall’ormai famoso concertone di Capodanno. È chiaro che in tempi di crisi e di minacce del terrorismo islamista, Tronca ha tutto il diritto di annullare manifestazioni come quelle che hanno comunque reso celebre Roma nel mondo. La stessa cosa non faranno città capitali come Londra, Parigi, Madrid e potremmo continuare ancora per molto. Tutte festeggeranno la fine d’anno.

L’immobilismo si registra in ogni luogo e settore

Il problema non è il divieto, ma l’immobilismo, che purtroppo dobbiamo registrare in ogni luogo e settore della gestione della città. Lo ripetiamo, l’unica cosa che i cittadini, oltre alle buche che continuano a sconquassare macchine e motorini, è il divieto per i veicoli inquinanti e la riscoperta in una età per il super prefetto ormai prossima alla pensione, delle targhe alterne. Il problema è l’accanimento. Tronca, probabilmente malconsigliato dai suoi esperti in materie ambientali, ha scelto la strada più semplice e meno rischiosa: fermiamo per sempre i veicoli di vecchia generazione e che non rispondono ai requisiti delle regole antinquinamento (ammesso che ce ne siano, visto quanto combinato dalla Volkswagen). Sul punto non possiamo non rilevare che il parco auto che finisce sotto la scure di Tronca è residuale, rispetto ai veicoli che ogni giorno hanno il diritto di accedere in città. Se poi parliamo della cosiddetta ‘fascia verde’ la stessa percentuale è assolutamente ridicola e pari al 2-3% dell’intero parco auto circolante. Ma non ci fermiamo certamente a questo. Ormai ci siamo…

Al commissario diciamo che  la gestione di  Roma non è la stessa cosa  di Milano

A Tronca va detto, e lo avremmo fatto anche  se si fosse trattato di Marino, che la gestione di una città come Roma non è la stessa cosa di Milano, dove precedentemente il superprefetto ha svolto, all’ombra del commissario all’Expo, il suo alto incarico. Roma è cosa diversa, dentro le storiche mura non c’è solo il Colosseo ed i Fori Imperiali, ma più città nella città. Facile cacciare i centurioni ed i gladiatori, i camion bar era riuscito a spostarli Marino e gli “urtisti”, i venditori di souvenir, o prendersela con i risciò, impegnando tempo e risorse   decisamente più utili alle periferie, ma Tronca, qualcuno doveva pur troncare. Tornando alle periferie, e su questo punto non abbiamo ancora alcuna notizia di rilievo, l’attuale amministrazione, non si è assolutamente spesa per un controllo a tappeto nella gestione dei rifiuti. Se si continua così, la terra dei fuochi di ‘campana memoria’ avrà da impallidire per quanto sta accadendo nelle aree periferiche di questa straordinaria città. La raccolta differenziata ha purtroppo portato alla emersione dell’illegalità (tutti i cittadini che sfuggono alla tassa sui rifiuti, ndr), e che si è trasformata in una moltiplicazione ingiustificabile, per mancati controlli, di centinaia, forse migliaia di mini-discariche. Vogliamo poi parlare dei trasporti pubblici? Per carità di patria rinviamo ad una prossima puntata.

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