Conflitto Turchia-Russia. Si alza la tensione. Ritorsioni militari ed economiche in vista

Conflitto Turchia-Russia. Si alza la tensione. Ritorsioni militari ed economiche in vista

Il secondo dei due piloti russi del caccia abbattuto martedì dagli F16 turchi è ancora vivo ed è nelle mani dell’esercito siriano, ha comunicato l’ambasciatore russo in Francia. Alexander Orlov, l’ambasciatore, ha rivelato alla radio Europe1 che il pilota “è riuscito a paracadutarsi e fuggire, ed è stato messo in salvo dall’esercito siriano”. Di più non ha detto. A sua volta, il commando generale dell’esercito russo ha invece confermato che l’altro pilota del caccia SU24 abbattuto è stato ucciso, e un militare della Marina è morto durante la missione di recupero.

La milizia turcomanna in Siria ha confermato di aver colpito i piloti russi mentre ancora erano in volo sui paracadute. I ribelli turcomanni, sostenuti da Ankara, sono oppositori del regime di Assad e sono stati tra i primi obiettivi dei bombardamenti russi. Hanno diffuso un video che li ritrae col pilota russo ucciso. Inoltre, hanno messo in rete una foto che mostra uno dei loro missili che abbatte l’elicottero di salvataggio russo mentre compie un atterraggio di fortuna.

La vicenda degli abbattimenti del caccia e dell’elicottero russi hanno aperto una pericolosa breccia nell’apparente unità d’intenti della coalizione anti-Isis, con una escalation durissima nelle relazioni diplomatiche tra Mosca ed Ankara. Ancora mercoledì, l’ambasciatore russo in Francia ha ripetutamente negato che il caccia russo fosse nello spazio aereo turco e che fosse stato avvertito dagli F16 in ricognizione prima di essere abbattuto. Ha ribadito l’accusa alla Turchia di essere “complice degli estremisti dell’Isis”. Un’accusa durissima.

Il president turco Erdogan, mercoledì ha insistito sul fatto che il caccia russo fosse nello spazio aereo della Turchia quando è stato abbattuto, ed ha rivelato anche che parti del velivolo sono state ritrovate in Turchia. Secondo Erdogan, i detriti hanno ferito due cittadini turchi. Ha aggiunto che Ankara non ha alcun desiderio di far salire la tensione con la Russia, ma che sta solo difendendo “la sicurezza e i diritti nostri e dei nostri fratelli in Siria”.

La Nato e le Nazioni Unite hanno fatto appello alla calma. Ma è noto che si tratta della prima volta in cui un aereo russo viene abbattuto da un Paese membro della Nato dalla guerra di Corea, alla metà degli anni Cinquanta. Stoltenberg, segretario generale Nato, e Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, hanno di fatto sostenuto la versione turca degli eventi. E Obama è andato anche oltre affermando che è diritto della Turchia difendersi. Stoltenberg ha invece sostenuto che “i rilievi che abbiamo ottenuto da diverse fonti alleate sono coerenti con la versione turca”. È come gettare benzina sul fuoco, altro che appello alla calma.

Le ritorsioni russe sul piano economico non si sono fatte attendere. La Russia ha avvertito i suoi cittadini di non recarsi in vacanza in Turchia, mentre il primo ministro Medvedev ha comunicato che le aziende turche potrebbero perdere molti quattrini sui mercati borsistici russi, e i progetti economici e industriali comuni potrebbero subire gravi ripercussioni.

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