Tutte vittoriose le prime cinque, il derby alla Roma, al Milan nessuna svolta, risalita Juve: ora è settima

Tutte vittoriose le prime cinque, il derby alla Roma, al Milan nessuna svolta, risalita Juve: ora è settima

Il punto. Fiorentina ed Inter si confermano le prime della classe vincendo entrambe fuori casa ma quanta differenza fra questi successi: dominatrice e spettacolare la prima, grigia e utilitaristica la seconda.

La Roma ha vinto un derby con la Lazio nel quale è mancata la cornice coreografica delle tifoserie e il ruolo di protagonista l’ha assunto l’arbitro, influenzando non poco il risultato.

Il Napoli, stavolta non ha esagerato nelle segnature accontentandosi, per battere l’udinese, del gol del solito Higuain che in casa è implacabile (8 reti in sei partite).   Un altro derby provinciale (il primo nella massima serie fra le due squadre) col Carpi, l’ha vinto il Sassuolo, conservando la quinta posizione in classifica, in solitaria beatitudine, visto che il Milan non è riuscito a compiere la svolta tanto proclamata da Berlusconi prima e da Mihajlovic , poi, contro un’Atalanta che avrebbe meritato di vincere largamente.

La Juve, con la vittoria di Empoli, si è sistemata in settima posizione, diminuendo il distacco, e dimezzando la collocazione rispetto a quel quattordicesimo posto tanto biasimato da Agnelli qualche settimana fa.

Fiorentina prima in tutto. Dopo la (salutare, vista col senno di poi…) caduta casalinga con la Roma, la Fiorentina si è rialzata e, con tre successi consecutivi, ha consolidato la prima poltrona con tanto bel gioco ed entità di punteggio (8 gol fatti , solo 1 subito), imponendosi come la squadra più in forma del momento e, quindi, legittimando, se non ancora le proprie aspirazioni al titolo, la corona di prima della classe. A Genova, ha letteralmente annichilito la Sampdoria, in fase recessiva (e con Zenga a rischio con una sola vittoria nelle ultime sette partite), lanciando un messaggio su come si gioca bene e si vince con tranquillità.

Solita Inter. Ancora una vittoria per 1-0, ancora una volta Handanovic il migliore in campo e questo è sufficiente a spiegare come l’Inter abbia strappato al Torino i tre punti indispensabili per mantenere la coabitazione della vetta. I granata di Ventura recriminano ma se hanno sbagliato alcune occasioni clamorose devono solo recitare il mea culpa oltre che appellarsi alla sfortuna per una traversa colpita.

Derby romano sotto tono. Questo insolito derby, che passerà alla storia per le curve vuote in segno di protesta, l’ha vinto la Roma (turnover per tanti titolari assenti dopo il successo in Champions col Bayer) e la Lazio se l’è presa con Tagliavento il quale – assegnando un rigore (trasformato da Dzeko, primo gol) ricchissimo di dubbi e fischiando non sempre a ragion veduta –  ha spianato la strada ai giallorossi, ma gli uomini di Pioli hanno fatto ben poco per contrastare l’avversario. Pertinenti le rimostranze per gli errori arbitrali ma è altrettanto opportuno rimarcare che la Lazio desiderosa di riscatto dopo la debacle col Milan non s’è vista proprio. Roma pronto riscatto, Lazio ancora alla ricerca di se stessa.

Napoli, ci pensa sempre lui.   Il Napoli, dopo il mezzo passo falso col Genoa e il successo a mitraglia in Europa League, si concede il minimo indispensabile per battere l’Udinese con il sigillo del Pipita che gli consente di reggere il ritmo delle avversarie e anche una piccola pausa dopo tanti sprint vincenti.

Sassuolo, il sogno continua. Imperterrito, il Sassuolo di Eusebio Di Francesco prosegue nella disinvoltra convivenza con le grandi anche dopo aver superato i cugini del malandato Carpi, riaffidato a Castori artefice della storica promozione, facendo da spartiacque fra la vetta e due blasonate in affannosa rincorsa.

Milan, ritorno al (triste) passato. La partita con l’Atalanta avrebbe dovuto segnare la quarta vittoria consecutiva e la conferma, nel gioco, del successo dell’Olimpico con la Lazio: nulla di tutto questo, anzi, si è registrata una pericolosa involuzione e il ritorno alla gloria strombazzato da Berlusconi è rimasto una semplice chimera perché il Milan visto sabato è risultato quanto di più scadente propinato alla illusa e delusa tifoseria. Se non ci fosse stato l’imberbe sedicenne portiere Donnarumma con i suoi prodigiosi interventi per il vecchio Diavolo sarebbe stata una disfatta, per cui, alla fine, è un (immeritato) punto platinato d’oro questo squallido 0-0 che ha costretto il Berlusca ad andare a complimentarsi nello spogliatoio degli avversari riconoscendo la loro indiscutibile superiorità. Svolta solo rinviata o impossibile ?

Juve, in risalita. Importante vittoria della Juventus che, ad Empoli, sollecitata per un quarto d’ora dal vantaggio dei locali, poi, ribalta il risultato e lo arrotonda con una terza rete, anche se in evidente fuorigioco. Allegri è soddisfatto per aver ritrovato diversi uomini chiave che con la loro prestazione hanno contribuito a compattare la squadra che, in settimana, in Germania aveva conquistato un pareggio contro Borussia che potrebbe rivelarsi decisivo per la qualificazione.   Bianconeri, dunque, in risalita.

Le altre. Seconda convincente vittoria per il Bologna marca Donadoni, a Verona, che consente di raddoppiare il distacco dalle ultime due, guadagnando punti anche sul Frosinone fermato in casa dal Genoa. Fa altrettanto il Palermo col Chievo, superato grazie ad un gol del vecchio Gilardino che permette a Iachini, già in odore di esonero, di respirare e alla squadra di allontanarsi dai bassifondi.

E ora la sosta. a causa degli impegni della Nazionale, per il prossimo week-end, il campionato si ferma per riprendere con la 13^ giornata sabato 21; la rappresentativa azzurra sarà disputerà in due amichevoli: venerdi 13 a Bruxelles con il Belgio e martedì 17 a Bologna con la Romania.

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