Inter sola in testa, Fiorentina e Roma rallentano, Napoli super, la Juve vince, scavalca il Milan e prosegue l’avvicinamento

Inter sola in testa, Fiorentina e Roma rallentano, Napoli super, la Juve vince, scavalca il Milan e prosegue l’avvicinamento

A differenza dell’ultima giornata quando, prima della sosta, tutte le componenti del quartetto di testa avevano vinto, la ripresa del campionato fa registrare due rallentamenti, Fiorentina e Roma, e due accelerate, Inter e Napoli, con la conseguenza che la squadra di Mancini rimane sola in vetta e quella di Sarri raggiunge la Viola, scavalcando la Roma. Non c’è che dire, in alto loco la lotta fra le grandi comincia a farsi divertente e interessante anche perché la stessa Juve si è portata nei dintorni e lunedì prossimo ci sarà Napoli-Inter, un posticipo di lusso che potrà chiarire molte cose. Il campionato si anima.

Inter, troppa grazia. L’Inter ha detto basta alle critiche alla sua taccagneria in zona gol e, con un sonoro 4-0 rifilato al malcapitato Frosinone, interrompe il record delle vittorie striminzite (ben 7 per 1-0), mette a segno in una sola partita un terzo dei gol che aveva segnato nelle precedenti 12 e, soprattutto, approfitta del mezzo passo falso della Fiorentina per tornare da sola prima in classifica. Non poteva esserci mezzo migliore per proseguire la marcia in solitudine e nello stesso tempo rosicchiare punti, oltre ai gigliati, anche alla Roma. Mancini con (falsa?) modestia minimizza dicendo che ci sono altre squadre meglio attrezzate della sua ma, almeno fino a lunedì prossimo, la classifica vede in testa l’Inter e dopo si vedrà… Ottima presentazione per la prossima calata sotto il Vesuvio.

Napoli impeccabile. Si è giocato ad una sola porta e solo le cifre della prestazione potrebbero spiegare quanto la vittoria del Napoli al Bentegodi di Verona, nel risultato (2-0), appaia molto limitata rispetto al predominio esercitato che è stato totale contro un avversario che ha badato solo a difendersi, grazie agli interventi miracolosi del suo portiere, per cedere, poi, solo nella ripresa. Gli artefici di questa vittoria sono stati sempre loro, Higuain e Insigne (finora 17 reti in due, con il Pipita capocannoniere) ma un elogio particolare va allo scugnizzo di Frattamaggiore il quale, involontario destinatario di costanti fischi dei tifosi veronesi con la colpa di essere l’unico napoletano in squadra, ha reagito solo pensando a giocare e ad abbattere il muro dei padroni casa. Napoli lanciatissimo non senza qualche preoccupazione per la trasferta belga a Bruges anche se tutti, apparentemente, hanno manifestato il desiderio di giocare comunque nonostante il clima terroristico.

Gli errori di Sousa. La Fiorentina o meglio il suo allenatore si preoccupa troppo dell’importante scontro diretto di Europa League di giovedi prossimo a Basilea, lasciando in panchina mezza squadra, e l’Empoli ne approfitta per sorprendere tutti con un secco e meritato 2-0 alla fine del primo tempo. Nella ripresa Sousa comprende d’aver esagerato – alla fine, pubblicamente, lo ammetterà – e corre ai ripari inserendo gli uomini giusti, in particolare Kalinic, il quale mette a segno una provvidenziale doppietta, ma è troppo tardi per vincere perché l’Empoli tiene bene. Insolito l’onesto riconoscimento dei propri errori da parte di Sousa ma non è servito a rimediare la perdita della vetta.

Roma, bagno in piscina. Un bel Bologna ma soprattutto l’arbitro hanno contribuito allo stop di una Roma rabberciata nel pantano dello stadio Dall’Ara, dove, a detta di chiunque, non si sarebbe dovuto giocare per lo stato penoso del terreno progressivamente inzuppato da una fitta pioggia, ma non per Rocchi il quale, imperterrito, ha portato a conclusione la partita in condizioni inaccettabili. Alla fine è stato un 2-2 con tre rigori concessi e con il direttore di gara fiorentino che ha impreziosito (si fa per dire…) la sua prestazione annullando pure un gol regolare e non fischiando un rigore macroscopico. E martedì la Roma va a Barcellona per un’altra impresa impossibile in Champions: è proprio il caso di dire che, in casa giallorossa, continua a piovere sul bagnato.

Sassuolo battuto  Non capita tanto spesso di riuscire a pareggiare al 93’ e, appena un minuto dopo, perdere la partita: è quello che è successo al Sassuolo, superato in extremis a Marassi dal Genoa ad una manciata di secondi dal fischio finale. L’undici di Di Francesco rimane, comunque, sempre in quinta posizione ma ora con la Juve alle spalle.

Juventus-Milan Altri tempi quando questa classica determinava la lotta per lo scudetto mentre sabato era in palio un modesto ma ambitissimo sesto posto, conquistato con merito dalla Juve che conquistava i tre punti importanti grazie ad una splendida invenzione di Dybala. Gli uomini di Allegri, alla terza vittoria consecutiva, sono ormai a ridosso dell’area Coppe e aspirano più che mai a rientrare nel gioco dello scudetto anche se la vetta è ancora lontana (-9). Il Milan si è reso pericoloso appena una volta solo al 95’ e deve ringraziare Donnarumma, il bravo portierino sedicenne, se ha evitato una sconfitta più pesante. Da parte dei rossoneri si è visto troppo poco o nulla perché Mihajlovic alla fine potesse confermare di puntare sempre alla posizione Champions. Berlusconi e Galliani, quando si perde, come al solito, tacciono perché la colpa è sempre e solo dell’allenatore di turno.

Lazio solo un punto. Dopo tre sconfitte la Lazio, contro un brillante Palermo, sfiora la quarta e viene salvata solo da un rigore messo a segno da Candreva lasciato in panchina a riposare per scelta tecnica di Pioli e fatto entrare, per fortuna, al momento giusto. Il Palermo made Ballardini avrebbe meritato di vincere e la squadra biancazzurra è stata fischiata sonoramente; è indispensabile spezzare quest’atmosfera di prolungata tensione già da giovedì, nel ritorno casalingo con il Dnipro in Europa League dove, finora, si è fatto meglio che in campionato (tre vittorie e un pari occupando la prima posizione in classifica).

Le altre Dopo un digiuno di sei partite, il Torino torna al successo, vincendo con pieno merito in casa dell’Atalanta, e anche il Chievo torna a sorridere a spese di un disarmante Carpi, che non trae beneficio dal ritorno in panchina di un nervoso Castori espulso insieme al suo vice. Esordio negativo quello di Vincenzo Montella sulla panchina della Samp in sostituzione di Zenga, battuto di stretta misura da una Udinese che, a sua volta, recupera punti su tutte le inseguitrici.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.