Ritorno alla vita: gli uomini e le paure

Ritorno alla vita: gli uomini e le paure

Tomas è un giovane scrittore, precocemente affetto da quella patologia che i tedeschi, da sempre immersi in una cultura filo-romantica, chiamano “zweiter Frühling”, o più semplicemente “crisi di mezz’età”. Nonostante egli sia un uomo nel fiore degli anni, il peso dei pensieri sembra gravare fin troppo sulla sua vita, rovinando non solo il suo rapporto di coppia, ma anche la sua attività artistica, evidentemente in difficoltà. La macchina da presa ci accompagna così nei meandri di una storia fatta d’ansie, paure ed incombenze, che raggiungerà l’apice della sua drammaticità nel momento in cui Tomas ucciderà un bambino, durante un incidente stradale. Questo episodio sarà una ferita difficile da rimarginare, un vero e proprio squarcio in pieno petto che lascerà lo scrittore quasi esanime. In sintesi, Wim Wenders firma un road movie interiore, certamente diverso rispetto al celebre Paris, Texas (1984), ma che ha comunque la capacità di inserirsi nell’emotività del proprio protagonista, seguendone le maturazioni caratteriali e filmandone le decisive svolte ataratattiche.

Il processo di liberazione dalle passioni, o più propriamente dai timori che segnano l’animo di Tomas, ha infatti totale e definitivo compimento solo nel momento in cui il ragazzo riuscirà ad affrontare a muso duro i suoi scheletri nell’armadio.

E allora, quel Ritorno Alla Vita annunciato dal titolo non è nient’altro che una definitiva autodefinizione di sé stessi, una presa di coscienza di ciò che si è  e di ciò che non va. Una metafora dell’esistenza di tutti noi, sempre più impauriti dalle nostre fobie e sempre più propensi a nascondere i nostri mostri. Quei mostri che poi, a forza di essere assecondati, diventano veri e propri carnefici in grado di cibarsi delle nostre serenità.

La soluzione data da Wim Wenders, storico esponente del Nuovo Cinema Tedesco, è quindi quella di annientare quel fobos estirpandolo alla radice. Fatto ciò, parafrasando il titolo originale del film, si potrà finalmente dire che Everything Will Be Fine!

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