Repubblica online. Contro Marino un titolo che falsa una intervista. Poi fa sparire il tutto e corregge. Il Messaggero attacchi e volgari offese

Repubblica online. Contro Marino un titolo che falsa una intervista. Poi fa sparire il tutto e corregge. Il Messaggero attacchi e volgari offese

Leggiamo su “Repubblica”, edizione online, il seguente titolo ad una intervista rilasciata dal sindaco Marino: “Sugli scontrini ho sbagliato ma Roma vuole che resti”. E il Messaggero, per non rimanere secondo a nessuno, sferra, un giorno sì e l’altro pure, attacchi contro il sindaco, volgari, violenti, un’offesa alla nostra professione, al codice deontologico. Il peccato mortale? Se Marino si presentasse in Aula per spiegare e discutere sulle sue dimissioni. Fa presente il giornale dei palazzinari, i quali non aspettano altro che Marino se ne vada, che anche Renzi partendo per il Sud America è proprio incazzato e ce l’ha anche con Orfini che non fa niente. Uno dei ventriloqui del premier quello che ha attaccato il Tg3, Ballarò e Giannini, ricordando loro, minaccioso, che non si sono accorti che il segretario del Pd e premier è Renzi, di nome Michele Anzaldi, scrive il Messaggero che addirittura fa sapere che ci sarebbero nugoli di romani che lo fermano per strada, “non state facendo nulla – ci gridano – e come dargli torto”. Ricordiamo che questo deputato è stato capo ufficio stampa di Rutelli, il quale, anche se nega, è pronto sulla rampa di lancio. Dimentica che è già stato ricandidato una volta ed ha perso contro Alemanno. Solo lui poteva perdere. E solo il giornale dei costruttori può scrivere certe cose.

Una grande bugia, una vergognosa manipolazione delle parole del sindaco

Ma andiamo per ordine. Partiamo dall’intervista di Repubblica riportata in sintesi sull’online. Ma come, ci chiediamo, visto il titolo, il sindaco Marino, intervistato da uno dei quotidiani che ogni giorno vomitano veleni contro di lui, gli va a dire di aver sbagliato proprio sugli scontrini dopo che nei giorni scorsi ascoltato dai magistrati ha tenuto una conferenza stampa in cui ha affermato: “Non ho mai, ripeto mai, usato denaro pubblico a fini privati”? ll centro del linciaggio mediatico nei suoi confronti. Leggendo l’intervista il sindaco di Roma ribadisce ciò che aveva affermato in conferenza stampa. Allora il titolo?

Il titolo è una grande bugia, una manipolazione vergognosa non degna di un grande quotidiano come Repubblica che, come notiamo, si prende sempre più spesso critiche dai suoi lettori. Marino su domanda del giornalista, Sebastiano Messina, perché non ha subito convocato una conferenza stampa risponde che prima doveva riferire al magistrato. Cosa ineccepibile che un giornalista sa bene. Quando Marino dice che forse è stato un errore non si riferisce agli scontrini ma al fatto di non aver subito convocato la conferenza stampa: “non volevo che i magistrati leggessero sui giornali ciò che io non avevo ancora raccontato loro”. Che di questo si trattasse sapeva bene il giornalista e quando ha visto il titolo al suo articolo, oppure qualcuno si è accorto della grave manipolazione, ha fatto scomparire l’articolo e messo in pagina il testo integrale dell’intervista pubblicata sul giornale in edicola.

E compare un nuovo titolo: “Marino: mai rubato, Roma sta con me”

Ed è stato cambiato pure il titolo: “Marino mai rubato, Roma sta con me. Con le primarie correrò anch’io” e nel sommario: “Intervista al sindaco dimissionario”. E tornano qui gli “errori sugli scontrini” ma correlati a “volevo spiegare ai magistrati”. Una confessione di Repubblica che rende giustizia a Marino, ma fa capire molte cose, Troppe in una campagna contro una persona, un sindaco, come mai si era visto.

Attacchi a ruota libera dal quotidiano romano dei palazzinari

Supera il giornale diretto da Ezio Mauro solo il Messaggero. Il quotidiano romano dei palazzinari sfodera un’ultima geniale trovata del linciaggio contro Marino. Nel caso in cui le sue dimissioni fossero poste all’ordine del giorno del Consiglio comunale attacca violentemente il sindaco, lo offende, dice che le prova di tutte pur di non andarsene. Si dà il caso che sempre più da parte di forze politiche non tenere nei confronti del sindaco, Sel, i radicali, qualche consigliere del Pd, a mezza bocca, si pone l’esigenza che le dimissioni del sindaco vengano discusse dall’organismo sovrano del Campidoglio, l’ Assemblea consiliare. È un diritto dei cittadini conoscere, e non attraverso le versioni dei media ma dal vivo, come la pensano i consiglieri che dai cittadini sono stati eletti.

La convocazione del Consiglio, un dovere democratico, un diritto della persona

La colpa di Marino? Aveva detto nell’intervista a Repubblica: “Questa è la sfida della mia vita, e io voglio vincerla. Ma tocca agli eletti dal popolo, alla mia maggioranza, dirmi se questa esperienza deve proseguire o deve essere interrotta”. È un dovere democratico e, insieme, un diritto della persona che si apra a Palazzo Senatorio questa discussione. Non una scappatoia, una trovata del sindaco. Ma è difficile far capire questo al Messaggero. Come si dice “non c’è peggior sordo di chi non vuole intendere”.

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