Non Essere Cattivo: l’ultimo saluto di Claudio Caligari

Non Essere Cattivo: l’ultimo saluto di Claudio Caligari

Accade spesso che, nel mondo dell’arte, il genio non venga effettivamente riconosciuto e ripagato per il suo reale valore e che la morte diventi quindi l’unica vera porta d’accesso verso la gloria imperitura. Di esempi che dimostrano questa tristissima tendenza ce ne sono a bizzeffe e riguardano i campi più disparati del panorama artistico: da Vincent Van Gogh per la pittura ad Italo Svevo nell’ambito letterario, fino a Amy Winehouse per quanto riguarda la musica. Claudio Caligari forse non godrà mai della fama postuma che investì Van Gogh, ma probabilmente la sua breve filmografia diventerà una base importante per la riscoperta di un genere che in Italia sta tornando felicemente alla ribalta, il noir. Più che Van Gogh però, il regista piemontese è stato il Norman Rockwell della borgata romana. Con un taglio documentaristico, i suoi film hanno infatti raccontato in maniera cruda e minuziosa storie drammatiche, fatte di droga e malavita. Il suo è un realismo romantico traslato su pellicola, una rielaborazione cosciente del cinema pasoliniano, che supera le strette schematizzazioni del tempo e denuncia apertamente quella ragnatela d’inganni in cui soffoca da sempre l’hinterland romano. I suoi ragazzi di vita crescono, si modellano, cambiano col mutare del tempo, intraprendono delle direzioni cicliche e, accelerando su sé stessi, finiscono sempre in un turbine di degenerazione che li vince, superando ogni volta il loro desiderio di rivalsa. Era così per il Cesare di Amore Tossico (1983) e vale lo stesso per l’omonimo protagonista di Non Essere Cattivo. La correlazione tra quel film, che segnò una generazione, e l’ultima sua opera è evidente sin dalle prime scene, in cui il regista gioca ancora una volta col suo auto-citazionismo, ricostruendo delle dinamiche identiche, trasposte solamente di un decennio.  Il risultato finale è di analoga efficacia e lascia, nel cuore di chi guarda, un sentimento di struggente malinconia. Forse perché Non Essere Cattivo è il risultato di nuove e raffinate scelte registiche dell’autore, o forse perché i due attori protagonisti (Luca Marinelli e Alessandro Borghi) danno prova di possedere una rara intensità attoriale ed ottime capacità emotive. Ma sicuramente, il più della malinconia è dovuta alla presa di coscienza del fatto che, prima di salutarci, Caligari ci ha lasciato un ultimo stupendo quadro.
E come tale va incorniciato ed appeso nella galleria del cinema che conta.

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