Inter quinta vittoria, le (ex) grandi perdono terreno, Sassuolo e Chievo in zona coppe: la classe operaia va in paradiso.

Inter quinta vittoria, le (ex) grandi perdono terreno, Sassuolo e Chievo in zona coppe: la classe operaia va in paradiso.

Solo Inter. Dopo la quinta giornata di campionato, sembra proprio che la Juve, la vecchia Juve, dominatrice negli ultimi quattro anni, abbia ceduto il testimone all’Inter, se non nei punteggi corposi e nella superiorità tecnica, sicuramente nei risultati: cinque partite, cinque vittorie e punteggio pieno a 15 punti. Dietro solo macerie o quasi, a cominciare dalla Juve e dalla Roma, le maggiori candidate al titolo, le quali continuano a perdere terreno, accumulando un distacco rispettivo di 10 e 7 punti dai nerazzurri. Anche con il Verona, l’Inter ha vinto con il minimo scarto, risicatamente, solo a tratti manifestando la forza della prima della classe e facendo arricciare il naso ai cultori del bel gioco e della conseguente superiorità. Ma a Mancini sta bene così e non potrebbe essere diversamente dopo aver messo in fila tutti i maggiori avversari. E’ presto per parlare di fuga ma è attuale e doveroso riferire di una squadra concreta e utilitaristica che segna poco (6 gol) ma alla quale è anche difficile segnare (incassato solo un gol). Forse sull’entità dell’undici nerazzurro si potrà avere una probante verifica il prossimo turno quando verrà ospitata dalla Fiorentina, l’avversaria più vicina (-3).

Firenze sogna. Con il successo sul Bologna, non spettacolare ma rotondo quanto basta (2-0), la compagine viola ha scavalcato il Torino e si è insediata al secondo posto, candidandosi, così, ad acciuffare l’Inter, in caso di vittoria nel primo scontro diretto della stagione. La Fiorentina, dunque, in positivo o in negativo, potrebbe dare un indirizzo preciso al torneo che, finora l’ha vista battuta solo alla seconda giornata (dal Torino), infilando, poi, una serie di tre successi consecutivi. Forse non sempre da applausi ma di certo mirante al sodo, quasi con la stessa tecnica dell’Inter che, domenica, avrà l’opportunità di sbarazzarsi di questo ingombrante primo inseguitore, tentando la fuga.

Sassuolo ancora sorpresa? In terza posizione troviamo il Sassuolo che, da quanto visto finora in classifica (tre vittorie e due pareggi) e, soprattutto, sul campo (bel gioco tendente ad attaccare e ad imporsi), ormai non può più essere considerato una sorpresa ma, quanto meno, una sostituta delle tante grandi mancanti all’appello dell’alta classifica. La vittoria di Palermo ha confermato che l’undici di Eusebio Di Francesco ha un organico di tutto rispetto, al momento, in grado di competere con chiunque, e pure senza Berardi, l’uomo di maggior spicco.

Il Chievo è quarto. Dopo l’ingiusta sconfitta casalinga con l’Inter sembrava finito lo sprint della squadra rionale di Verona ma gli uomini dell’umile Maran si sono subito ripresi battendo il Torino, aspirante inseguitore della capolista, ricacciandolo indietro nel mucchio. Certo, su questa sponda dell’Adige nessuno aspira a posizioni di rilievo ma ad una tranquilla salvezza e questi punti costituiscono il solito, prezioso, fieno in cascina che farà comodo in tempi magri.

Sampdoria-Roma 2-1 La Roma, a Genova contro la Samp, ritrova un più che apprezzabile gioco ma non basta perché lo stesso è utile solo per annullare lo svantaggio ma non per inventare il guizzo vincente, crollando, clamorosamente, nei minuti finali per un’autorete. La mancanza di concretezza degli uomini di Garcia è sintetizzata nel numero dei corner, ben 18, senza che dagli stessi sia scaturita una sola azione pericolosa. Pure bella a vedersi la Roma ma scarsa nelle conclusioni e, di conseguenza nel risultato finale che premia la Samp, nella quale si è rivisto, per   il quarto d’ora finale un Antonio Cassano ancora appesantito.

Milan più Balotelli A Udine alla fine del primo tempo, il Milan vinceva 3-0 dopo che una spettacolare punizione di Balotelli, una delle sue specialità, aveva aperto le armoniose danze dei rossoneri. La partita sembrava chiusa, ma nella ripresa in soli sette minuti, l’Udinese andava a segno due volte, rimettendo tutto in gioco. Solo una strenua resistenza unita a qualche parata decisiva del solito Diego Lopez salvava questa preziosa vittoria che consente la risalita in classifica rosicchiando diversi punti alle concorrenti per i primi posti che hanno frenato. La novità rilevante è l’aver ritrovato il Supermario che ha costituito una mina vagante per la difesa locale, andando pure a segno. Entusiasmante il Milan del primo tempo, in affanno nella ripresa, utilizzata solo per difendere l’esiguo vantaggio; attacco super, ancora vanificato da una difesa sempre da registrare.

Respira la Lazio Boccata d’ossigeno in casa Lazio, dopo le recenti scoppole, grazie ai tre punti strappati ad un Genoa (finito in 9) deludente, per merito dell’accoppiata Anderson-Djordjevic, finalmente schierati in coppia da Pioli.

Il Napoli frena. Il Napoli dimentica la cinquina-sbornia con la Lazio e scende dal piedistallo facendosi imbrigliare dalla matricola Carpi in un grigio 0-0 che lo allontana dall’ambita risalita verso le alte sfere e, soprattutto, crea sconcerto nella sua appassionata tifoseria per i deludenti risultati (tre pareggi, inframmezzati da una vittoria e una sconfitta).

Juve, non ci siamo La Juventus non riparte e la vittoria di Marassi di domenica scorsa rimane fine a se stessa, dopo la deludente prestazione con il fanalino di coda Frosinone che, resterà negli annali della storia della società ciociara, conquista il suo primo punto in serie A nientemeno che in casa della Vecchia Signora la quale, mai come in questo periodo, appare sempre più invecchiata, nonostante la ventata di gioventù di diversi suoi nuovi acquisti. Allegri giustifica la prova dei suoi proprio con l’inesperienza di diversi giocatori che, a suo dire, avrebbe causato il pareggio in zona recupero. Pertinente questa causa addotta, però, la Juve degli anni passati non sarebbe mai arrivata al 92′, con l’ultima in classifica, con un esiguo e pericoloso, 1-0 ma l’avrebbe di certo seppellita di gol e di spettacolo. Conclusione: la Juve, come squadra necessita ancora d’essere assemblata in diversi tasselli e in tutti i reparti. Per ora l’unica certezza è la mesta classifica che la vede a due punti dalla terzultima e a ben 10 punti dalla prima. Per i bianconeri è proprio una classifica capovolta.

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