Scienza. Individuati neutrini nell’Antartico. Rivoluzione nella Fisica delle particelle?

Scienza. Individuati neutrini nell’Antartico. Rivoluzione nella Fisica delle particelle?

Un gruppo di scienziati che conducono una serie di ricerche nell’Antartico ha confermato che i neutrini cosmici esistono. Si tratta di particelle invisibili che hanno viaggiato per la Via Lattea e  anche oltre. Queste particelle conducono messaggi da galassie lontane, e potrebbero contribuire a risolvere diversi problemi di natura cosmica. I neutrini sono particelle subatomiche create da fenomeni tra i più energici e violenti della Natura, come i buchi neri e grandi stelle esplodenti. Individuarli è sempre stato molto difficile perché dotati di elevatissima energia e sono praticamente privi di massa. Se si riuscisse a vederne qualcuno di sfuggita, si potrebbe parlare di un messaggero dalla distanza ideale perché l’informazione che essi portano è pura, immutata, dato che le particelle viaggiano per milioni di anni luce attraverso lo spazio.

Ora, Albrecht Karle dell’Università di Madison, nel Wisconsin, e i suoi colleghi che lavorano presso l’Ice Cube Neutrino Observatory in Antartico sono riusciti a selezionare tra miliardi di particelle che hanno bombardato i loro detectors tra il 2010 e il 2012, 21 muoni ad altissima energia. I muoni sono particelle secondarie create nelle occasioni molto rare in cui in i neutrini interagiscono con le altre particelle. Gli scienziati ritengono che questi muoni siano un indizio della presenza dei neutrini che potrebbero aver viaggiato nel nostro sistema solare e oltre. Le osservazioni del Laboratorio antartico sono state riportare dalla rivista autorevole Physical Review Letters, e si riferiscono ai dati raccolti dalle migliaia di sensori ottici sistemati come collane di perle sopra i ghiacciai del Polo Sud.

Nel 2013, gli scienziati usarono questi sensori per individuare due probabili neutrini che successivamente chiamarono “Bert ed Ernie”. I due eventi erano scarsamente attendibili per definire il punto esatto della loro provenienza, ma furono utili per aiutare i ricercatori a localizzare la fonte, che probabilmente era situata oltre la nostra galassia, oltre la Via Lattea. Quando un neutrino si frantuma in un’altra particella, il muone che ne deriva lascia una traccia di luce che rispecchia, in qualche modo, la traiettoria del neutrino – dando agli scienziati la possibilità di scoprirne la provenienza. Questa informazione, a sua volta, fornisce un’altra informazione decisiva sulla posizione e sull’attività di tanti eventi cosmici tra i più distanti e misteriosi dell’Universo.

L’astrofisico Vladimir Papitashvili, direttore del National Science Foundation’s Division of Sola Program, ha affermato che “si tratta di un’eccellente conferma delle scoperte recenti dell’Ice Cube, scoperte che aprono le porte a una nuova era della Fisica delle particelle”. Albrecht Karl ha confermato: “questi neutrini potrebbero darci la comprensione dell’origine di tantissimi processi energetici dell’Universo. Potrebbero dirci tante cose sulle proprietà fondamentali della fisica delle particelle e sulle origini della materia oscura”.

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