Mafia Capitale. Dopo le querele di Zingaretti arriva quella pesante del sindaco Marino al quotidiano la Repubblica: “Ho cercato di capire l’accanimento. Ora querelo…”

Mafia Capitale. Dopo le querele di Zingaretti arriva quella pesante del sindaco Marino al quotidiano la Repubblica: “Ho cercato di capire l’accanimento. Ora querelo…”

E alla fine, complici le deposizioni di Buzzi ed i retroscena usati ad arte, Marino, ed i legali del Campidoglio e probabilmente anche quelli personali, hanno preso carta e penna ed hanno deciso di querelare il quotidiano-partito la Repubblica: “Da lettore – scrive in un tweet il sindaco – ho provato a capire l’accanimento di ‘Repubblica’ contro di me. Ora querelo”. La linea editoriale del quotidiano diretto da Ezio Mauro, si è contraddistinta, nell’ultimo periodo, in una lunga serie di reportage, mai dedicati prima alla capitale, neppure nell’epoca buia dell’amministrazione Alemanno, per accendere i riflettori sui mali di Roma. È chiaro che nessuno può mettere il silenziatore alle inchieste, ma l’accanimento mediatico nei confronti della capitale è ormai sotto gli occhi di tutti e la Repubblica ha fatto benissimo il suo compitino.

Alemanno, malgrado tutto, non ha mai ricevuto lo stesso trattamento mediatico di Marino

Malgrado il nulla emerso dalle deposizioni del Buzzi sul ruolo avuto dal sindaco in ‘Mafia Capitale’ e pubblicate con grande evidenza su molti quotidiani e siti di riferimento, le titolazioni non fanno nessuno sconto a Marino ed in particolare quelle de la Repubblica: Le accuse di Buzzi “da Zingaretti a Marino soldi a tutti i politici”. Ma se Marino minaccia querele, Zingaretti ricostruisce e puntualizza, punto per punto la sua posizione su quanto detto dal Ras delle coop. Nella sua lunga nota Zingaretti parte da una prima considerazione di Buzzi davanti ai magistrati in cui afferma sugli episodi accaduti: “Che poi alcune volte sò veri e alcune volte non sò veri’. Sul punto Zingaretti esprime tutte le sue perplessità in merito al racconto fatto dal carcere davanti ai magistrati: “Così, parlando degli episodi che mi vedrebbero coinvolto, il signor Buzzi termina il racconto sulle sue tante teorie su di me davanti ai magistrati. Precisiamo: fatti in cui lui non è coinvolto direttamente ma che gli vengono raccontati da terze persone. Insomma lui stesso ammette che si potrebbe trattare di cialtronerie, di chiacchiericcio, di falsità. Siamo alla delazione per sentito dire. Fino ad oggi ho preferito parlare il minimo possibile, confido e sono certo che i magistrati sapranno fare luce su queste dichiarazioni calunniose per cui ho già querelato Buzzi. Oggi però, ho deciso che avrei dovuto rispondere, reagire al fango che mi è stato gettato addosso in questi giorni da un pregiudicato in regime di custodia cautelare per accuse gravissime. E lo faccio, non solo ribadendo la falsità delle dichiarazioni di un uomo con le spalle al muro che ha messo in atto una strategia difensiva e personale per scagionarsi dalle accuse di mafia dichiarandosi vittima di un sistema, ma anche per chiarire tutti quegli aspetti che dalle dichiarazioni di Buzzi appaiono confusi e imprecisi”.

Zingaretti: “La Provincia non comprò nessun Palazzo prima che venisse costruito”

“Ma andiamo per ordine – prosegue – Il signor Buzzi riferisce di aver sentito di ‘operazioni poco trasparenti’ per l’acquisto del Palazzo della Provincia che riguarderebbero me ed altre persone. Da quanto emerge dai verbali Buzzi avrebbe parlato anche di una ‘gara bandita dalla Provincia per l’acquisto della nuova sede’ e di ‘un pre-contratto di acquisto’. Buzzi dice il falso. La Provincia di Roma non comprò nessun palazzo prima che venisse costruito. Compito della mia amministrazione, insediatasi nel maggio 2008, fu quella di portare a termine una operazione avviata nel 2005 dalla precedente amministrazione. Confermo di non aver mai ricevuto nessun tipo di beneficio personale, materiale, economico o politico, visto le polemiche che ha suscitato, da quella scelta. Per quanto riguarda gli accordi partitici su alcuni appalti regionali con le opposizioni, di cui mi accusa Buzzi, anche in questo caso voglio chiarire che si tratta solo di falsità. Non esistono e non sono mai esistite spartizioni di nessun tipo.

In due anni e mezzo di amministrazione regionale e 4 miliardi di bandi, le coop di Mafia Capitale non hanno preso un centesimo dalla Regione Lazio

Non lo dico io ma lo dicono i fatti: in due anni e mezzo di presidenza della Regione con oltre 4 miliardi di bandi assegnati, le cooperative legate a Mafia Capitale non hanno preso un centesimo. Non appena abbiamo avuto percezione di una possibile infiltrazione nel bando Cup, lo abbiamo immediatamente sospeso e ripresentato in collaborazione con l’Anac di Raffaele Cantone. Va ricordato che se non avessimo bandito questa gara sarebbe continuato lo scandalo di un servizio da decenni in proroga sui cui c’è una inchiesta della Corte dei Conti. Inoltre Buzzi fa riferimento ad una mia richiesta di assunzione di un fantomatico cognato presso Pino Cinquanta del Cns. Falso anche questo. Intanto vorrei precisare che non ho alcun cognato. So che Pino Cinquanta è un dirigente delle cooperative, non ho mai avuto con lui alcun tipo di frequentazione se non al massimo in occasioni pubbliche o convegni ma escludo di avergli mai proposto nomi per assunzioni di chicchessia. Ho deciso di scrivere queste righe perché non posso più accettare di essere vittima della macchina del fango messa in moto da Buzzi. Non posso più accettare menzogne e bugie che tentano di delegittimarmi pubblicamente. Ne va del mio nome, della mia onorabilità e soprattutto dell’enorme lavoro di pulizia, trasparenza e buon governo che in meno di tre anni siamo riusciti a realizzare alla Regione Lazio. E che forse dà fastidio a molti”.

Orfini: “La macchina del fango non fermerà l’impegno di Zingaretti”

“La macchina del fango di un indagato per mafia non fermerà l’impegno di Zingaretti per il buon governo, la trasparenza e la legalità”. Lo scrive su twitter il commissario del Pd Roma, Matteo Orfini.

I senatori Pd eletti nel Lazio: “Il governatore del Lazio deve andare avanti nel suo impegno”

“Nicola Zingaretti deve andare avanti nel suo impegno di governatore del Lazio. Non possono essere le parole di un indagato per mafia, che cerca di intorbidire le acque per giustificare e coprire la sua azione criminale, a mettere in discussione il buon governo della giunta laziale. Il Presidente della regione ha fatto della legalità e della trasparenza i pilastri della sua azione amministrativa. Una azione che permetterà alla nostra regione di continuare e completare quel precorso di crescita ed eccellenza che questa giunta ha avviato”. Lo dichiarano in una nota congiunta i senatori del Pd eletti nel Lazio Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo del Pd al Senato, Bruno Astorre, Monica Cirinnà, Carlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Anna Maria Parente, Francesco Scalia, Maria Spilabotte, Ugo Sposetti, Daniela Valentini.

Torricelli (Sel): “Piena vicinanza a Zingaretti. Persona e politico onesto”

“Piena vicinanza al Presidente Zingaretti, persona e politico onesto, che sta lavorando per rendere questa Regione pulita e trasparente. Il tentativo di tirarlo dentro ha il sapore di un attacco politico, volto a colpire l’esperienza di governo di centro-sinistra, laboratorio politico tra i più avanzati d’Italia. Con il suo lavoro stiamo trasformando il Lazio, curandolo dalle cancrene sedimentate negli anni ed ereditate anche dalle amministrazioni del recente passato, quando della regione si parlava solo per i debiti della sanità e per il malaffare e malcostume diffusi. Non ci facciamo pertanto intimorire dalle accuse di un uomo che prova in tutti i modi a difendere se stesso, scegliendo una strategia ignobile: quella delle illazioni, del fango e del ‘sono tutti uguali’. Con forza, determinazione e con la convinzione di essere parte di una amministrazione che sta smantellando i sistemi di potere esistenti, non abbiamo intenzione di abbandonare la nave. Se ne facciano una ragione i signori del sistema che hanno tutto l’interesse a che nulla cambi”. Lo afferma in una nota Giancarlo Torricelli, coordinatore Sel Lazio.

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