Bangkok. Sale a 22 il numero dei morti dell’attentato al Tempio. La polizia ha un sospettato

Bangkok. Sale a 22 il numero dei morti dell’attentato al Tempio. La polizia ha un sospettato

Il ministro della difesa della Thailandia ha riferito alla stampa che gli inquirenti sono vicini alla identificazione degli attentatori che lunedì hanno ucciso 22 persone e ferite 123 nel quartiere centrale del tempio di Bangkok. “È molto più chiaro ora chi sono gli attentatori”, ha detto il ministro Prawit Wongsuwan martedì, “ma non possiamo rivelarne l’identità, almeno per ora. Abbiamo dei sospetti, e non sono tanti”. Più tardi, le autorità thailandesi hanno comunicato che la polizia sta dando la caccia a un “sospetto”, ripreso dalle telecamere di sorveglianza sul luogo dell’esplosione.

Il primo ministro thailandese Prayut Chan-ocha ritiene che il sospetto appartenga ad “un gruppo antigovernativo che ha base nel nord-est della Thailandia”, la regione a più alto tasso di ribelli antigovernativi del cosiddetto movimento “red shirt”, delle camicie rosse. A sua volta, il ministro degli Esteri ha affermato che “per il futuro, sarà più facile determinare le motivazioni possibili o l’identità degli attentatori”. Insomma, le autorità thailandesi seguono la pista delle faide interne, piuttosto che quella di attentatori internazionali, di militanti islamisti. Su quest’ultima scelta interna, il capo dell’esercito thailandese ha manifestato i suoi dubbi, sostenendo che non è nella strategia dei ribelli compiere attentati dinamitardi di quella portata. Nel corso di un’intervista televisiva, infatti, ha detto che “l’attentato di Bangkok stride con gli attentati nel sud della Thailandia. Il tipo di bomba utilizzata non appartiene ai ribelli”.

Il punto è che finora nessuno ha ancora rivendicato l’attentato dinamitardo di Bangkok al Tempio hinduista di Erawan, una delle maggiori mete del turismo internazionale. Il Tempio è dedicato alla divinità Hindu Brahma, ed è molto popolare anche tra i Buddhisti e i cinesi. Nell’attentato sono rimasti uccisi otto turisti stranieri, tre cinesi, due cittadini di Hong Kong, tre malesi e un filippino. Molti dei feriti sono turisti provenienti dalla Cina e da Taiwan. Il turismo internazionale è una delle fonti più elevate del PIL thailandese, raggiungendo il 10%. L’attentato nel cuore di Bangkok ha inferto dunque un colpo durissimo all’economia del Paese, già messa a dura prova da dieci anni di guerra civile e dal colpo di stato del 2014.

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