Wolfgang Schäuble si dimette? L’anticipazione in un’intervista allo Spiegel

Wolfgang Schäuble si dimette? L’anticipazione in un’intervista allo Spiegel

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha lasciato intendere nel corso di un’intervista al settimanale tedesco Spiegel, nelle edicole sabato 18 luglio, che non scarterebbe affatto l’idea di dare le dimissioni qualora i negoziati con Atene prendessero una strada diversa da quella da lui prevista. Nell’intervista si punta molto sul dissidio tra lui e la cancelliera Merkel, che avrebbe tenuto una linea meno dura contro la Grecia. E il ministro ha riconosciuto che vi sono “gravi divergenze di opinione”. Il ministro ha precisato che le divergenze “fanno parte della democrazia”. Poi aggiunge: “Ciascuno ha il suo ruolo da giocare. Angela Merkel è la cancelliera, e io sono il ministro delle Finanze. I politici fanno derivare la loro responsabilità dalle loro funzioni. Nessuno può contraddire questo assunto. Se qualcuno non la pensa così, allora potrei andare dal presidente della Repubblica e consegnargli le mie dimissioni”.

Insomma, Wolfgang Schäuble sembra voler parlare alla cancelliera e al partner di governo, la SPD, che durante il dibattito al Bundestag sul terzo piano di aiuti alla Grecia, lo ha contestato duramente, dicendo loro che o si segue la strada da lui indicata della Grexit, oppure potrebbe andarsene da un governo che non lo riconosca come il vero leader economico della Germania e dell’Europa. È questa la sfida lanciata da Schäuble, e che ha scatenato innumerevoli polemiche nel fine settimana tedesco. Il giornalista dello Spiegel non crede alle sue orecchie, e insiste: “Lo pensa sul serio?”. La risposta di Schäuble è lapidaria: “No, perché io e la Merkel abbiamo una costante: sappiamo di poter contare l’una sull’altro”. Insomma, prima minaccia, poi addolcisce la pillola. In realtà, Schäuble sa benissimo di poter contare oggi, su un numero cospicuo di parlamentari del Bundestag a lui molto vicini, almeno una sessantina, che hanno già dato prova di allontanarsi dai diktat della Merkel votando “no” nel Bundestag al piano di aiuti greco. E la Merkel sa bene che se le vengono meno quei voti, potrebbe aumentare il peso specifico della SPD nel suo governo.

La tesi della Grexit, di cui Schäuble è il grande tessitore, è ormai il tema dirimente nell’opinione pubblica tedesca, spinta anche da alcuni quotidiani popolari, come la Bild, che cavalcano l’onda di una sorta di rifiuto della borghesia tedesca a versare soldi per salvare uno stato del sud Europa. È la svolta che lo stesso Schäuble ha imposto ai popolari europei e ai conservatori del continente, ben felici di poter assecondare un’uscita della Grecia, e non solo della Grecia, dal nucleo economicamente forte delle nazioni dell’Europa centrale. Nell’intervista lo stesso Schäuble si definisce “spietato” nella gestione della vicenda greca, proprio perché ritiene di essere consapevole “di rappresentare il 72% dell’opinione dei tedeschi”. Insomma, il sasso è stato lanciato. Spetta ad Angela Merkel decidere cosa fare.

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