Un atto scandaloso: il Parlamento Europeo accetta il TTIP, negoziato in segreto e criticato aspramente

Un atto scandaloso: il Parlamento Europeo accetta il TTIP, negoziato in segreto e criticato aspramente

Dopo aver ricevuto nella mattinata di mercoledì 8 luglio una bella lezione di politica europeista da Alexis Tsipras, il Parlamento europeo ha confermato la sordità e la cecità dinanzi alle grandi questioni contemporanee, e manifesta i propri limiti decisionali, imposti dalle lobby che stazionano a Bruxelles e a Strasburgo. Dopo l’incandescente dibattito sulla Grecia, i parlamentari europei hanno votato a favore del Rapporto sul cosiddetto TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America, negoziato in gran segreto per due anni e fonte di numerose e notevoli polemiche, la prima delle quali riguarda proprio il profilo antidemocratico di questo accordo. Una maggioranza di deputati europei hanno sostenuto il testo dell’accordo, 436, contro 241 contrari, e 31 astenuti. Elemento che aggiunge scandalo a scandalo è il voto favorevole dei socialisti democratici che fanno parte della grande coalizione coi popolari. L’ennesima scelta del PSE che conferma la totale subalternità politica e culturale alle scelte neoliberiste.

Incredibile ma vero, erano stati proprio i socialisti a scatenare una vigorosa polemica contro la destra per la questione centrale dei tribunali d’arbitraggio privati, pretesi dagli americani per la regolamentazione dei conflitti tra investitori e stati, al fine di proteggere le imprese proprio dalla legislazione dei Paesi in cui si installano. Per evitare eventuali abusi, i socialisti europei reclamavano una riforma del sistema, mentre i conservatori si sarebbero accontentati di banali aggiustamenti. Il conflitto aveva di fatto bloccato il processo di approvazione del testo. Mercoledì il colpo di scena: i deputati socialisti sono tornati sui loro passi e hanno votato con i conservatori un emendamento di compromesso che non menziona assolutamente i famosi tribunali di arbitraggio. Il Parlamento accetta invece “un nuovo sistema di regolamentazione dei conflitti per il quale gli affari saranno trattati in trasparenza da giudici professionali e indipendenti, nominati dai poteri pubblici, in udienza pubblica, e con la previsione di un meccanismo di appello”. Un sostanziale appoggio ai Tribunali di arbitraggio.
Una scelta pericolosa agli occhi di alcuni membri del gruppo socialista, soprattutto francesi, degli ecologisti, della sinistra radicale della GUE. Questi parlamentari hanno sostenuto che nessun argomento economico giustifica la creazione di tali istanze arbitrali. Si segnala il rischio che siano strumenti nelle mani delle multinazionali per aggirare le legislazioni nazionali e per ridurre la capacità di regolamentazione dei paesi europei. In ogni caso, la risoluzione approvata dal Parlamento europeo conferma la cosiddetta “eccezione culturale” e dei servizi pubblici e audiovisivi, e chiede che vengano riconosciute le indicazioni geografiche e la protezione dei dati personali.

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