Tour de France, ecco il vero Nibali

Tour de France, ecco il vero Nibali

Vincenzo Nibali (Astana) è un grande campione, e sulle montagne alpine, nella tappa numero 19 del Tour de France – da Saint-Jean-de-Maurienne a La Toussuire (138,0 km) – ha voluto ricordarlo a quanti se ne fossero dimenticati. Lo squalo dello stretto ha addentato uno a uno gli avversari, (ultimo sopravvisuto Pierre Rolland) arrivando da solo sul traguardo di La Toussuire dopo aver lasciato la compagnia della maglia gialla sul Col de la Croix de Fer, quando di chilometri da pedalare ne mancavano ancora 60. La grandissima prestazione di Nibali è testimoniata da alcuni dati significativi: giunto ai piedi della salita finale con 1’54” di vantaggio sul gruppo dei migliori, il messinese, nonostante i tanti chilometri di fuga, negli ultimi 18 km di scalata ha incrementato il proprio vantaggio su Contador e Valverde, portandolo a 2’25”.

Tra i migliori nell’ultima settimana, cresce il rammarico per la condizione non brillante palesata dal siciliano nella prima metà del Tour de France, complice anche la caduta nella sesta tappa, che ha lasciato più strascichi del previsto. A noi tifosi italiani ci basta sapere che il nostro campione ha ritrovato il colpo giusto di pedale e la mentalità necessaria per lanciarsi in imprese come quella di oggi, che zittiscono le critiche ricevute anche da parte dell’Astana, nella persona di Alexander Vinokourov. Dopo la decima tappa, quella in cui Nibali era giunto al traguardo con un ritardo di 4’25” da Froome, il general manager dell’Astana aveva dichiarato: “Questa giornata è stata una catastrofe. Nibali non è stato neppure in grado di tenere il ritmo di Fuglsang, che lo aveva aspettato. Così abbiamo dato il via libera a Jakob in chiave classifica. Vincenzo avrebbe bisogno di un meccanico bravo, perché qualcosa si è rotto nella sua testa”. Caro Vinokourov, del meccanico non c’è stato bisogno, delle tue scuse, invece, si sente sempre di più l’esigenza. Se dovesse uscire, come sembra, dalla Grande Boucle in ottima condizione, il siciliano potrebbe anche prendere parte alla Vuelta a Espana per vincerla nuovamente. Anche se Fabio Aru è al Sestriere per preparare la corsa spagnola, e la convivenza tra i due potrebbe non essere semplicissima.

Con la sua coraggiosa azione da lontano, Nibali recupera tre posizioni in classifica generale, arrivando a occupare la quarta piazza a 6’44” da Froome (Sky). Alejandro Valverde (Movistar), terzo in classifica, è distante 1’19”. Il podio non è ancora sfumato per il siciliano. Oltre a Nibali, però, anche Nairo Quintana (Movistar), finalmente, ha battuto un colpo, scattando in faccia a Froome (Sky) a 5 km dalla conclusione, dimostrando di possedere una classe sopraffina quando la strada si impenna. Il colombiano ha guadagnato 30′ sul rivale, che mantiene ancora un vantaggio di ben 2’38” in classifica. Vedendo lo stato di forma di Quintana, viene da pensare che la Movistar, con una tattica più accorta e con un Valverde al servizio del proprio capitano, avrebbe potuto mettere maggiormente in crisi Froome, che già ieri aveva mostrato qualche piccolo segno di cedimento. Il rischio è che Quintana si ritrovi sul secondo gradino del podio di Parigi a guardare il sorriso di Froome con un pizzico di rammarico.

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