Tornano a volare sul Campidoglio i retroscenisti ad orologeria

Tornano a volare sul Campidoglio i retroscenisti ad orologeria

I retroscenisti ad orologeria sono tornati in azione, ricostruendo una discussione telefonica a dir poco accesa tra il sindaco Marino ed il neo-assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, discussione che non c’è mai stata. Motivo del contendere sarebbe stata la sospensione dal servizio del conducente dell’Atac che si era ripreso e messo in Rete, e che aveva denunciato i punti deboli e lo stato di crisi dell’azienda dei trasporti capitolina. Marino aveva appoggiato la sospensione decisa dall’azienda, mentre Esposito si era detto favorevole ad altro percorso disciplinare. Tutto qui. E puntuale, giovedì mattina, è arrivata la solita raffica di messaggi e di smentite dal Colle Capitolino, e tra queste, quella naturalmente del sindaco Marino, con il suo ufficio stampa: “Nessuna telefonata tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e l’assessore alla mobilità Stefano Esposito a proposito della decisione di Atac di sospendere un suo dipendente. Il colloquio, di cui si parla sulla stampa, non si è mai verificato e i retroscena fatti scaturire da questa ricostruzione sono perciò privi di ogni fondamento”.

Lapidaria, dunque la presa di posizione del primo cittadino che viene confermata anche dallo stesso senatore-assessore Esposito, che sempre giovedì mattina ha detto la sua dai microfoni di Radio Popolare: “Abbiamo opinioni diverse sull’argomento, ma devo dire, peraltro, che la ricostruzione della telefonata è del tutto inesistente, non ci siamo neanche parlati sull’argomento. Abbiamo un’opinione diversa, i giornali naturalmente ingigantiscono, ma la telefonata non c’è mai stata. Tra me e Marino una cosa ci unisce: l’idea che si rispettano le regole e si lavora per la legalità. Ovviamente evitiamo per uno spintone di condannare qualcuno all’ergastolo. Io e il sindaco abbiamo i nostri caratteri, ma un unico obiettivo, perché sennò io non avrei accettato la sua proposta e Marino non me l’avrebbe fatta. Ci conosciamo”. Quanto ai retroscena, poi, sempre Esposito entra nel merito di alcune notizie diffuse ad arte e che parlano della questione delle deleghe ‘tolte’ al vicesindaco, Causi. Anche in questo caso il senatore-assessore Esposito è più che chiaro: “Si vuol montare un retroscena che non esiste. Non ero nella stanza, ma conoscendoli, Causi ha accettato l’incarico sapendo perfettamente quali erano le deleghe che gli sarebbero state assegnate. Purtroppo noi siamo oggetto, come è giusto che sia, dell’attenzione dei media, io però non mi faccio condizionare. L’idea che dietro questa cosa, chissà quale disegno, volontà punitiva… Marco Causi si è messo onestamente a disposizione come l’ho fatto io. Io non sono andato a trattare una delega in più o in meno. Ho detto al sindaco: ‘Cosa pensi che ti serva? Bene, è questo? Pronto a disposizione’. E così ha fatto Causi”.

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