Follia ultras, prima udienza a Roma per l’omicidio di Ciro Esposito

Follia ultras, prima udienza a Roma per l’omicidio di Ciro Esposito

Prima udienza, nell’aula bunker di Rebibbia, per il processo a carico di Daniele De Santis, l’ultrà romanista accusato dell’omicidio di Ciro Esposito. Nell’aula, a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, i familiari del giovane tifoso partenopeo ferito a morte, lo scorso 3 maggio, a poche ore dalla finale di coppa Italia disputata da Fiorentina e Napoli e l’ex capo degli ultras romanisti. Ad accompagnare De Santis, che ha partecipato all’udienza in barella per via della ferita al piede destro rimediata negli scontri culminati con il ferimento di Ciro, un piccolo gruppo di amici e familiari. Presente anche l’avvocato Alfredo Avella, che ha chiesto e ottenuto dai giudici della terza corte d’Assise l’ammissione del comune di Napoli come parte civile nel procedimento, in relazione al solo De Santis. “Credo che sia la prima volta che il comune di Napoli si costituisce parte civile in un procedimento che si tiene al di fuori del suo territorio. Si tratta di rappresentare il tifo buono, anche per rappresentare una parte sana della città di Napoli”. Oltre a Daniele De Santis, nel medesimo processo, è imputato anche il tifoso napoletano Gennaro Fioretti, accusato di del reato di rissa. La posizione di Alfonso Esposito, stralciata pochi mesi fa per un difetto di notifica ma coinvolto nel procedimento, verrà chiarita nell’udienza di giovedì, quando il gup di piazzale Clodio sarà chiamato a decidere sul suo eventuale rinvio a giudizio. In aula la madre del giovane rimasto ucciso che ha accettato di parlare con la stampa: “Finalmente inizia il processo, anche se per me dovrebbe finire oggi. Ormai i fatti sono evidenti. Sono certa che la giustizia trionferà”. Per quanto riguarda gli striscioni ingiuriosi nei suoi confronti apparsi nel corso di un match di campionato disputato nella capitale qualche mese fa, Leardi ha affermato: “Non importa degli striscioni e dei cori allo stadio. Sono una mamma che sta facendo di tutto per eliminare la violenza negli stadi. Queste persone devono solamente vergognarsi. Piuttosto dovrebbero unirsi a me in questa lotta che sto portando avanti”. Tornando ai contenuti della prima udienza, i giudici della terza Corte d’Assise di Roma, dopo aver accolto la richiesta di costituzione civile del comune di Napoli, hanno respinto una questione sollevata dai difensori di parte civile relativa all’ammissibilità della perizia con cui i carabinieri del Racis hanno ricostruito la dinamica dei fatti.

 

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