Roma Capitale, tanti candidati e nessun candidato per il dopo-Nieri. La spola di Marino con il Nazareno e le prese di distanze di Sel

Roma Capitale, tanti candidati e nessun candidato per il dopo-Nieri. La spola di Marino con il Nazareno e le prese di distanze di Sel

Dopo le dimissioni del vicesindaco di Roma, Nieri, per il mondo della politica capitolina, è stata l’ennesima giornata scandita dalle anticipazioni e dalle smentite su chi prenderà il posto del braccio destro di Marino in Palazzo Senatorio. Il commissario del Pd capitolino, Orfini ha seccamente smentito la sua candidatura, e praticamente tutti i nomi che sono stati lanciati in questo vero e proprio toto-nomine. Tra i nomi, quello di Lorenza Bonaccorsi, vicina politicamente al presidente del Consiglio Renzi e romana. Lei stessa però non ha preso in considerazione questa ipotesi: “Sono fantasie di luglio…”. L’unico che non ha escluso la possibilità di insediarsi al fianco del Sindaco, è stato l’assessore alla legalità, Sabella; poche parole le sue, che lo tengono, in caso di emergenza, ancora in pista: “Non ci ho mai pensato. È troppo prematuro, non lo so. Non avevo messo in conto nella mia vita una ipotesi di questo tipo”. Sabella, che già guida da commissario l’amministrazione del Lido di Roma (Ostia), ha anche rilevanti impegni nell’azione di controllo e monitoraggio degli appalti. Sfilarlo da questi delicati incarichi potrebbe rappresentare un indebolimento della Giunta su questo fronte.

Fino a tarda serata i rumors sono comunque finiti nei congelatori. Nessuno aveva più voglia di parlare. Ma ripercorriamo, ora per ora, questa torrida giornata. Marino, dopo una mattinata iniziata nella sua stanza che domina i Fori, ha presenziato nella sede di Ama, ad una conferenza sulla gestione dei rifiuti a Roma, dove ha elegantemente aggirato le domande dei giornalisti su chi rimpiazzerà Nieri nel ruolo di vicesindaco. Poi, breve ritorno in Campidoglio, l’incontro con il nuovo presidente della Comunità ebraica romana, Ruth Dureghello, prima donna in assoluto in questo ruolo, che alla fine dell’incontro racconta: “È stato davvero piacevolissimo. Ci siamo confrontati con i grandi temi della Capitale e sul ruolo della comunità all’interno della città. Abbiamo condiviso dei temi che abbiamo a cuore soprattutto l’importanza per l’Italia di avere presto un Museo della Shoah, nei tempi più brevi possibili. Immaginiamo sia una necessità impellente. Abbiamo invitato il sindaco per la Giornata europea della cultura ebraica che si terrà il 6 settembre. Ci siamo ripromessi di continuare a lavorare insieme e ci siamo nuovamente messi a disposizione come sempre confermando il nostro impegno”.

Poi, Marino, nelle ore più calde della giornata, si è spostato al Nazareno, dove ha incontrato il commissario del Pd romano, Orfini. Troppi i pensieri e le pressioni sul sindaco. Solo il suo partito, questa è la speranza, dovrebbe tirarlo fuori dalle sabbie mobili. Tornare ad animare la casella politico-amministrativa del vicesindaco è un passaggio vitale per gli equilibri, oltre che nel Pd, anche a sinistra con l’alleato Sel, che è maggioranza in Comune ed in Regione.

Smeriglio (vicepresidente Lazio): “La verità è che Sel, da ora è in appoggio esterno alla Giunta Marino”

Se Orfini esclude tensioni con il partito di Vendola, le affermazioni del vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio e quelle della nota ufficiale che segue alla riunione del Gruppo in Campidoglio non darebbero certezze di stabilità alla Giunta. Più che chiaro Smeriglio: “Dopo un nanosecondo dalle dimissioni di Nieri la cattiva stampa e la pessima politica sono impegnate nel totonomi come se si trattasse di figurine e non di persone. Il mio nome ideale per il dopo Nieri rimane Nieri o al massimo Pizzaballa, visto che sembra una discussione da bambini di fronte alle figurine. La verità è che Sel, a Roma, da ora è in appoggio esterno alla giunta Marino. Ora sta al sindaco spiegare alla città cosa vuole fare e con quale squadra”.

Il Gruppo Sel in Campidoglio: “Valuteremo insieme al partito la natura del rapporto con maggioranza ed esecutivo”

Anche la nota, dopo la riunione del Gruppo in Campidoglio, è certamente interlocutoria, con il Pd, ma chiede strade di governo decisamente diverse da quelle percorse fino ad ora: “Siamo ancora colpiti dalle repentine dimissioni del vicesindaco, vittima di una campagna infamante fondata sul nulla, come siamo colpiti dalla velocità con cui queste dimissioni sono state accettate. Riteniamo che oggi sia indispensabile aprire una nuova fase per Roma, in controtendenza rispetto agli ultimi due anni. Nella prima fase abbiamo concentrato gli sforzi su obiettivi di risanamento di bilancio con l’ottica di equità sociale per contrastare la ferocia delle politiche nazionali di austerità e i lasciti del malgoverno del centrodestra. Il futuro politico della nuova fase deve avere obiettivi chiari e raggiungibili per la città – si legge nel comunicato – legalità, lotta alla corruzione e alle organizzazioni criminali e mafiose, rigenerazione della macchina amministrativa, sviluppo sociale ed economico, conversione ecologica, lavoro, decoro, mobilità, periferie, revisione del contratto decentrato per i dipendenti capitolini, deroga al Patto di Stabilità, e Giubileo. Per quanto ci riguarda la riorganizzazione complessiva di Giunta, Dipartimenti e Commissioni deve essere funzionale ad obiettivi che interessano la città e i suoi cittadini, e non frutto di dinamiche di spartizioni partitiche e correntizie locali e nazionali. In base a questo impianto valuteremo insieme al partito quale sarà la natura del rapporto con la maggioranza e l’esecutivo”. La nota è stata sottoscritta unanimemente da Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio, Gemma Azuni, vicepresidente Aula Giulio Cesare e consigliera comunale di Sel, Imma Battaglia e Annamaria Cesaretti.

Peciola: “Sono due anni che il Pd mina l’alleanza di governo a Roma”

Ma da registrare c’è poi una seconda dichiarazione, questa sì meno rassicurante del capogruppo Sel Peciola ai microfoni della radio dell’università Niccolò Cusano e che è un vero e proprio atto d’accusa alle politiche renziane nella città eterna: “Sono tanti i poteri forti contro questa giunta. In questi anni a Roma sono successe cose incredibili: monopolio dei rifiuti, sindaci e assessori che facevano riunioni in sedi private di costruttori romani, i Fori Imperiali erano aperti al traffico. Da due anni a questa parte tutto questo non c’è più. I costruttori prima di noi avevano una libertà di azione che ora non hanno. Tutto questo dà fastidio a qualcuno. Abbiamo chiuso Malagrotta e c’era un regime di monopolio dei rifiuti. Anche questo dà fastidio. Questo cambio di rotta avviene anche in virtù di un’alleanza che è di centrosinistra (Pd e Sel). Sono due anni che questa alleanza viene minata dal Pd. Noi parliamo di temi e qualcun’altro parla di poltrone. Orfini tiene a questa alleanza, evidentemente vuole riportare questa esperienza in una dimensione nazionale. Mi sembra che invece Renzi utilizzi Marino per motivi elettorali, ci specula sopra. Dopo le sconfitte alle amministrative, sui giornali c’era Marino e non Renzi, perchè lui è bravo nella comunicazione e in quei giorni ha dato in pasto Marino alla stampa. Se il Pd ci vuole aiutare, anzichè fare ingerenze politiche solo per questioni di poltrone, ci desse una mano a trovare i soldi per il Giubileo”.

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