Riforma scuola, Pantaleo (FLC-Cgil): Oggi è stata scritta un’ulteriore pagina nera per la nostra democrazia

Riforma scuola, Pantaleo (FLC-Cgil): Oggi è stata scritta un’ulteriore pagina nera per la nostra democrazia

Dopo il secondo passaggio al Senato due settimane fa, col maxiemendamento sul quale è stato posto il voto di fiducia, la riforma della scuola targata Renzi-Giannini è legge dello Stato. La Camera ha approvato in terza lettura giovedì 9 luglio il testo di legge pervenuto dal Senato, con appena 277 voti a favore. La reazione sociale e sindacale contro l’approvazione definitiva della legge è stata durissima, forte, imponente. In particolare, il segretario della Federazione dei lavoratori della Conoscenza, Domenico Pantaleo, ha diffuso un comunicato che qui di seguito riportiamo integralmente. 

“Il Governo, in modo arrogante e autoritario, ha imposto l’approvazione di una legge che accentua le disuguaglianze sociali e territoriali, demolisce ulteriormente la scuola pubblica, cancella diritti e libertà, non risolve il problema della precarietà per docenti e ATA e riduce gli spazi di democrazia e partecipazione. Molte norme contenute nella legge sono di dubbia costituzionalità e anche questo aspetto andrebbe attentamente valutato prima della promulgazione della legge.

Questo Governo è lontano anni luce dai problemi veri della scuola e non ha voluto aprire alcun confronto con le tante lavoratrici e lavoratori, studenti, famiglie, sindacati e associazioni che hanno presentato, con tantissime mobilitazioni, importanti e dettagliate proposte, dimostrando così di essere forza maggioritaria nel respingere i contenuti della legge.

Con questa legge si dà un colpo di grazia alla scuola di massa e si finisce per garantire un’istruzione di qualità solo ai figli dei ceti più ricchi, lasciando a tutti gli altri l’accesso ad un sapere minimale e un inserimento precoce nel mondo del lavoro, ammesso che quel lavoro ci sia.

La mobilitazione continuerà con tutti i mezzi possibili per contrastare l’applicazione di una legge che riporta indietro il sistema di istruzione del nostro Paese, negando giustizia sociale e democrazia”.

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