Renzi improvvisa il “patto con gli italiani”. In realtà sarà con Berlusconi. Tanti spifferi da Palazzo Chigi

Renzi improvvisa il “patto con gli italiani”. In realtà sarà con Berlusconi. Tanti spifferi da Palazzo Chigi

Al ministero dell’Economia non sapevano niente, non avevano notizie su quanto Renzi Matteo avrebbe affermato nella chilometrica relazione all’Assemblea nazionale del partito di cui è segretario.  A dire la verità pare che nessuno aveva mai sentito parlare del “Contratto dell’Expo” il “patto con gli italiani” che ci avrebbe fatto tutti più ricchi nell’arco di tre anni. Neppure quelli del suo “cerchio magico” come oggi va di moda, e un capo senza cerchio magico, donne soprattutto, è un poveraccio che non conta niente, potevano pensare ad una trovata geniale come quella che Renzi andava prospettando. Perché davvero si tratta di un colpo d’ala che solo un grande propagandista poteva pensare, un piazzista si chiamavano in altri tempi le persone cui veniva affidato di vendere un po’ di tutto. Ci sono ancora quelli che girando nei piccoli paesi, su camioncini che tengono l’anima con i denti, ti vendono dalla camicia da notte all’ultimo modello di ventilatori, alla stoffa per farti un vestito alle scarpe all’ultima moda, fasulle ovviamente.  Da questo punto di vista Renzi è il più bravo al mondo.

Al ministero dell’Economia non l’hanno presa bene.  Padoan in seconda battuta

Non solo al ministero dell’Economia non l’hanno presa bene. Padoan è il ministro che si muove solo in seconda battuta con l’incarico di sondare il terreno nei meandri della tecnoburocrazia europea su un eventuale superamento dei vincoli di bilancio dovuto ai provvedimenti antitasse annunciati dal  premier-segretario. Risulta chiaramente dalle diverse interviste rilasciata dopo il Renzi show che il ministro non ne sapeva niente tanto che rimanda tutto alla “local  tax”, altro giochino per cui da una parte diminuisci le tasse nazionali poi saranno gli enti locali, cui vengono sottratti soldi indispensabili per i servizi ai cittadini, ad aumentare i tributi di loro spettanza. Anche a Palazzo Chigi sono stati presi alla sprovvista e, da qualche giorno, nei corridoi dove si aggirano le truppe renziane, se ne dicono di cotte e di crude. Ci sono tanti spifferi. Naturalmente nessuno ci metterà mai il suo nome. Ma la realtà è che chi frequenta i corridoi del Palazzo non ha più la granitica certezza sull’operato del premier, qualche crepa si comincia ad intravedere nell’operato dell’uomo solo al comando, la perdita di due milioni di voti, mezzo milione dicono i renziadi, non è comunque  uno scherzo. Non sono solo minoranze del Pd che, a scoppio ritardato, si sono accorte del bluff di Renzi, hanno ascoltato, quasi messi ko, più di un’ora di parole in libertà, storditi dalle promesse fatte agli italiani, soldi perfino ai pensionati cui Renzi, al momento in cui emise la “donazione” di 80 euro per i lavoratori, promise che anche loro avrebbero avuto soddisfazione. Certo devono attendere fi no al 2018, elezioni a portata di mano, ma, come si dice, meglio tardi che mai. Poi i vari Bersani, Speranza, Gotor,  Cuperlo, i quali restano nel  Pd convinti che ancora possano contare qualcosa, malgrado gli schiaffi presi dal premier, si sono accorti che qualcosa non andava. Giustamente hanno obiettato: ma come, togli  la tassa sulla prima casa anche a chi possiede una villa del valore di centinaia di milioni? Bene, bravi. Ma il “patto con gli italiani” proposto dal segretario-premier è qualcosa che va al di là delle elargizioni come ai tempi dei signorotti feudali.

Un disegno politico per superare le crescenti difficoltà del governo e del Pd

È un disegno politico di uno che avverte le difficoltà cui va incontro il capo del governo e del Pd. E lui presenta, se così si può dire, un disegno strategico. Certo il piano triennale, il “contratto dell’Expo”, ha bisogno di finanziamenti di ben 25 miliardi, difficilmente rintracciabili. Occorre non superare la soglia del 3% , altrimenti la nostra economia entrerebbe in una  crisi devastante. Bisogna cominciare a individuare le fonti di possibili entrate. Sulla carta si può scrivere di tutto, di più. Perché il vero obiettivo di Renzi, ora e subito, è quello di  spostare l’opinione pubblica, come si dice, dai guai del suo governo e del suo partito, a partire da qual complesso di cose che si chiama “questione morale” che lui ha ignorato in un discorso durato più di un’ora di tempo. Ha bisogno di mettere il bavaglio e chi, nel Pd, gli si oppone,  ai “musi lunghi”, tipico linguaggio dei boy scout, “visi pallidi”, così dicevano una volta ma ora c’è chi potrebbe offendersi. Così improvvisa una grande operazione di chirurgia estetica. Non è un caso che abbia usato parole e toni berlusconiani, cosa che ha fatto arrabbiare le minoranze dialoganti. Da Palazzo Chigi, ambienti bene informati, viene data una spiegazione molto logica. Usa il linguaggio berlusconiano, vi ricordate il patto con gli italiani siglato dal cavaliere o ex nella arena di Bruno Vespa, leggi Porta a Porta? Bene.  Renzi si traveste da Berlusconi perché punta ad una alleanza, un nuovo patto del Nazareno, non scritto magari, ma reale. Le truppe verdiniane non sarebbero che l’avanguardia, poi arriverebbero le masserizie. In fondo “partito della nazione” e “partito repubblicano” hanno già oggi molto in comune. Si tratterebbe di una operazione  semplice:  il Pd renziano è un partito di centro, e siamo benevoli, che guarda a destra. E la destra, malgrado le grida di Salvini, è pronta all’imbarco. Tutti possono imbarcare tutto e tutti. Bisogna creare il clima, le tasse sono il terreno preferito. Ma, questa la seconda ipotesi, prima di arrivare alla approvazione di un provvedimento in questo senso saranno i “musi lunghi” a mettersi di traverso. L’uomo solo al comando farà appello agli italiani, lui voleva fare il bene del popolo. Glielo hanno impedito, non resta che il ricorso alle urne con un accordo già stabilito con le destre unite. Già si vota per alcune grandi città, forse anche Roma e la Sicilia, si mette tutto insieme nel frullatore e via alle urne. Già ma con quale legge? Quella attuale che va bene sia a Renzi, sia a Berlusconi.

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