New Horizons: Plutone, un pianeta affascinante, anomalo e rivoluzionario

New Horizons: Plutone, un pianeta affascinante, anomalo e rivoluzionario

La sonda New Horizons ha viaggiato per più di 4,5 miliardi di chilometri per raggiungere Plutone, e dopo averne attraversato l’orbita si porterà nella cosiddetta Cintura di Kuiper, la vera e propria frontiera del nostro Sistema solare, dove si presume che incontrerà ogni genere di detriti ghiacciati della dimensione del pianeta nano ed altri oggetti che ne seguono le orbite.

La presentazione della traiettoria della sonda New Horizons e le nuove scoperte registrate e inviate sulla Terra, alla Nasa, è stata effettuata presso la prestigiosa Università Johns Hopkins, nel Maryland. Il capo del progetto New Horizons, l’astrofisico Stern, ha detto che ora la sonda “è a circa due milioni di chilometri dalla parte opposta di Plutone”, viaggiando a una velocità di circa 40.000 chilometri all’ora. “La sonda è in buona salute”, ha aggiunto, “e comunica con la Terra per un buon numero di ore”. Stern ha sostenuto che ci sono “montagne nella cintura di Kuiper”, e che Caronte, uno dei satelliti di Plutone, “è attivo, come dimostrano le foto giunte sulla Terra”. Hal Weaver, uno dei ricercatori, ha detto che “Plutone e Caronte cattureranno l’attenzione degli scienziati”, ma finalmente esistono immagini ad alta risoluzione di Idra, l’alto satellite plutoniano. Idra è “sorprendentemente più grande di quanto ci aspettassimo pur non essendo un pianeta, ed è costituito da acqua ghiacciata.

La ricercatrice Will Grundy si è invece soffermata sulle nuove immagini di Plutone, sulle diverse regioni del pianeta nano, sui poli, e sulle zone a più elevata attività. Accanto al polo superiore, “situato a ore due”, vi è un canyon,”estremamente profondo, da 6 a 9mila metri. Affascinante”. Il mistero di Plutone, infatti, dopo le rilevazioni di New Horizons, si riempie ancor più di fascino, dal punto di vista scientifico e astronomico, perché ancora non esiste una spiegazione sui canyon così profondo, sulle colline, sulle regioni minuscole. “C’è tantissima scienza interessante in questa sola immagine di Plutone”, ha concluso.

Cathy Olkin ha descritto le immagini di Caronte, il satellite più grande di Plutone, chiamato così in ricordo del traghettatore degli Inferi nella mitologia greca. La Olkin ha affermato che l’area oscura nei pressi del polo chiamato Mordor potrebbe essere una patina creata dai crateri delle regioni più luminose. Ed ecco la scoperta più interessante, astronomicamente: “Forse, la superficie di Caronte non ha più di cento milioni di anni, frazione temporale minuscola, astronomicamente”, ha detto la Olkin. “Queste montagne che si vedono nelle immagini sono spettacolari, potrebbero raggiungere 4000 metri d’altezza”, mentre la superficie di Caronte è ricoperta di azoto, ghiaccio e metano ghiacciato. “È la prima volta che vediamo un mondo ghiacciato che non orbita intorno ad un pianeta ghiacciato”, hanno detto gli scienziati della NASA. “Non c’è un corpo gigante che possa deformare Plutone regolarmente per riscaldarne il nucleo”, hanno rilevato gli scienziati, “così questo ci dice che non occorre riscaldare le maree per trasformare la potenza” di mondi ghiacciati – “è una scoperta eccezionale quella che abbiamo fatto in questi giorni e che stiamo monitorando”.

Il capo del team di New Horizons, Stern, ha concluso che “abbiamo oggi un pianeta piccolo e isolato che mostra attività dopo 4 miliardi e mezzo di anni. Ciò ci dice che questi pianeti minuscoli restano attivi per moltissimo tempo e credo che molti geofisici torneranno molto indietro nel tempo per capirne le ragioni”. E aggiunge che forse su Plutone potrebbe esserci H2O, l’acqua, ghiacciata, ma acqua in grandissima abbondanza. “Non abbiamo rilevato né geyser né criovulcani, il che significa che è una buona indicazione per la conferma della presenza dell’acqua”. Stern ha aggiunto di sperare di trovare crateri che siano “le finestre verso il nucleo, anche per effettuarle analisi di chimica organica, per eventuali tracce sulla superficie o nell’atmosfera.

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