Roma, caos metropolitane. Uno sciopero mai dichiarato manda in tilt il servizio

Roma, caos metropolitane. Uno sciopero mai dichiarato manda in tilt il servizio

L’unica Metro che a Roma funziona senza alcun problema, parte ed arriva puntuale, è la Linea C, il troncone semi-sotterraneo e semi-sconosciuto, che dalla stazione di Pantano-Montecompatri, estrema periferia sud-est di Roma, porta a poche centinaia di metri da Piazza San Giovanni, ma solo i pochi viaggiatori che la frequentano conoscono il motivo: i convogli non hanno il macchinista che deve timbrare o controllare lo stato di salute del convoglio che deve condurre. Questa l’unica nota positiva, per gli utenti di Metro e Ferrovie in concessione, di queste incandescenti giornate romane, dove uno sciopero, mai dichiarato, ma di fatto quotidiano, sta letteralmente mettendo in ginocchio il sistema della mobilità capitolina, ed in particolare di quella delle linee di metropolitana A e B e della Roma-Ostia. Tutta colpa di un ‘ritocco’ al regolamento aziendale sui contratti (atto unilaterale lo definiscono i sindacati e fatto senza alcuna concertazione ndr) e legato alle dinamiche di inizio e fine turno di lavoro. L’azienda, infatti, con un provvedimento entrato in vigore in questi giorni, obbliga i conducenti (solo quelli di Metropolitane e Treni delle Ferrovie in gestione a Roma Capitale) a timbrare il cartellino, mandando in pensione i vecchi registri con la firma dei dipendenti che iniziano o terminano il loro turno. Come detto non si tratta di una vera e propria agitazione sindacale, ma, come fanno sapere alcuni dipendenti, che non si comprende bene a quale sindacato appartengano, di uno ‘sciopero bianco’. Nella sostanza, una volta in servizio i macchinisti applicano alla lettera il regolamento, alla prima anomalia, o in assenza di revisione, i convogli non partono o tornano in deposito. Tutto questo, naturalmente, ha avuto in queste ultime 24 ore, effetti drammatici, con migliaia di cittadini in attesa lungo le banchine delle linee A e B e sulla Roma-Ostia, costringendo l’Atac ad impiegare lungo le stazioni, oltre 150 dipendenti per contenere i disagi. Due le inchieste avviate: la prima della stessa Atac sui rapporti fatti dai macchinisti sullo stato delle vetture, ovvero sui quei rapportini che consentono al conducente di far rientro, o addirittura di non uscire dai depositi, e la seconda dell’Autorità Garante per gli scioperi, che si è rivolta direttamente alla Prefettura per sapere se ci sono elementi tali da poter stabilire violazioni come l’interruzione di pubblico servizio.

Di Berardino (Cgil) contro il presunto sciopero bianco ma chiede all’azienda di aprire una fase di contrattazione

Quella di martedì è stata comunque la giornata del botta e risposta tra Marino ed i lavoratori e su tutte c’è da registrare la posizione della Cgil ed in particolare del Segretario di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino, che affronta il tema spinoso del presunto sciopero bianco mai indetto, ma nella sostanza messo in atto, almeno da una parte dei macchinisti. Sul punto Di Berardino è chiarissimo: “Se la notizia di uno sciopero bianco messo in atto dai macchinisti della Metro A e B, comportando ritardi dei treni e quindi disservizi per i passeggeri-utenti, è confermata, riteniamo che questo sia un atteggiamento sbagliato. Esiste una normativa da rispettare, la 146 – continua – che consente l’organizzazione di uno sciopero se ci sono argomenti di merito – continua -. Poi, il leader della Cgil entra nel merito dei cambiamenti di fatto imposti dall’Azienda: “Il Comune di Roma e l’azienda Atac non possono pensare di modificare l’assetto del servizio e l’organizzazione del lavoro, senza aprire una fase di contrattazione con le organizzazioni sindacali in cui rimettere al centro il tema della quantità e della qualità del servizio pubblico offerto ai cittadini, oltre al tema dei diritti e dei doveri dei lavoratori”.

La Cgil: “Quello che sta accadendo è il frutto di anni e anni di cattive gestioni”

Alla nota di Di Berardino segue quella più articolata della Cgil di Roma e del Lazio che “diffida chiunque dia una interpretazione errata delle proprie dichiarazioni. La Cgil ha 110 anni e ha sempre saputo da che parte stare, quella giusta: quella dei lavoratori e delle lavoratrici. Non si capisce come – si legge ancora nella nota – una dichiarazione del tipo ‘la Cgil sciopera nelle regole’, grazie alla fervida fantasia di qualcuno, possa diventare ‘la Cgil sta con l’Azienda’. Quello che sta accadendo a Roma è il frutto di anni e anni di cattive gestioni. La fatiscenza delle infrastrutture e la carenza di mezzi e personale, non sono una novità dell’ultima ora. I vertici aziendali, pur conoscendo perfettamente la realtà, continuano a rilasciare dichiarazioni che hanno il chiaro intento di scaricare sui lavoratori un disservizio evidente, con un gioco al massacro. In questo modo, lo ribadiamo, si sta mettendo a repentaglio l’incolumità dei lavoratori e lo stesso futuro dell’azienda pubblica, è da irresponsabili non vedere ciò che sta accadendo e soprattutto immaginare ciò che potrà accadere in un prossimo futuro. Poi la disponibilità del Sindacato che lascia aperta la porta al dialogo con l’Amministrazione Marino: “Domani (mercoledì ndr) ci sarà un incontro con l’amministrazione capitolina, proveremo per l’ennesima volta a spiegare le nostre ragioni, confidando in una presa in carico delle responsabilità che competono a chi si è preso l’onere di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e dei cittadini romani e non il contrario”.

Capitani (Filt): “Ecco i numeri sugli sprechi reali in Atac”

Ma su quella che ormai si profila come una nuova vertenza ed un nuovo fronte per Marino, da registrare la reazione anche del leader della Filt Cgil, Capitani che fornisce alcuni numeri decisamente interessanti sui buchi neri dell’azienda di trasporto pubblico: “Ecco alcuni dati che crediamo siano indicativi sui reali sprechi in Atac: sull’evasione tariffaria, a Milano vengono erogate sanzioni per 8 milioni di Euro, a Roma 1,5 milioni. Anche verso i fornitori l’Atm eroga sanzioni per 8 milioni di euro, Atac 0. Tutto questo in un’azienda che ha 80 dirigenti, di fronte ai 31 di Atm. Questi sono i veri sprechi, il mancato controllo dell’evasione, il numero assurdo di dirigenti (anche se in parte ridotto ultimamente). Questi sono i dati su cui vorremmo confrontarci con Atac, non sugli orari dei dipendenti che tra l’altro ormai lavorano in condizioni disumane, in stazioni piene di topi, rischiando aggressioni come avvenuto ben due volte negli ultimi giorni”.

Marino: “Il 40% dei macchinisti si rifiuta di timbrare il cartellino”

E poi, per chiudere, va assolutamente dato conto della posizione espressa dal Sindaco Marino e che ha incendiato le polveri in una azienda già in gravissime difficoltà: “Come è accaduto ieri – ha detto Marino- anche oggi molti treni delle metropolitane non sono usciti dalle stazioni, abbiamo avuto gravi rallentamenti, assembramenti di persone e disagi per le romane e romani che si sono spostati per lavoro o per altri motivi nella città e per i tanti turisti che giungono a Roma. Ho chiesto al direttore generale dell’Atac, il dottor Micheli, di mettere insieme una task force per studiare i comportamenti individuali e capire esattamente cosa sta accadendo, e se è il caso di arrivare a delle sanzioni. In questo momento abbiamo, purtroppo, il 40% del personale (si tratta naturalmente della percentuale dei soli macchinisti ndr) che si rifiuta di timbrare il cartellino. Io credo – aggiunge Marino – che questo sia inaccettabile. Dobbiamo proseguire con il nostro atteggiamento che è di naturale severità, rispetto ai dipendenti dell’Atac, fino a quando il problema sarà risolto. Per me risolvere il problema significa avere da un lato i dipendenti dell’Atac che lavorano con attenzione e diligenza e che timbrano il cartellino, e ce ne sono molti che lavorano bene, dall’altro avere i nostri treni che ritornano alla normalità per offrire il servizio giusto alla città. Nello stesso tempo il dott. Micheli ha disposto che circa 120 uomini siano sulle banchine della nostra metropolitana per aiutare le persone nei momenti di massimo addensamento del pubblico a causa del rallentamento dei treni. Ho parlato con il Prefetto perché sia informato, minuto per minuto, di ciò che accade in modo da poter lavorare tutti insieme come una grande squadra per il bene della città e per restituire un servizio adeguato a una Capitale del G7”.

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