Mafia Capitale, due fuggitivi arrestati a Santo Domingo. Per loro mandato d’arresto per una truffa milionaria alla Marina Militare

Mafia Capitale, due fuggitivi arrestati a Santo Domingo. Per loro mandato d’arresto per una truffa milionaria alla Marina Militare

Sono stati catturati dagli agenti dell’Interpol domenicana Massimo Perazza e Andrea D’Aloja ricercati in ambito internazionale perché coinvolti in uno dei filoni dell’inchiesta Mafia capitale. I due latitanti sono stati presi nel corso di un’operazione che si è svolta nella città di Cabarete e sono stati trasferiti negli uffici di Santo Domingo, dove sono state avviate le pratiche per l’estradizione in Italia. I due latitanti sono finiti sotto accusa per una presunta truffa ai danni della Marina Militare italiana. I due latitanti, ora finiti in carcere, in attesa di essere estradati in Italia erano coinvolti in una maxi- frode all’erario da oltre 7 milioni di euro per l’acquisto di 11 milioni di litri di gasolio da una nave, la ‘Victory I’ (nella foto prima del suo nafragio), mai attraccata in Sicilia nel porto di Agusta, per lo scarico dei carburanti destinati alle nostre navi militari. La Victory era infatti affondata e nell’oceano indiano ed alcuni dei suoi marinai risultano, ad oggi, ancora dispersi. Insieme a Perazza e D’Ayola, erano stati arrestati militari della Marina, nell’ambito dell’operazione ‘Ghost Ship’ condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma. I militari erano finiti sotto accusa proprio per le false forniture. In manette anche altre tre persone. Anche in questo caso, luogo simbolo di appuntamenti era il distributore di Corso Francia a Roma dove si davano appuntamento anche l’ex estremista nero Massimo Carminati e gli altri esponenti di spicco di ‘Mafia Capitale’. Perazza, viene considerato dagli inquirenti, uno dei ‘terminali’ di Massimo Carminati. Perazza, insieme a D’Aloja e Lars P. Bogn, i primi due rappresentanti in Italia della Società O.W. Supply, mentre il cittadino danese ne era il titolare, si erano aggiudicati l’appalto con il Ministero della Difesa per i rifornimenti di carburanti. L’associazione criminale aveva organizzato secondo i finanzieri la consegna di milioni di litri gasolio al deposito della Marina Militare di Augusta, trasporto e consegna, come detto, solo sulla carta, però.

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