L’inchiesta sullo scandalo FIFA investe ora i principali sponsor. La Nike nel mirino degli investigatori

L’inchiesta sullo scandalo FIFA investe ora i principali sponsor. La Nike nel mirino degli investigatori

Le agenzie investigative americane che si occupano dell’inchiesta sullo scandalo corruzione in ambienti FIFA, la Federazione Internazionale del calcio, esaminano il comportamento di alcune multinazionali con forti legami, sia con la FIFA che con altri organismi del calcio. L’inchiesta deve verificare se sono stati commessi reati contro la legge federale americana sulla corruzione. Ancora nelle sue prime fasi, l’indagine non ha ancora condotto a provvedimenti significativi sul piano giudiziario, scrive l’Agenzia di stampa internazionale Reuters. Ma già nelle prossime settimane sembra che la Securities and Exchange Commissione americana incaricata dell’inchiesta potrebbe assumere delle iniziative clamorose.

Intanto, in Bolivia è già stato arrestato il capo della locale federazione del calcio, Carlos Chavez, con accuse pesantissime di corruzione nella gestione finanziaria. E le autorità giudiziarie della Svizzera e degli Stati Uniti proseguono l’inchiesta relative alla corruzione che ha coinvolto molti dirigenti del calico internazionale, dirigenti del settore marketing, e diverse multinazionali. A fine maggio, gli Stati Uniti, su richiesta dell’FBI, incriminarono 9 dirigenti del calcio, molti dei quali della FIFA, e 5 dirigenti esecutivi, per accuse di corruzione per un importo di 150 milioni di dollari.

Ora, però, si indaga su strani movimenti di denaro che pare abbiano coinvolto i principali sponsor, per ora tenuti segreti. Trapela il nome della Nike, dice la Reuters, che ovviamente ha chiesto di non rivelare il suo nome data la natura ancora riservata dell’inchiesta. E resta ancora segreta l’ampiezza delle indagini e il numero delle aziende multinazionali coinvolte nello scandalo. Per quanto riguarda la Nike, le stesse fonti giornalistiche avvertono che si tratterebbe di un accordo decennale di sponsorizzazione col Brasile per un totale di 160 milioni di dollari, siglato nel 1996, quando la nazionale brasiliana era sulla cresta dell’onda. E sebbene nelle carte giudiziarie l’azienda venga definita “Sportwear Company A”, non c’è stato bisogno di un mago per capire che fosse la Nike, scrive ancora la Reuters. Si tratta pur sempre di contratti in esclusiva.

E che il coinvolgimento della Nike nello scandalo fosse provato, lo dimostra anche il comunicato del portavoce della multinazionale nipponica, che scrive: “la Nike si impegna a collaborare con ogni inchiesta governativa sullo scandalo FIFA”. Più chiaro di così… Ma già nello scorso maggio, la Nike aveva sostenuto che il governo non aveva mosso alcuna accusa di violazione delle leggi federali sulla corruzione contro l’azienda. Evidentemente, in questi due mesi sono state raccolte più deposizioni e più prove. In ogni caso, la Reuters avverte che la legge federale contro la corruzione si applica esclusivamente ai funzionari pubblici, mentre la CBF, la Confederazione del calcio brasiliano, che ha siglato l’accordo di esclusiva con la Nike, è un’organizzazione privata. Tuttavia, la stessa legge federale americana prevede che i libri contabili di organizzazioni private possano essere requisiti per indagare su movimenti sospetti di denaro a favore di persone o enti pubblici. È appena l’inizio di un’altra storia che annuncia nuovi sviluppi.

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