Libia, i quattro italiani rapiti non sarebbero stati sequestrati da miliziani dell’Isis

Libia, i quattro italiani rapiti non sarebbero stati sequestrati da miliziani dell’Isis

 

I quattro italiani vittime di un rapimento due giorni fa a Sebrata, in Libia, mentre erano diretti all’impianto gasifero Eni di Mellitah “sono in mano ad una milizia tribale alleata del generale Khalifa Haftar”. E’ quanto ha spiegato il sottosegretario alla Difesa del governo di Salvezza libico di Tripoli, Khalid Sherif, intervistato da “Agenzia Nova”. Sherif ha aggiunto che “il luogo dove è avvenuto il rapimento era controllato dal ‘Jeish al Qabail’ (Esercito delle tribù) che sono alleati del generale Khalifa Haftar. Tali milizie sarebbero alle dirette dipendenze del comando militare dell’ovest della Libia guidato da Haftar e si tratta di una formazione mista composta sia da arabi che da berberi. Sherif conferma la notizia diffusa dai media libici secondo cui i quattro italiani sono stati portati in una località a sud di Mellitah aggiungendo che “si tratta proprio di una zona controllata dal Jeish al Qabail”. Inoltre il politico libico si sente di escludere, e questa sarebbe una buona notizia, almeno all’apparenza, “che i rapitori siano dello Stato islamico”. Va detto, però, che i rapitori potrebbero tentare di rivendere gli ostaggi ad organizzazioni radicali islamiche. Sia il Governo di Tripoli che fonti dell’intelligence, hanno escluso al momento contatti finalizzati ad una trattativa. L’esponente del governo di Tripoli ha però voluto assicurare alle autorità italiane “la massima disponibilità e cooperazione per arrivare alla loro liberazione quanto prima”. Va detto che sul terreno
 di questa ennesima crisi, l’Italia gioca una partita di grande rilevanza strategica. Il nostro Paese, malgrado gli avvertimenti della Farnesina sull’insicurezza assoluta nella regione, ha enormi interessi economici e tra questi quello legato alle risorse energetiche. Eni, anche se fa sapere di non avere italiani sullo scacchiere libico, ha enormi interessi e la stessa cosa vale per tante Pmi che hanno crediti milionari con l’ex regime di Gheddafi e che sperano nella pacificazione del Paese per recuperarli.

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