La Procura di Palermo iscrive nel registro degli indagati i due giornalisti dell’Espresso autori dello scoop su Crocetta

La Procura di Palermo iscrive nel registro degli indagati i due giornalisti dell’Espresso autori dello scoop su Crocetta

I giornalisti de l’Espresso, autori dell’articolo sulla presunta intercettazione tra il governatore Rosario Crocetta e il medico Matteo Tutino, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Palermo. Piero Messina è indagato per calunnia e pubblicazione di notizie false, Zoppi soltanto per questo secondo reato. Entrambi, sentiti dai pm in presenza dell’avvocato Fabio Bognanni, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Nella presunta intercettazione, la cui esistenza è stata smentita più volte dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, il medico del governatore siciliano, Matteo Tutino, ai domiciliari per truffa, avrebbe detto che l’ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, doveva saltare in aria come il padre Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992. Il settimanale l’Espresso ha sempre ribadito l’esistenza dell’intercettazione sostenendo la correttezza del lavoro dei due cronisti. Entrambi, ora, sono indagati per diffusione di notizia falsa, mentre Messina risponde del reato più grave di calunnia, perché avrebbe indicato come fonte della notizia un investigatore che avrebbe, invece, negato di avergliela mai riferita.

A questo punto pare fondata la richiesta di danni per 10 milioni di euro annunciata dal governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dopo le incredibili vicissitudini alle quali è stato sottoposto, sia dal suo stesso partito, che dal cosiddetto “tritacarne mediatico”.

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