La destra imbavaglia la libera stampa con la complicità del Pd

La destra imbavaglia la libera stampa con la complicità del Pd

Un emendamento presentato dal deputato Pagano di area popolare, è stato approvato in commissione alla Camera. Il tema, che può interessare i giornalisti, è quello dei video nascosti, spesso utilizzati nelle inchieste e anche per segnalare comportamenti sociali al limite della legalità. Il rischio, non risolto con certezza dall’articolato, è che inchieste con camere nascoste come quelle di Striscia la notizia, de le Iene o di Report, possano essere punite. Troppa discrezionalità, secondo molti, che non definisce con certezza il ruolo dell’informazione e la libertà necessaria allo svolgimento di questa funzione democratica.

L’emendamento Pagano, approvato e a nostro avviso da emendare, è questo: “Chiunque diffonda, al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, riprese o registrazioni di conversazioni svolte in sua presenza e fraudolentemente effettuate, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni”. “La punibilità – si legge ancora nell’emendamento – è esclusa quando le riprese costituiscono prova nell’ambito di un procedimento dinnanzi all’autorità giudiziaria o siano utilizzate nell’ambito di esercizio del diritto di difesa”.

Come si vede non c’è alcunchè che possa definire con certezza che la professione giornalistica non sia soggetta a questa norma.

L’emendamento Pagano fa parte della riforma del processo penale. Durante la mattinata i 5 stelle hanno occupato in 40 l’aula della Commissione giustizia e hanno parlato di una legge bavaglio. In conferenza stampa la relatrice Donatella Ferranti si difende di fronte a giornalisti che chiedono continue spiegazioni. Sembra che la dura contestazione da parte del mondo giornalistico abbia convinto alla presentazione di un emendamento “salva professionisti”. “La norma tanto chiacchierata del disegno di legge di riforma del processo penale in merito all’uso delle registrazioni tra privati è molto chiara e di garanzia. Si vuole impedire l’uso fraudolento delle conversazioni private ma, per essere ancora più chiari e togliere di mezzo qualunque allarmismo e strumentalizzazione presenteremo in aula un emendamento per escludere esplicitamente dalla norma l’esercizio legittimo di attività professionali”. Lo dice in una nota David Ermini, responsabile Giustizia del Partito Democratico.

Anche il Ministro Andrea Orlando ha sollevato dubbi sull’emendamento Pagano.

Durante la conferenza stampa è stata evidente la difficoltà della relatrice, Ferranti, Pd, ex magistrato, a definire con certezza che i rischi per i giornalisti non siano reali.

da articolo21.org

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