Roma Capitale, lascia l’incarico il segretario generale Iudicello. Pioggia di indiscrezioni ad orologeria per colpire il Sindaco

Roma Capitale, lascia l’incarico il segretario generale Iudicello. Pioggia di indiscrezioni ad orologeria per colpire il Sindaco

Non si arresta la pioggia di dimissioni e provvedimenti giudiziari in Campidoglio. Nella tarda serata di mercoledì, nuovo colpo di scena. Dopo una serie infinita di indiscrezioni, pubblicate su molti quotidiani, arrivano le dimissioni ‘eccellenti’ di quello che può essere considerato il numero due del Colle Capitolino: il Segretario Generale. Tutto è affidato ad una nota ufficiale partita da Palazzo Senatorio: “Il dottor Liborio Iudicello ha espresso la sua intenzione di lasciare l’incarico di Segretario Generale di Roma Capitale. Il sindaco Ignazio Marino ha cercato di far recedere il Segretario dalla sua determinazione ma ha poi preso atto della sua ferma volontà per evitare di continuare a lavorare in un clima di delegittimazione della funzione. Per il bene della corretta amministrazione di Roma Capitale si addiverrà ad una soluzione condivisa che prevede la risoluzione consensuale”. Poi, nella nota, parole di circostanza: “Il sindaco ha voluto esprimere sentimenti di gratitudine per la dedizione al lavoro e di rispetto per la professionalità e le qualità umane e morali del Dottor Iudicello”. Ma quella di ieri, per il Sindaco è stata una giornata decisamente pesante. Marino dopo la raffica di anticipazioni, vere o presunte, sul Rapporto top secret del Prefetto Gabrielli su Mafia Capitale, è andato al contrattacco chiamando in causa, il mondo dell’informazione: “Credo che invece di parlare attraverso commenti e opinioni, parlare attraverso informazioni dettagliate e numeri possa essere utile per tutti quegli osservatori che, negli ultimi mesi, stanno riempiendo i nostri quotidiani e media di informazioni di cui nessuno di questi grandi intellettuali era a conoscenza negli anni ’80 e ’90. Suppongo che tutte queste grandi firme vivessero anche loro all’estero, come me, se solo nelle ultime settimane si sono accorti di cosa rappresentano le spiagge chiuse, i camion bar o il censimento del patrimonio di case del Campidoglio che non esisteva. Di tutto questo si stanno accorgendo anche tutti questi grandi soloni, editorialisti e professori che sono arrivati evidentemente di recente nella nostra città”. Poi il Sindaco ha sferrato una duro colpo nel merito delle indiscrezioni del quotidiano la Repubblica su Mafia Capitale e sugli atti, che va detto, dovrebbero essere secretati, inviati dal Prefetto Gabrielli al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, divenuti, almeno in parte, di dominio pubblico. Marino, sul punto, non arretra di un millimetro: “Rispondo con le parole del procuratore Pignatone, quelle che tutti conosciamo e non le indiscrezioni di giornalisti che probabilmente non possono conoscere le carte visto che sarebbe un reato considerato che esse sono state indicate come altamente classificate dal prefetto. Noi tutti conosciamo quello che il procuratore Giuseppe Pignatone ha detto in Commissione Antimafia, per giudizio suo e non mio, e cioè che la mafia nella Giunta Alemanno aveva infiltrato i vertici dell’amministrazione fino ad arrivare ad avere un dialogo con gli uffici dello stesso sindaco. Questo non è potuto più avvenire con la Giunta Marino. Questo indica quella discontinuità naturale perché la natura della nostra Giunta è tale da essere assolutamente impermeabile alla criminalità organizzata”. Detto questo, va però detto che più che le carte del Prefetto Gabrielli, inviate al ministro Alfano, parlano i muri del Campidoglio e di alcuni Municipi. Probabilmente, alcuni dei giornali cartacei ed on line che hanno cavalcato l’onda lunga di mafia Capitale, su alcune cose hanno ragione, ma la verità è solo parzialmente nelle carte finite al Viminale. Molti dei dirigenti che sarebbero, secondo le indiscrezioni, sul punto di dover lasciare l’incarico su richiesta di Gabrielli, è una non notizia. In prima fila, c’era l’ormai ex Segretario Generale, visto che ha rassegnato nella serata di mercoledì le dimissioni, il Segretario Generale di Roma Capitale, Liborio Iudicello, che è riuscito a sopravvivere nell’incarico con Giunte di diverso colore politico ed in particolare con quella guidata da Gianni Alemanno, dove, ‘Mafia Capitale’ avrebbe costruito una gran parte dell’’impero’ Poi va detto che alcuni dei Dipartimenti e dei vertici delle società partecipate dal Campidoglio, (vogliamo ricordare le indagini su Ama, Me.tro. Eur Spa, Atac e Trambus e perdonateci se ne abbiamo dimenticata qualcuna ndr) sono già sotto inchiesta e dunque, se la parte politica è finita in disgrazia, perché dovrebbero restare al loro posto i ‘funzionari controllori’? E’ poi da scienziati dare per certo, o quasi, lo scioglimento di alcuni Municipi. Quello di Ostia ha visto prima indagato e poi arrestato il Presidente, poi ha visto ancora il Commissariamento con l’Assessore Sabella ed in queste ore si fa la previsione di un possibile scioglimento? Vogliamo poi parlare del VI Municipio, quello delle Torri, o meglio di Torbellamonaca? Qui, addirittura, pochi giorni fa si è consumata una battaglia intestina tra Polizia Locale e Municipio ‘politico ed amministrativo’, con tanto di sequestro di un’area autorizzata a svolgere attività di intrattenimento dell’Estate Romana, ma con autorizzazioni molto, molto, discutibili. E poi, va detto, che lo stesso Pd, con il Commissario romano, Orfini, ha chiesto al Presidente, Marco Scipioni di rassegnare le dimissioni. A far di conto sarebbero dunque due i Municipi da ‘rifondare’ ed almeno una ventina i dirigenti di prima fascia da sostituire nella macchina amministrativa di Roma Capitale. Accanto a questi, se la tempesta di abbatterà, come sembra, anche su due, forse tre Municipi, bisognerebbe ricalcolare…

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.