Istat: crollano gli occupati. Dramma per i giovani: disoccupati il 44,2%. La Cgil: “Il jobs act è fallito”

Istat: crollano gli occupati. Dramma per i giovani: disoccupati il 44,2%. La Cgil: “Il jobs act è fallito”

Brutte notizie dall’occupazione. In giugno si sono registrati 22 mila occupati in meno rispetto a maggio (-0,1 per cento) e 40 mila in meno rispetto al giugno 2014 (-0,2 per cento). A dirlo è l’Istat nei dati provvisori, precisando che si tratta del secondo calo congiunturale degli occupati dopo quello di maggio (-0,3 per cento). “I dati Istat, che evidenziano le oscillazioni mensili dell’occupazione, soprattutto quella giovanile, l’instabilità di quest’ultima e il legame proporzionale tra inattivi e disoccupati, dovrebbero trasformarsi in un elenco programmatico per il governo” commenta il segretario confederale Cgil Serena Sorrentino: “È ancora possibile modificare radicalmente il Jobs Act e varare vere politiche attive, un sistema di ammortizzatori che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, e un piano che crei nuova occupazione”.

Tornando ai dati Istat, l’Istituto rileva la crescita del tasso di disoccupazione di 0,2 punti rispetto a maggio, arrivando al 12,7 per cento. Nei dodici mesi il numero dei disoccupati è aumentato del 2,7 per cento (pari a 85 mila), mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto di 0,3 punti percentuali. Dalle rilevazioni, riprende l’esponente Cgil, emerge “un aspetto significativo, cioè che il legame tra inattivi e disoccupati è direttamente proporzionale”: in effetti, gli inattivi in giugno sono 131 mila in meno rispetto al giugno 2014, mentre nello stesso periodo i disoccupati aumentano di 85 mila unità, segno della crescita di partecipazione al mercato del lavoro. “Questo dovrebbe indicare al governo che occorrono vere politiche attive” afferma Sorrentino, ricordando anche che “ieri è stato sottoscritto l’accordo con le Regioni sul nuovo modello di Agenzia per le politiche attive, ma nulla si dice su cosa sia chiamata a fare questa nuova struttura e, soprattutto, non ci sono risorse”.

Continuando ad analizzare i numeri, l’Istat segnala il record del tasso di disoccupazione giovanile: in giugno sale al 44,2 per cento, toccando il livello più alto di sempre (ossia dall’inizio delle serie storiche mensile e trimestrali, nel primo trimestre 1977). La disoccupazione aumenta di 1,9 punti dal mese precedente, ma al tempo stesso si riduce il tasso di inattività di 0,2 punti. In merito alla disoccupazione giovanile, il segretario confederale Cgil ribadisce che “occorrono posti di lavoro e politiche di orientamento e formazione: quelle politiche attive che mancano nel Jobs Act e che non possono limitarsi a una dote di ricollocazione per chi esaurisce la Naspi, che non si sa bene né cosa sarà né come funzionerà”.

Serena Sorrentino, in conclusione, approfondisce anche il dato sugli occupati, che mostra oscillazioni mensili (in aprile +0,6 per cento, in maggio -0,3, in giugno -0,1 ma +0,1 nel trimestre), in particolare per l’occupazione giovanile, confermandosi quindi “instabile e di breve durata”. Per il segretario confederale Cgil “neanche in questo il Jobs Act dà risposte, ma il governo è ancora in tempo a modificare radicalmente i decreti non ancora emanati, in particolare quello sugli ammortizzatori e sulle politiche attive”. Guardando alla prossima Legge di stabilità, conclude Sorrentino, “l’esecutivo, per una volta, compia una scelta per il paese e non per un pezzo di interessi: smetta di dare soldi a pioggia alle imprese e finanzi un piano per il lavoro che crei occupazione, in particolare giovanile, sblocchi da subito il turn over nella pubblica amministrazione e faccia politiche di investimento legate alle nuove assunzioni”.

Fonte Rassegna.it

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