Blitz anti-camorra nel sud del Lazio. Arrestati imprenditori collusi, sequestrate aziende, immobili, auto e conti bancari

Blitz anti-camorra nel sud del Lazio. Arrestati imprenditori collusi, sequestrate aziende, immobili, auto e conti bancari

E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Frosinone e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli. Arresti, perquisizioni e sequestri di beni mobili e immobili, tra Lazio e Campania, per un ammontare di diversi milioni di euro nei confronti di appartenenti al clan camorristico dei “Casalesi”. Sarebbero quattro gli imprenditori finiti in manette nel cassinate, nella zona di Castrocielo e che già nel passato erano finiti in indagini legate alle infiltrazioni camorriste nel sud del Lazio. A fine operazione il risultato è stato più che lusinghiero: le persone arrestate dai militari della guardia di finanza di Cassino perché ritenute gravemente indiziate di appartenenza al clan camorristico dei Casalesi. I provvedimenti sono stati disposti gip di Napoli su richiesta della Dda del capoluogo campano per il delitto di cui all’articolo 416 bis. I quattro avrebbero avuto anche compiti di reimpiego dei capitali di provento illecito in attività economiche commerciali ed in particolare nel settore della commercializzazione di autovetture in Campania e nel basso Lazio. Le indagini hanno preso le mosse dall’analisi di alcuni arricchimenti ritenuti sospetti dalla fiamme gialle di Frosinone e da alcune reiterate irregolarità fiscali rilevate nei confronti di alcune società operanti prevalentemente nel settore della commercializzazione di autovetture. A seguito di approfondimenti investigativi, operati mediante indagini tecniche e attraverso l’acquisizione di convergenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, è emerso un grave quadro indiziario, condiviso dal giudice per le indagini preliminari, che ha consentito di individuare la fitta rete di prestanome, società e conti correnti utilizzati per reinvestire i proventi dell’attività illecita, oltre che nel settore dalla commercializzazione di autovetture anche nei settori immobiliari e della moda, operando prevalentemente in provincia di Caserta e di Frosinone, sempre in stretto collegamento e con le direttive dei vertici del clan dei casalesi. Oltre alle ordinanze cautelari, il gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo di 14 società, di numerose partecipazioni societarie, di 11 fabbricati, di 5 terreni, di una imbarcazione, di 83 autovetture e di 80 rapporti finanziari per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

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