Futuro a sinistra. Con Fassina nasce lunedì a Roma il primo comitato territoriale

Futuro a sinistra. Con Fassina nasce lunedì a Roma il primo comitato territoriale

Parte il lavoro per costruire una sinistra di  cambiamento, di governo per il futuro del Paese così come annunciato da Stefano Fassina nella assemblea tenuta poco più di una settimana fa al Palladium a Roma, subito dopo le sue dimissioni dal Pd. Lunedi 20, ore 18, a Roma, Centro Frentani, prima assemblea territoriale. La decisione di aprire un percorso per dar vita ad un nuovo partito ha avuto immediate ripercussioni in tutto il paese, fra tanti cittadini, lavoratori, associazioni. Una prima, importante risposta,  sta venendo  da quel “popolo democratico”  cui Fassina aveva fatto riferimento affermando: “Ho scelto di cambiare. Tra il Pd e il popolo democratico abbandonato dal Pd scelgo il popolo democratico”. “Vogliamo incontrare – aveva proseguito – chi non si è rassegnato all’esistente, chi non si arrende al dominio dei poteri  più forti. Vogliamo ascoltare chi domanda dignità della persona che lavora, uguaglianza, giustizia sociale, diritti civili, valorizzazione del nostro ambiente. Vogliamo lanciare una controffensiva culturale e politica allo svuotamento delle  democrazie nazionali e alla subalternità della famiglia socialista europea.” La  lotta dei lavoratori della scuola aveva occupato largo spazio nel corso del dibattito. Uno schiaffo al Parlamento, uno schiaffo all’universo della scuola. Una nuova “riforma” è già in cantiere al Senato, riguarda la Rai, un gran pasticcio che consegna la più grande azienda che produce cultura, informazione, spettacolo ancor più  nelle mani dell’esecutivo. “Arriva il momento di cambiare”, dice Fassina. Non c’è tempo da perdere per costruire una nuova forza politica, dal basso.  E si parte da Roma dando vita al primo comitato “Futuro a sinistra”, rispondendo alla voglia di partecipazione, da protagonisti, alla costruzione di un nuovo partito. Da qui all’autunno sarà definito un progetto politico condiviso. Già Roma, di problemi ce ne sono tanti, uno snodo fondamentale, un incrocio fra la politica nazionale e quella che riguarda le amministrazioni locali, la capitale in particolare, con il Pd commissariato, evaporato, in perdita vertiginosa di iscritti. Per non parlare della “vicenda” Comune, della necessità di mettere un punto fermo, individuare priorità, dare certezze ai cittadini. Non può essere Renzi a decidere il futuro della Capitale. Territorio e democrazia, partecipazione, protagonismo dei cittadini, delle forze sociali organizzate, dei sindacati, delle associazioni degli studenti, sono la linfa vitale per l’amministrazione della città che deve ritrovare se stessa, città accogliente, dopo la devastazione provocata dalla Giunta Alemanno. C’è molta lana da tessere per Futuro a sinistra. Partire da Roma per restituire alla parola “sinistra” il suo valore ha un significato particolare, un impegno grande da diffondere in tutto il paese.

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