Futuro a sinistra: con Fassina, nasce a Roma il Comitato per il nuovo partito. Un successo

Futuro a sinistra: con Fassina, nasce a Roma il Comitato per il nuovo partito. Un successo

La costituzione del Comitato romano di Futuro a sinistra, il movimento lanciato da Stefano Fassina, Monica Gregori, deputati ex Pd, e da centinaia di compagne, compagni e amici usciti dal Pd oppure semplicemente in attesa della costruzione di una forza politica di sinistra, ha vissuto lunedì 20 luglio la sua fase nascente. Suscitato da una lettera-appello, letta da Flavia Leuci (http://www.jobsnews.it/wp-admin/post.php?post=15221&action=edit) il Comitato si è riunito insieme a Stefano Fassina. Provenienze diverse, storie diverse, ma un’unica speranza: la fondazione di una forza politica di sinistra in Italia non più rinunciabile, dopo che il Partito democratico ha vissuto la sua deriva moderata spinta da Renzi. C’erano tanti usciti proprio dal Pd, ma c’erano socialisti, cattolici democratici, personalità di cultura laica, e quelli di tradizione comunista. E negli interventi, ognuno ha voluto definirsi in relazione alla necessità della sinistra in Italia. Era noto a tutti che gli interventi fossero calibrati, in questa fase di primo rodaggio, proprio sul racconto della personale storia politica e sul senso e le ragioni di un’adesione, convinta, al nuovo soggetto politico di sinistra. E al termine di una prima tornata di interventi, lo stesso Stefano Fassina ha voluto riepilogare le questioni di fondo che sono all’origine della decisione, storica, di costituire un nuovo partito della sinistra in Italia.

L’intervento di Stefano Fassina al Comitato romano

Fassina ha esordito sostenendo che “la rottura col Pd è stata meditata, sofferta, ma ha fatto prevalere il senso di un progetto politico che deve nascere. Ogni giorno che passa diventano più evidenti le ragioni della nostra uscita dal Pd. In una fase come questa non si può proporre il taglio indiscriminato della Tasi, anche a coloro che possiedono un attico da milioni di euro a piazza Navona, quando un milione e mezzo di minori vivono al di sotto della soglia di povertà”. La critica al Pd renziano è durissima: “Tutte le cosiddette riforme del governo di Renzi sono ispirate da vecchie proposte della destra: il Jobs Act è figlio della elaborazione di Sacconi, mentre ad esempio la nuova legge sulla scuola, con il preside autoritario, deriva da una proposta della sottosegretaria berlusconiana Valentina Aprea. Ora questo passaggio sulle tasse”.

“Il tradimento è del Pd renziano verso il patto con gli elettori del 2013”

Fassina ha poi aggiunto: “Noi siamo stati eletti su un programma opposto rispetto a quello che porta avanti questo governo. Per portare avanti un programma di destra occorre tornare dagli elettori. C’è un punto fondamentale di democrazia. La coerenza col mandato ricevuto. In questa fase storica la questione democrazia, emersa in modo dirompente nella vicenda greca, pone forti interrogativi. Cosa è democrazia quando attui un programma radicalmente diverso da quello su cui sei stato eletto? Quando si mobilitano centinaia e centinaia di migliaia di uomini e donne contro la legge Giannini sulla scuola? Il Parlamento viene bloccato da un voto di fiducia e non può neppure interloquire. Ricostruire il senso della democrazia non come procedura ma come coerenza con quanto viene dettato dalla Costituzione. Nella democrazia c’è il rapporto coi corpi intermedi, che fanno parte della soluzione, non sono il problema. Una forza di sinistra non può prescindere da un’idea sussidiaria della democrazia.

Il nuovo partito della sinistra italiano: forte, moderno, solidale, critico

Sul partito che Fassina insieme con migliaia di altri intende costruire, ha detto: “Sulla forma partito: si tratta di reinventare non di riprodurre un modello, non pensiamo che vada bene quello degli anni Cinquanta, ma che guarda avanti, come un intellettuale collettivo”. E basta con le primarie, ha proseguito. “Eleggere i vertici del partito attraverso elezioni primarie è la rinuncia all’autonomia culturale e politica del partito, è subalternità. Oggi, la linea del Partito democratico la decidono gli editorialisti dei giornali, chi controlla i mass media. Lasciamo eventualmente le primarie per cariche pubbliche più importanti. Occorre rottamare la cultura politica subalterna che abbiamo praticato negli ultimi trent’anni. Vengono a riproporci la stessa ricetta che domina in Europa e ovunque da 30 anni.

Tra gli elementi dell’agenda politica, Fassina rileva la necessità di costruire insieme “un’agenda alternativa che parta dall’articolo 1 della Costituzione, sul diritto al lavoro”. La fida è ambiziosa, per questo non vanno nascosti i limiti di un progetto che inevitabilmente è di lungo respiro e che ha un orizzonte vasto dinanzi a sé. Fassina ha poi concluso: “Vogliamo misurarci con quelle sfide che nel dibattito pubblico vengono richiamate da papa Francesco, i diritti inalienabili dell’uomo e la sua dignità”. Se guardiamo a Syriza, conclude Fassina, ha costruito un partito della solidarietà e del volontariato, della gratuità e della politica utile. Così, si è reso credibile davanti al popolo greco, “aprendo centri medici gratuiti, mense, farmacie ecc. Partiamo dalle periferie, perché non siamo il ceto politico che vive nell’universo della comunicazione.  E dobbiamo mettere in connessione cultura e politica: senza idee un partito non lo fai. Non si è un grande partito sulla base dei followers su twitter”.

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