Consumi al palo. Federconsumatori e Adusbef giudicano insufficienti le misure del governo. Critiche anche al Ddl Concorrenza

Consumi al palo. Federconsumatori e Adusbef giudicano insufficienti le misure del governo. Critiche anche al Ddl Concorrenza

Ancora dinamiche più che incerte sui principali indicatori economici del Paese. Dopo la doccia fredda sulla crescita inesistente dell’occupazione, che non fa registrare alcun segnale positivo, sia per i disoccupati di lunga durata, per gli over 40 e soprattutto tra i giovani l’Istat è costretta a certificare la fredda realtà dei numeri anche rispetto ai consumi, gli unici che potrebbero indicarci con certezza l’uscita dalla crisi. Purtroppo, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica c’è solo da registrare un andamento ancora incerto: diminuiti a maggio del -0,1% e aumentati, invece, su base annua, del +0,3%. Si tratta di percentuali assolutamente insufficienti per cantare vittoria come in molte occasioni tentano di fare molti esponenti del governo Renzi. Critiche le associazioni di tutela di cittadini, come Federconsumatori e Adusbef, che denunciano con i presidenti Trefiletti e Lannutti come quelli diffusi dall’Istat siano “dati che non lasciano spazio ad alcun ottimismo e che evidenziano ancora la fase di difficoltà e disagio che le famiglie stanno attraversando. Di particolare rilievo il dato relativo all’andamento dei consumi alimentari, che scendono del -0,2%. Come ribadiamo da anni, i consumi nel settore alimentare sono sempre gli ultimi ad essere intaccati in una situazione di crisi: se le famiglie hanno tagliato persino su tale comparto significa che non potevano più farlo altrove”.

 Rilanciare il potere d’acquisto attraverso una redistribuzione dei redditi

Trefiletti e Lannutti indicano poi le priorità che potrebbero tirare l’Italia fuori dalle secche: “È evidente, che per determinare una ripresa è indispensabile avviare un rilancio del potere di acquisto delle famiglie, attraverso una redistribuzione dei redditi. Il primo passo da compiere in questo senso, lo sosteniamo da tempo, è l’avvio di un Piano Straordinario per il Lavoro che si sviluppi attraverso: importanti investimenti per ricerca e sviluppo; opere di modernizzazione delle infrastrutture e di messa in sicurezza degli edifici pubblici; un programma per valorizzare il settore del turismo; dare nuova occupazione ai giovani che è una delle priorità assolute del nostro Paese. Ciò significherebbe, infatti, non solo dare un futuro e delle prospettive ai giovani, ma anche dare nuovo ossigeno alla capacità di acquisto di genitori, nonni, zii, che attualmente si fanno carico del mantenimento di figli e nipoti disoccupati, per una spesa pari a 400-500 euro annui”. Sempre Trefiletti e Lannutti si soffermano poi su uno degli altri punti cardine che, se risolto felicemente in Parlamento, potrebbe rappresentare una svolta, anche in termini economici per i cittadini, ovvero l’approvazione del Ddl Concorrenza.

Ecco la posizione di Federconsumatori e Adusbef sul contrastato Ddl Concorrenza

“Il percorso del DDl concorrenza sta registrando luci ed ombre”, spiegano Trefiletti e Lannutti. “Alcuni passi in avanti sono stati fatti relativamente al vero e proprio regalo alle banche ed alle assicurazioni che prevedeva di estendere agli avvocati la funzione pubblica, per autenticare vendite, donazioni e mutui. Tale disposizione, da noi contestata, è stata eliminata, sono stati inoltre introdotti elementi di maggiore concorrenzialità all’interno del sistema notarile, che comunque mantiene le norme di massima tutela, chiarezza e trasparenza nelle operazioni immobiliari. Del tutto insufficienti, invece, sono ancora le norme relative al superamento del mercato tutelato nel settore dell’energia. Seppure vengono immessi elementi di maggior verifica e controllo, le norme sono ancora inadeguate e lascerebbero in balia delle aziende energetiche milioni di famiglie che non vogliono essere raggirate e truffate, come purtroppo oggi accade, per di più pagando tariffe tutt’altro che vantaggiose. Non si capisce, poi, perché si continui a ritenere irrilevante il ruolo dell’Acquirente Unico, che invece si rivela fondamentale per una maggiore concorrenza e competitività di sistema. Su tali versanti, nonché sulle modifiche degli altri aspetti che riteniamo ancora insoddisfacenti (la reintroduzione delle penali nel campo della telefonia e le scarse misure per aumentare la competitività nel settore delle assicurazioni), continuerà la nostra battaglia, con determinazione, fino a quando non raggiungeremo risultati efficaci e realmente utili per i cittadini”.

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