Futuro a sinistra. L’assemblea con Fassina e i tanti che hanno lasciato il Pd

Futuro a sinistra. L’assemblea con Fassina e i tanti che hanno lasciato il Pd

Scuola, lavoro, democrazia. Futuro a sinistra. Cinque parole importanti, la traccia per l’Assemblea promossa da Stefano Fassina, al momento in cui ha annunciato la sua uscita dal Pd insieme a Monica Gregori, anch’essa deputata. Il 4 luglio Fassina sarà al Teatro Palladium, a Garbatella, un popolare quartiere romano, con Civati, Cofferati, Pastorino, che hanno lasciato il Pd nell’arco di questi mesi e Daniela Lastri, consigliere della Regione Toscana. Si annuncia una significativa partecipazione. “Con noi – dice Fassina – tanti che hanno lasciato il Pd, sono fondatori, dirigenti, militanti che si sentono abbandonati dal partito, con loro avvieremo un percorso politico sul territorio per raccogliere le tante energie che sono andate nell’astensionismo”. Nel corso della conferenza stampa in cui ha dato l’annuncio ufficiale, ne aveva già parlato in una assemblea in piazza convocata da due Circoli del Pd, Capannelle e Anagnina, a proposito di un possibile rapporto con Sel aveva detto:“Intrecceremo un percorso tra i parlamentari e sul territorio, bisogna che affluenti diversi arrivino a un fiume comunque, ci sono tante persone rassegnate e a sinistra che devono tornare protagoniste della politica”. L’assemblea del 4 luglio a Roma vedrà la partecipazione di ex Pd. In seguito sono previsti incontro con altri soggetti, associazioni, movimenti. Riferendosi alla Coalizione sociale, promossa da Maurizio Landini, Fassina afferma: “C’è attenzione da tempo nei suoi confronti ma loro non vogliono fare un partito, noi vogliamo essere il loro interlocutore politico, per ora non precostituiamo nulla, il percorso è aperto, ci saranno singoli e organizzazioni come Possibile di Civati. L’obiettivo finale è sicuramente un soggetto politico unitario, non sarà una forza di testimonianza ma una sinistra di governo non subalterna al liberismo economico e ai poteri forti. Non aspetteremo il 2018 per misurarci perché ci sono altri appuntamenti elettorali come le elezioni amministrative con le quali dobbiamo dare chiari segnali della nostra presenza”.

 

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