Dopo l’accordo sul nucleare, l’ayatollah Khamenei avverte l’Occidente che nulla cambia nei rapporti con l’Iran

Dopo l’accordo sul nucleare, l’ayatollah Khamenei avverte l’Occidente che nulla cambia nei rapporti con l’Iran

Sabato 18 luglio, Ali Khamenei, guida suprema della rivoluzione iraniana, ha affermato che la politica del suo paese nei confronti degli Stati Uniti non cambierà, nonostante l’accordo concluso con le grandi potenze sul programma nucleare della Repubblica islamica. “La Repubblica islamica dell’Iran”, ha detto l’ayatollah, “non rinuncerà a sostenere i suoi amici nella regione, i popoli della Palestina, dello Yemen, i popoli e i governi siriani e iracheni, il popolo oppresso del Bahrein e i combattenti sinceri della resistenza nel Libano e in Palestina”. Lo ha detto in occasione del giorno finale del mese del Ramadan. “La nostra politica non cambierà di fronte all’arrogante governo americano”, ha aggiunto Khamenei, le cui parole sono state sostenute dalle grida consuete degli islamisti, “morte agli Stati Uniti, morte a Israele”.

“Tante volte abbiamo ripetuto”, continua l’ayatollah, “che non abbiamo alcun tipo di dialogo con gli Stati Uniti sulle questioni internazionali, regionali o bilaterali. Talvolta abbiamo negoziato, come nel caso nucleare, in base ai nostri interessi”. Ed ha insistito sul fatto che “la politica degli Stati Uniti nella regione è lontana di 180 gradi da quella della Repubblica islamica dell’Iran”. Il numero uno iraniano, che è anche capo delle forze armate, ha poi sottolineato la determinazione del suo paese a preservare le capacità militari, dopo anni di embargo. Il riarmo convenzionale dell’Iran è un punto sostanziale dell’accordo sul programma nucleare, che prevede una riduzione delle sanzioni e un eventuale alleggerimento dell’embargo. L’ayatollah, infatti, ha voluto precisare che “la Repubblica islamica non accetterà mai le richieste eccessive dei nemici”. Cosa ciò voglia dire nei prossimi mesi, quando l’accordo comincerà a concretizzarsi, lo vedremo. Certo è che l’industria occidentale degli armamenti ha festeggiato quando l’accordo con le grandi potenze è stato siglato.

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