Contro Tsipras e il popolo greco media scatenati. Vergognosa campagna reazionaria

Contro Tsipras e il popolo greco media scatenati. Vergognosa campagna reazionaria

Contro Tsipras e il suo governo democraticamente eletto, contro Syriza, contro il popolo greco è in corso una campagna reazionaria che ha preso corpo sui maggiori quotidiani italiani, con qualche punta anche su alcuni media europei. Usiamo la parola reazionaria perché non c’è altro modo di definire cronache, commenti, editoriali, perfino ricostruzioni storiche infarcite di clamorosi falsi. Alcuni quotidiani hanno perfino inviati ad Atene, i “retroscenisti”, quei giornalisti che guardano dal buco della serratura e raccontano come sono andate davvero le cose. Magari usano le veline, moderne, via internet, predisposte da uffici stampa di Palazzo Chigi.

Con ogni mezzo, quello delle menzogne in primo luogo, l’ordine che circola nelle redazioni è  quello di far apparire Renzi Matteo come uno dei principali protagonisti della “guerra” promossa dal Fondo monetario internazionale, leggi grandi potentati finanziari, che dettano legge alla politica e alla economia. Non è un caso che il nostro premier sia diventato il più stretto alleato di Angela Merkel, del suo ministro Schaeuble che le ha messo il laccio al collo, nel tentativo ormai chiarissimo di mettere fuori gioco il premier greco.

Renzi con Merkel per “archiviare” il premier greco

Titola Repubblica: “Renzi con Angela per archiviare Tsipras”.  Non è un caso che Angela definisca “riforme impressionanti” quelle che il governo italiano ha fatto approvare con voti di fiducia, Jobs act in primo luogo. Riforme in senso negativo visti i pessimi risultati che stanno dando : niente crescita, niente aumento dell’occupazione. E Renzi questo propone al governo greco. Un disastro che si andrebbe ad aggiungere ai disastri che Tsipras ha trovato grazie al Fondo monetario, alla  Troika, ai dissennati “piani di salvataggio” imposti dalla Ue. Come spiegava ieri Massimo D’Alema intervistato da Rainews i soldi che la Ue ha dato alla Grecia sono stati destinati non a pagare le pensioni ma le banche tedesche e francesi. Fior di economisti, Stieglitz, Krugman,  Piketty, Attali, che fu il consigliere economico di Mitterand, dicono altre cose rispetto a personaggi come Junker, Schaeuble, Dijsselbloem. Romano Prodi afferma che “non possiamo dimostrare di essere incapaci di risolvere un piccolo problema come quello ellenico, sennò a che cosa serve la  Ue?”.

Già, a cosa serve la Ue con un Renzi che si arroga il diritto di parlare a  nome del popolo italiano che non lo ha mai eletto, segretario di un partito che rappresenta  in realtà poco più del trenta per cento del cinquanta per cento dei cittadini che vanno a votare? E con i media che descrivono il popolo greco come estraneo al concetto di democrazia, un mare di vagabondi, gente che vuol vivere di pensione. C’è perfino qualche editorialista che sostiene che il referendum ha un costo e un paese pieno di debiti non se lo può permettere. Se tanto mi dà tanto significa eliminare le elezioni in numerosi paesi. Ma c’è anche chi assume l’aria del professorino e disserta sulla storia  ellenica.

Chiamati in causa Platone, Socrate, Tucidide, demos e kratos

Vengono chiamati in causa Platone, Socrate, Tucidide, Aristotele,  e tanti altri, ricordi di scuola, si disserta su demos e kratos, il popolo e il potere. Per concludere che per i greci la democrazia è un optional, facili prede di demagoghi. Il riferimento ovviamente è a Tsipras, così lo ha definito il  più venduto quotidiano italiano. Ignoranza, sciocchezze, malafede vanno a braccetto.

Non c’è bisogno di tornare al passato, all’antico, alla polis, basta ricordare  il  secolo scorso. Non si può dimenticare che la Grecia fu occupata dall’esercito fascista italiano e da quello nazista tedesco. I greci non ne hanno certo un buon ricordo. Si batterono contro gli occupanti, ascoltavano Radio Londra, organizzarono la resistenza greca. Un giovane ventenne, di nome Manolis Glezos, osò strappare la bandiera con la svastica che i nazisti avevano piazzato sull’Acropoli.

Il colpo di Stato dei colonnelli, la Resistenza, la voglia di democrazia

Veniamo ad anni più vicini. Il 21 aprile del 1967 un colpo di stato di generali e colonnelli eliminò tutte le libertà. L’opposizione si organizzò, pagò un prezzo enorme, uccisioni, torture, anni ed anni di carcere, esilio in isole quasi deserte. I loro nomi sono noti, Lambrakis, Theodorakis, Glezos, personalità come il  regista Costa Gavras, ricordate il film “Z, l’orgia del potere”, Melina Mercouri, tanti studenti che organizzavano la resistenza all’estero dove studiavano. Poi la lotta all’Ateneo di Atene. Gli operai, i marittimi del Pireo a fianco degli universitari, la repressione con i carri armati che entrarono nell’università. E fu la fine della dittatura, durata sette anni.

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