Contratti. La Cisl punta a un nuovo sistema. Cgil, pronti a ragionare su un nuovo modello ma non c’è fretta

Contratti. La Cisl punta a un nuovo sistema. Cgil, pronti a ragionare su un nuovo modello ma non c’è fretta

Una stagione contrattuale è ancora aperta, ultimi in ordine di tempo sono i lavoratori del turismo, circa un milione, trattative avviate e poi interrotte “per ferie” delle controparti. Fra i lavoratori dell’industria i metalmeccanici. La Cisl, nel frattempo, avanza la proposta di un differente sistema contrattuale . “Siamo pronti a ragionare – è la risposta immediata del segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari – l’obiettivo è stringere un  nuovo patto per lo sviluppo”. Allo stato, si tratta, nel complesso, di qualche milione di lavoratori che devono rinnovare i contratti. Difficile chiudere con accordi. Forse non sembra essere proprio questo il momento in cui aprire un confronto fra i tre sindacati. “Senza fretta”, dice Solari. Addirittura accade che in alcuni settori le associazioni degli imprenditori rifiutino di discutere su aumenti salariali. Va già bene quando, ed è avvenuto, non chiedono indietro dei soldi visto che l’inflazione non c’è stata. Confindustria, nel frattempo, preme per una revisione dell’intero sistema contrattuale puntando alla contrattazione aziendale. Il governo preme per abbattere, per legge, l’attuale sistema, magari senza neppure consultare i sindacati.

Renzi e Confindustria verso il “modello Marchionne”

Renzi non a caso anche nella recente relazione alla Assemblea nazionale all’Expo ha richiamato il “modello Marchionne”, il suo idolo. Come è noto l’ad con il maglioncino giro collo, inverno ed estate, lasciò Confindustria proprio perché, fra l’altro, manteneva ancora un sistema di contrattazione nazionale. Il problema non riguarda solo i salari, ma i diritti nei luoghi di lavoro, tanto per dirne una. Sarebbe la fine di un sistema che garantisce a tutti i lavoratori parità per quanto riguarda i diritti, le condizioni di lavoro, le tutele. Peggio delle vecchie “gabbie salariali” di un tempo che furono sempre combattute dai sindacati. Sempre in tema di contrattazione anche i dipendenti pubblici sono sul piede della mobilitazione, da sette anni  c’è il blocco. Ora, con la sentenza della Corte Costituzionale, il contratto va rinnovato.

Un terreno fondamentale per i lavoratori e il sindacato

Siamo, insomma, su un terreno fondamentale per i lavoratori e il sindacato. Un terreno molto scivoloso. La Cisl nel frattempo rilancia la  proposta di un nuovo sistema di contrattazione. Problema di cui si era parlato anche nel recente incontro delle segreterie di Cgil, Cisl, Uil che da tre anni non si erano più riunite insieme per discutere come dare corso ai tanti problemi aperti, a partire dalle politiche economiche del governo che non sono condivise dai sindacati, la legge sulla scuola, le pensioni, il fisco. E i contratti ovviamente che riguardano direttamente i sindacati. La Cisl avanza una proposta tesa a differenziare la contrattazione, presenta un nuovo modello spostando l’asse verso la contrattazione aziendale. Il contratto nazionale dovrebbe rimanere, fissare i minimi salariali, assicurando la copertura del potere d’acquisto. L’asse sarebbe spostato verso la contrattazione di secondo livello. I contratti aziendali, o di territorio, avrebbero nuove competenze, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, leggi problema delle turnazioni, misure relative alla detassazione del salario di produttività. La Cisl pensa anche ad un “salario di garanzia”, introducendo un nuovo elemento nella confusa discussione sul salario di cittadinanza che viene visto  con ottiche diverse. Questa forma di salario dovrebbe essere prevista nelle aziende che non fanno contrattazione di secondo livello, che sono ben il 35% del totale. Ancora: da prevedere una quota obbligatoria a carico dei datori di lavoro per il fondo di previdenza integrativa e la istituzione di un delegato per la formazione.

Solari. L’obiettivo è  un nuovo patto per lo sviluppo

“Siamo pronti a ragionare su un nuovo modello, radicalmente diverso, che non rappresenti semplicemente la manutenzione del vecchio. Sì al confronto, anche subito, con Cisl e Uil – dichiara   all’Ansa Solari –  ma non c’è fretta.” La Cgil infatti nel quadro della conferenza di organizzazione ha in corso la discussione sulla contrattazione. Prosegue il segretario confederale della Cgil: l’obiettivo deve essere quello di stringere “un nuovo patto per lo sviluppo, che tenga conto dell’innovazione, della crescita, delle politiche per l’occupazione. Insomma, noi vogliamo competere con la Germania e non con la Cina”.  Apriamo pure un tavolo di discussione ma, ricorda Solari, “ci sono i contratti da rinnovare delle singole categorie, e non si può correre il rischio, che è invece presente, di fermarsi per ragionare sul nuovo modello”.  “Tanti aspetti – conclude Solari – sono comunque regolati dall’accordo del 2014, dal testo unico firmato da tutte le parti”.

 

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