Campidoglio. Fantasiosi retroscena. Il pericoloso gioco del toto nomi. Riunione chiarificatrice di Sel col sindaco

Campidoglio. Fantasiosi retroscena. Il pericoloso gioco del toto nomi. Riunione chiarificatrice di Sel col sindaco

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha incontrato nella serata di giovedì i vertici di Sel in Campidoglio, per discutere su come dare seguito all’alleanza in Campidoglio, messa in discussione dalle dimissioni del vicesindaco Luigi Nieri, e da un paio di giorni politicamente convulsi, durante i quali è stato detto di tutto. Si tratta delle conseguenze politiche sull’amministrazione capitolina dell’inchiesta Mafia Capitale, che innescato una serie di reazioni a catena, portando al commissariamento del Pd romano, e a una serie di dimissioni importanti, l’ultima delle quali è stata appunto quella dell’uomo di spicco di Sel nell’amministrazione comunale. Nel dibattito pubblico della capitale si è così aperto il fronte della sostituzione del vicesindaco, con una ridda di voci non sempre autentiche, e talvolta veicolate ad arte. L’incontro di giovedì tra il sindaco Marino era dunque necessario, proprio per dissipare ombre, equivoci e polemiche.

“È stato un incontro positivo, noi vogliamo che ci siano le condizioni per andare avanti. Non dipende soltanto da noi ma da quello che il partito principale che è il Partito democratico vuole mettere in campo a livello nazionale in questi giorni”, ha detto il capogruppo capitolino Sel, Gianluca Peciola. “C’è una dimensione chiara di sfiducia rispetto alle possibilità della città da parte del Pd, come testimoniano i fondi che non arrivano, le attenzioni e il coordinamento rispetto al Giubileo che non arriva”, ha aggiunto Peciola. A sua volta il coordinatore della segreteria nazionale di Sel, Nicola Fratoianni, ha aggiunto: “C’è una disattenzione e forse anche un sabotaggio effettivo rispetto ai temi che riguardano il patto di stabilità, perché ci sono delle risorse dei romani per la scuola, per il sociale e per le case che non vengono utilizzate. Continuiamo a registrare una sintonia con il sindaco Marino rispetto alle necessità di individuare nuove priorità e nuovi terreni su cui sperimentare la possibilità di un rilancio di questa azione amministrativa. Nello stesso tempo continuiamo a dire che servono alcune condizioni che riguardano prima di tutto il Pd e il governo nazionale: devono mettere questa amministrazione nelle condizioni di esercitare un salto di qualità a partire dallo sbloccare le risorse per il Giubileo. È incredibile che ancora non sia avvenuto”.

Per il sindaco Marino, “con Sel c’è stato un incontro come sempre molto positivo. Ritengo il nostro un governo di sinistra e quindi le uniche richieste arrivate da Sel sono fortemente condivisibili”, ha spiegato il sindaco Marino, “arrivare a un programma di mid-term della nostra Giunta e della nostra esperienza politica indicando ad alta voce le priorità che sono trasporto, viabilità, pulizia e decoro della città, emergenza abitativa e sociale”. In merito al rimpasto, Marino ha detto che “ci sono due servitori dello Stato, come il prefetto di Roma e il ministro dell’Interno, che stanno facendo le loro valutazioni. Il ministro ha dichiarato che sta studiando la relazione del prefetto e quando avranno reso pubbliche le loro considerazioni io mi sentirò libero di indicare quali sono le priorità e il percorso amministrativo del mid-term della mia esperienza che, ripeto, per quanto mi riguarda deve continuare fino al 2023 per cambiare realmente la nostra città”.

Prima dell’incontro, i giorni avvelenati

C’è chi punta alla crisi al Comune di Roma, oppure ad un totale asservimento della amministrazione capitolina ai desiderata del presidente del Consiglio. Che come è noto non ha mai nascosto il desiderio di mandare tutti a casa, per andare al voto l’anno prossimo nella tornata delle grandi città. Lo stesso ministro Alfano che deve pronunciarsi sul futuro o meno della Giunta Marino sulla base della relazione della Commissione prefettizia e delle conclusioni del prefetto Gabrielli, avrebbe registrato delle “dissonanze”. Vuole capire se il no allo scioglimento, questa l’opinione dell’ex capo della Protezione civile, sia fondato o meno. C’è da chiedersi a che gioco si stia giocando, sulla pelle non solo del sindaco e della Giunta, ma dei cittadini romani.  In questo quadro più la situazione si fa confusa meglio può giocare le sue carte chi punta  ad usare le difficoltà, indubbie, di una situazione che vede dimissionario il vicesindaco, un assessore, di punta, quello alla mobilità, quello al Bilancio, ma sembra che la situazione sia congelata. Insomma il rimpasto di cui si parla e si scrive molto può essere l’occasione per “imprigionare” il sindaco mettendolo di fronte ad una crisi non conclamata, ma che potrebbe diventarla. Magari anche un cambio di alleanze.

Un’offensiva mediatica contro il sindaco di Roma

Ignazio Marino, con tutta la pazienza e l’abilità del  chirurgo, si deve difendere con le unghie e con i denti,  deve controbattere all’offensiva mediatica scatenata da tutti i principali media nazionali, primo fra questi il quotidiano la Repubblica che ha deciso di cavalcare, a modo suo la vicenda legata al vicesindaco dimissionario, Luigi Nieri. Secondo i fantasiosi retroscena del quotidiano diretto da Ezio Mauro, la poltrona potrebbe finire, e  Repubblica ne racconta i minimi particolari, incontri, riunioni riservate, addirittura quasi certa, all’ex governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola. Sarebbe lui “l’arma segreta”, l’asso di cuori. La calura estiva fa brutti scherzi, ma arrivare addirittura ai “consigli’ mediatici”, ci sembra decisamente offensivo nei confronti del sindaco e della stessa Sel, di cui Vendola è punto di riferimento. Nell’articolo della  retroscenista, Repubblica parla addirittura di un incontro in programma tra Fratoianni (coordinatore Sel) ed il sindaco di Roma, incontro deciso proprio per tentare di coprire la casella di numero due in Palazzo Senatorio. Fratoianni, purtroppo per i retroscenisti, ha opinioni ben diverse, e come il ghiaccio al sole in questo giovedì incandescente, le anticipazioni del quotidiano di Viale Cristoforo Colombo, non si reggono in piedi e si “squagliano”. Forse la chiamata in causa di Vendola serve a confondere le acque.

Fratoianni. Per Sel vale il terreno politico su cui rilanciare l’amministrazione

 È lo stesso Fratoianni a smentire: “Come ho avuto già modo di dire più volte nelle ultime ore, Nichi Vendola viene da una lunga, importante e faticosa esperienza amministrativa e ho la fondata idea che non ci sia nemmeno una possibilità per  l’ipotesi di vicesindaco di Roma. Un’ipotesi non realistica”. Poi la puntualizzazione, altrettanto fondamentale, è sugli equilibri di maggioranza, che la Repubblica già definisce in chiara difficoltà. “Sel – fa sapere ancora Fratoianni – non è passata all’opposizione in Campidoglio, siamo in una condizione oggettiva di appoggio esterno non essendoci nessun rappresentante di Sel attualmente nella giunta Marino, dopo le dimissioni di Nieri, un ottimo amministratore e persona perbene vittima di una campagna indegna contro di lui. La discussione sui posti non ci appassiona affatto“, insiste Fratoianni. “Per Sel rimane fondamentale il terreno politico da cui si rilancia l’amministrazione capitolina, quali risposte diamo ai romani, quale programma viene attuato per la città. Vogliamo capire e sapere – ed è questo il vero e proprio punto della questione che appassiona così tanto la Repubblica –  se il Pd  e il governo mettono in condizione la giunta di Roma Capitale di poter operare nella lotta alle emergenze sociali, intervenendo su un patto di stabilità che strangola l’ente locale, dando risposte ai problemi dei romani e dando certezze su come gestire la fase giubilare dei prossimi mesi”. Fratoianni, dunque, a certe condizioni, conferma e non calpesta l’alleanza che portò Marino alla vittoria contro l’ultradestra di Alemanno. Così Massimiliano Smeriglio,responsabile economico di Sel e vicepresidente della regione Lazio: “Ora sta al sindaco spiegare alla città cosa vuol fare e con quale squadra”. Una richiesta esplicita, senza giri di parole, politica e non alla ricerca di poltrone.

La discesa in campo del vicepresidente della Camera, un renziano doc

Nelle ultime ore c’è infatti da registrare la “discesa in campo” di Roberto Giachetti, deputato del Pd, vicepresidente della Camera e politicamente più che vicino al premier. Sarebbe una svolta politica,  un doppio commissariamento: quello, appunto, dell’Amministrazione di Roma Capitale e contemporaneamente del Pd capitolino, visto che Orfini, a meno di smentite, avrebbe tutta l’intenzione di percorrere altri sentieri. Giachetti, per essere ancora più chiari, oltre ad essere uno dei parlamentari romani più vicini al presidente del Consiglio ha già ricoperto l’incarico di capo segreteria e di gabinetto dell’ex sindaco Francesco Rutelli. Di lui si ricordano le gesta contro i sindacati, forse ancora più di Renzi. Nella lista anche un’ altra renziana, la deputata Bonaccorsi, che però smentisce. Al contrario di Repubblica, noi alle 15 di questo infuocato giovedì 16 di luglio, restiamo della stessa opinione di mercoledì notte: nel dopo-Nieri, tanti candidati e nessun candidato…

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